Di ProgReS Campidanu

ProgReS rimane sconcertato da come Trenitalia gestisce il servizio pubblico: da lunedì 16 giugno è arrivata una rivoluzione nella tratta Oristano-Cagliari con modifiche degli orari che arrivano fino ad un’ora rispetto a quelli precedenti senza tenere minimamente conto delle esigenze dei pendolari e con stazioni che sono state chiuse senza che nessuno si sia preoccupato di avvisare non solo il comune interessato o di predisporre un piccolo cartello d’informazione.

Con l’avvio del nuovo orario inoltre il disservizio fa rima con disinformazione. Alcuni treni pur inseriti in orario vengono costantemente soppressi, la tratta Macomer-Cagliari,negli orari di punta, viene sostituita fino ad Oristano  da  bus con  ritardi di 15 minuti in media.

La carta dei servizi di Trenitalia per la Sardegna parlava chiaramente “Trenitalia si impegna a garantire pienamente il diritto all’informazione. Favorisce le occasioni di confronto, valuta le critiche, le proposte e i suggerimenti dei clienti e delle Associazioni dei Consumatori, al fine di migliorare i servizi svolti ai cittadini”. Evidentemente abbiamo una concezione diversa del diritto d’informazione. Variazioni pesanti d’orario come quelle che si possono rilevare da lunedì meriterebbero degli avvisi in tutti i treni ed in tutte le stazioni.

Il tutto naturalmente in un contesto di assenza istituzionale, l’assessore ai trasporti Deiana oltre ad annunciare, come i predecessori, l’arrivo imminente dei treni veloci acquistati ormai da anni e dei quali si sono perse le tracce, non dice nulla in proposito. Nessun richiamo per la mancata informazione, per la chiusura completa di due stazioni, Pabillonis e Sanluri Stato, di cui l’ultima ristrutturata totalmente pochi anni fa, soldi a questo punto buttati al vento.
Probabilmente questo è frutto dei recenti tagli di oltre il 25% dei fondi dell’assessorato ai trasporti. L’ass. Deiana aveva assicurato che non ci sarebbero state ripercussioni nel servizio, i fatti stanno invece portando alla luce un calo notevole di efficienza dei trasporti interni, senza considerare il rincaro dei trasporti esterni.

 

Nell’assenza totale della regione, Trenitalia evidentemente si sente padrona di fare quel che vuole e continua a fornire un servizio scadente con ritardi e soppressioni. Naturalmente la regione con la modifica degli orari non ha provveduto a far modificare le pochissime coincidenze con il trasporto pubblico su gomma fornito dall’Arst: nei paesi civili le aziende pubbliche cooperano tra di loro tanto da poter prendere un unico biglietto utilizzabile su più mezzi, in Sardegna il treno arriva dopo che il bus è partito, o viceversa, obbligando i pendolari all’utilizzo del mezzo privato.

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