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Resoconto di fine mandato del consigliere provinciale di Oristano Sebastian Madau

22 June 2015

di Sebastian Madau
Presidente Nazionale di ProgReS Progetu Repùblica

Il 31 maggio è scaduto il mandato che per 5 anni ha permesso, per la prima e forse unica volta nella storia della provincia di Oristano, ad un indipendentista di sedere tra i banchi del Consiglio.

Le aspettative naturalmente erano molto alte, per il sottoscritto innanzitutto, per il partito e per i più di seimila elettori che hanno permesso questo piccolo ma storico traguardo.

Nella seduta d’insediamento è apparso da subito chiaro che il nostro sarebbe stato un ruolo di minoranza nella minoranza (su otto consiglieri, sei erano del PD e uno dell’Italia dei valori ma entrato con la coalizione del centrosinistra).

Da qui abbiamo cercato di lavorare, non tanto per riempire le pagine dei quotidiani locali sull’inconcludenza e la rissosità della maggioranza o su proposte utopiche ma unicamente per dare voce agli interessi nazionali dei cittadini sardi. Questo lo abbiamo fatto prima di tutto nel metodo di proposta e di lavoro che abbiamo adottato: ci è sembrato opportuno coinvolgere direttamente la conferenza dei capigruppo tutte quelle volte che abbiamo pensato di proporre un odg. o una mozione. In questo modo, è vero che il nome del partito perdeva l’occasione di apparire sulla stampa come proponente, ma era più importante che l’argomento avesse il voto unanime dell’aula.

Più di una volta infatti sono arrivati in aula argomenti condivisibili da tutti ma per il fatto che non erano stati condivisi prima in conferenza di capigruppo venivano votati solo dai proponenti.

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Approvata la mozione contro il termodinamico a San Quirico

4 March 2015

di Sebastian Madau
Presidente Nazionale e Capogruppo di ProgReS nel consiglio provinciale di Oristano

ProgReS Progetu Repùblica ritiene soddisfacente l’esito positivo della votazione di giovedì scorso in consiglio provinciale sulla mozione che esprime contrarietà al progetto di impianto ibrido solare termodinamico a San Quirico. Ci preme ribadire il carattere assolutamente politico e non tecnico della mozione in quanto si metteva in discussione il progetto per le modalità con le quali la Giunta che governa il Comune di Oristano ha operato finora.

In primo luogo per l’assoluta mancanza di informazione e condivisione coi cittadini, passaggio imprescindibile non solo secondo noi ma previsto anche dalla convenzione tra Legambiente e ANEST (Associazione italiana Energia Solare Termodinamica). In secondo luogo per la mancata ricaduta economica sul territorio e sulle comunità.

Secondo i dati facilmente disponibili a chiunque, solamente dagli incentivi annualmente dovrebbero ottenere un guadagno che si aggira sui 16milioni di euro. La cifra che la Giunta del sindaco Tendas è riuscita a “strappare” risulta essere pari a 50 mila euro l’anno, cioè lo 0,31%!

In terzo luogo la mancanza di un piano energetico che ponga regole precise a tutela dei cittadini e del territorio. Situazione che in altri Comuni della Sardegna ha portato gli amministratori a temporeggiare. È il caso del Comune di Bauladu, dove il sindaco Davide Corriga, alla medesima proposta ha risposto che prima avrebbe dovuto interpellare e coinvolgere i cittadini in un processo partecipato per arrivare a una scelta condivisa che prevedesse, oltre ai guadagni per la società proponente il progetto, dei vantaggi reali per la comunità quali il teleriscaldamento o gli sgravi in bolletta per imprese e famiglie.

Come mai, ci chiediamo, i proponenti non si sono più fatti vivi con la comunità bauladese, puntando decisamente sul comune di Oristano? Come mai l’amministrazione comunale di Oristano non ha mai menzionato tale progetto nemmeno all’interno del PAES, il piano d’azione comunale per le energie rinnovabili, messo a punto dal comune non più di un anno fa?

In merito alla seduta di consiglio di giovedì scorso rimane il rammarico di non aver avuto la possibilità di conoscere il parere su questo progetto dei consiglieri che hanno abbandonato l’aula prima del voto, venendo meno al mandato conferitogli dai cittadini.

“San Quirico Solar Power” ProgReS chiede spiegazioni in Consiglio Provinciale

12 February 2015

 Di coordinamento ProgReS Aristanis

ProgReS Progetu Repùblica annuncia un’interrogazione urgente in Consiglio Provinciale in merito al caso della “San Quirico Solar Power”, una Srl italiana che con appena diecimila euro di capitale sociale vorrebbe costruire un impianto solare ibrido termodinamico da 11 megawatt, occupando 55 ettari di ottimo terreno agricolo. Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte a un cosiddetto progetto “top down”, calato dall’alto senza la minima condivisione con i cittadini residenti nell’area interessata, in forte stato di avanzamento e sostenuto a Oristano dalla giunta Tendas.

La Sardegna oggi è assediata dagli speculatori energetici: petrolio, gas, eolico, solare, biomasse, geotermico. Porre un freno al far west in atto è molto difficile se la Regione Autonoma della Sardegna (di seguito RAS) in primis non pone un freno. Per questo è fondamentale una moratoria immediata, uno stop a tutti i progetti in atto, considerando che impianti di dimensioni così consistenti necessitano di essere integrati da strategie e politiche energetiche concordate con tutti gli attori istituzionali. Si realizzi un Piano Energetico nazionale sardo che individui le priorità di approvvigionamento.

Il territorio oristanese necessità di ben altre strategie per lo sviluppo. Il compito della politica non può certamente essere quello di avallare gli interessi di società il cui unico fine è arricchirsi sulla pelle dei cittadini sardi, compromettendo irrimediabilmente il nostro territorio e mettendo seriamente a rischio le 28 buste paga attualmente distribuite dalle attività esistenti nell’area in cui dovrebbe sorgere l’impianto. Il sindaco Tendas non dimentichi che a esprimerlo non è stata una società a responsabilità limitata di Bolzano, ma gli oristanesi.

ProgReS, attraverso il suo consigliere Sebastian Madau, chiederà al Presidente De Seneen se tale intervento rientra nelle linee di programmazione territoriale stabilite dai documenti di programmazione provinciale e se si sono svolte le valutazioni del caso assieme alla RAS, al comune di Oristano ed ai comuni ricadenti nell’area vasta del capoluogo, per valutare attentamente potenziali rischi e benefici.

ProgReS elegge i nuovi presidenti

16 November 2014

ProgReS Progetu Repùblica nell’odierna Assemblea Nazionale del partito svoltasi a Mogoro nella sala convegni del centro fieristico come da regolamento ha eletto nel pieno rispetto della parità di genere i suoi nuovi presidenti:

Sebastian Madau (38 anni insegnante di Solarussa attualmente consigliere nella Provincia di Oristano) – e Carla Carcangiu Pilia (56 anni insegnante di Calasetta).

Succedono a Sandro Ghiani Anedda e Federica Serra Pala, che hanno rappresentato per tutti gli attivisti e sostenitori un esempio di garanzia dei principi che ogni tesserato ha sottoscritto nel momento del suo ingresso. Per tutto questo il Partito li ringrazia per il lavoro svolto.

ProgReS chiede chiarimenti sui gravi fatti di Monti Prama

24 September 2014

Di ProgReS Aristanis

Se da un lato la campagna mediatica che si è scatenata attorno agli scavi, predisposti dalla Sovrintendenza ai beni culturali, ha portato sicuramente dei vantaggi in termini di visibilità per il territorio, la Sardegna e la narrazione stessa dei Giganti, dall’altro mette impietosamente a nudo i limiti e la superficialità delle istituzioni, in primis della RAS e della amministrazione del comune di Cabras, i quali hanno cavalcato allegramente l’onda mediatica che ha contribuito a portare migliaia di turisti e cittadini sardi in visita nei rispettivi musei di Cagliari e Cabras -dove la collezione di statue si trova purtroppo divisa– ma la cosa sconcertante è che non hanno minimamente pensato al fatto che un simile battage mediatico, che di volta in volta annunciava nuovi ritrovamenti di statue, tombe integre e quant’altro, avrebbe attirato tombaroli. Alla luce di quanto successo per loro vale il detto: chi ha il pane non ha i denti.

ProgReS Progetu Repùblica de Sardigna giudica inamissibile la violazione ad opera di tombaroli verificatasi all’interno dell’area archeologica di Monti Prama nel Sinis. Ricordiamo solo che Monti Prama, è quel sito che ha riportato alla luce le statue dei meravigliosi guerrieri in arenaria, arcieri e pugilatori, è quel sito che ha consegnato alla nazione sarda e a tutto il mondo la prima forma di statuaria del mediterraneo, antecedente a quella greca, finora ritenuta la più antica. Stiamo parlando di un sito capace di riscrivere la storia del mediterraneo nell’età del bronzo.  

Per questo con il capo gruppo di ProgReS in Provincia, Sebastian Madau il coordinamento politico di Oristano annuncia un ordine del giorno urgente sui gravi fatti di Monti Prama, all’indirizzo del presidente de Seneen, che impegni la giunta affinché chieda chiarimenti e un impegno concreto per la immediata messa in sicurezza del sito archeologico alle autorità competenti.

Poligoni e turismo sono incompatibili

4 August 2014

Sabato 2 agosto ProgReS Progetu Repùblica – con il consigliere provinciale Sebastian Madau, il segretario nazionale Gianluca Collu Cecchini e il responsabile della comunicazione di ProgReS Aristanis Alberto Medda Costella, accompagnati dal sindaco di Soddì Francesco Medde – ha compiuto un primo sopralluogo nei luoghi interessati dalle esercitazioni del C.A.I.P. di Abbasanta nel poligono di tiro a ridosso del lago Omodeo.

Ciò che è emerso dalla visita del sito è la totale insensatezza della sua presenza, la piena percezione della sua inutilità in un’area importantissima sotto il profilo paesaggistico e storico: basti pensare che proprio a ridosso dell’area di tiro sono presenti i resti di una foresta pietrificata. Un territorio per il quale si può e si deve programmare uno sviluppo ben diverso, che non può certamente essere di tipo militare, anche ora che il suo potenziale sviluppo per l’attività turistica – legata alle escursioni a cavallo, al trekking, ai percorsi per mountain bike, agli sport acquatici – potrebbe offrire nuove opportunità economiche a tutti i paesi che si affacciano sulle rive del lago, ma che al momento non sono certo incentivate dalla presenza di questo poligono.

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Esercitazioni sul lago Omodeo. Vogliamo chiarezza e vigileremo le bonifiche.

18 July 2014

Di ProgReS Aristanis

Facendo seguito all’interrogazione presentata dal nostro consigliere provinciale Sebastian Madau, nella quale si chiedono delucidazioni in merito alle esercitazioni a fuoco tenutesi sul lago Omodeo da parte del reparto di polizia di stanza ad Abbasanta, che hanno costretto all’interdizione la popolazione dai luoghi interessati dalle attività svolte dal C.A.I.P., con il divieto di raccogliere o rimuovere proiettili inesplosi e ordigni.

Considerato che la bonifica da tali attività negli anni passati non è stata compiuta adeguatamente in una zona importante dal punto di vista naturalistico e con delle grandi potenzialità sotto il profilo turistico, ProgReS Progetu Repùblica Aristanis compirà un sopralluogo insieme ai suoi attivisti e invita il presidente De Seneen e la Commissione Ambiente a fare altrettanto, augurandosi che alle parole spese durante il question time, possano ora seguire i fatti, per verificare che le eventuali bonifiche – da cui sembra che il Ministero dell’Interno voglia sollevarsi da ogni responsabilità – vengano effettivamente svolte.

ProgReS Progetu Repùblica Aristanis si unisce quindi ai sindaci e alle comunità interessate per chiedere in futuro la revoca dei permessi per tali attività e esprime sorpresa e disappunto per i pochi sindaci che invece si sono mostrati favorevoli alle esercitazioni, chiedendosi quali interessi difendono. Quelli delle loro popolazioni o quelli dello stato italiano che continua ad accrescere le sue attività di tipo militare, quando la Sardegna è già gravata da servitù per 35.000 ettari, che rappresentano circa il 65% del totale di quelle dello stato italiano?

ProgReS Progetu Repùblica, da sempre in prima fila quando si tratta di difendere le nostre comunità da progetti e attività non compatibili con i modelli di sviluppo del territorio, promuoverà in ogni occasione la tutela dei diritti e gli interessi dei sardi, per uno sviluppo sostenibile che non può essere certamente quello di ‘giocare’ alla guerra.