Articoli correlati ‘Sardegna’

Poligoni: Non bastano gli indennizzi, sì a dismissioni e bonifiche

9 October 2015

Ci siamo, è iniziata in Sardegna la più imponente esercitazione Nato dopo la guerra fredda.

La “Trident Juncture”, questo il suo nome, bombarderà la nostra isola con una intensità di fuoco vivo (con vero munizionamento di guerra) mai visto prima. Le responsabilità dirette del presidente Pigliaru e dell’attuale esecutivo di governo su questa sciagura le abbiamo più volte espresse, denunciando le menzogne e gli accordi sottobanco di Pigliaru col Ministero della difesa italiana.

Le istituzioni locali, i cittadini dei territori sotto occupazione militare e i sardi tutti come intendono reagire a questo disastro annunciato?

“Questa volta vogliamo risposte concrete, altrimenti occuperemo Capo Frasca”

Al primo colpo questa recente affermazione dei pescatori oristanesi potrebbe sembrare una decisa presa di posizione contro le servitù militari. Si potrebbe pensare che finalmente gli operatori del settore e la politica hanno preso piena coscienza del problema legato al poligono di Capo Frasca. Purtroppo, invece, si tratta dell’ennesima richiesta di indennizzi per il comparto della pesca, questa volta oristanese.

Continua a leggere: Poligoni: Non bastano gli indennizzi, sì a dismissioni e bonifiche

Quando le Donne prendono il timone: Sardegna e Scozia a confronto

1 December 2014 Donne-Sardegna-Scozia-a-confronto

Di Ilaria Mura Perra Lab Politiche di Genere

Ieri in Scozia si è tenuta la Conferenza Annuale delle donne dello Scottish National Party, partito indipendentista scozzese che governa la nazione con la prima ministra (fresca di carica) Nicola Sturgeon.

In quest’occasione la Sturgeon ha incoraggiato le donne ad attivarsi maggiormente nella politica in prima linea: “Il mio semplice messaggio per le donne della Scozia è questo: se siete brave abbastanza e lavorate duro abbastanza, potete raggiungere qualsiasi cosa. Come prima ministra lavorerò per assicurare che non ci siano limiti alle ambizioni delle donne”.

Sturgeon ha già dato prova del suo impegno per la parità di genere: è stata la prima a costituire il proprio Gabinetto in perfetto equilibrio tra i generi e presentandolo come modello da emulare nelle altre nazioni e in questa settimana sta presentando il suo Programma di Governo contenente diversi punti sul tema.

Nel frattempo, in Sardegna, 36 donne dell’IGEA stanno occupando la galleria mineraria di Monteponi a Iglesias, con un’azione senza precedenti, per difendere il loro diritto al lavoro. Dipendenti pubbliche de facto (la Regione Sardegna è l’unica azionista dell’azienda), scontano il prezzo della mala gestione e della costruzione del cosiddetto “carrozzone”, pagandolo sulla propria pelle e su quello delle proprie famiglie. Il Presidente Pigliaru non ha mantenuto la promessa di pagare due mensilità arretrate entro Novembre e, giunti ormai a Dicembre, ancora non si intravede nemmeno un piano di rilancio aziendale. Tutto in perfetta sintonia con la classica tradizione politica unionista e dipendentista.

Nella settimana della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne queste due vicende, così lontane ma così vicine tra loro, sono un simbolo di speranza. La speranza è che si risvegli l’autodeterminazione femminile, che le donne prendano in mano non solo la loro vita e le loro famiglie, ma anche le aziende e la politica, per poter finalmente costruire una società più equa e più civile

Dott. Moratti, Arborea e la Sardegna le hanno già detto di NO.

12 June 2014

del Coordinamento Regionale di ProgReS Aristanis

Pierluigi Annis Cau, responsabile politico

Alberto Medda Costella, responsabile della comunicazione

ProgReS Progetu Repùblica Aristanis si ritiene soddisfatta delle ultime esternazioni dell’amministratore delegato del Gruppo Saras s.p.a., Massimo Moratti, a proposito del “Progetto Eleonora”, in occasione del seminario “Fare impresa nel comparto energia”, tenutosi nella Facoltà di Ingegneria di Cagliari. Moratti ha affermato che la società che rappresenta sarebbe pronta a rinunciare all’iniziativa, qualora le comunità interessate non volessero prendere minimamente in considerazione quella che loro definiscono un’«opportunità».

Ne prendiamo atto, ma gli ricordiamo che quelle comunità hanno già espresso un netto diniego a quel progetto il 30 maggio 2013, in occasione del confronto pubblico, previsto dalla procedura regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), con la società interessata: in quella circostanza i tecnici della Saras risposero alle domande dei cittadini per otto ore non fornendo garanzie sufficienti. È passato più di un anno, però non capiamo cosa possa aver fatto pensare al dott. Moratti che la popolazione abbia, in questo lasso di tempo, cambiato idea sulle opportunità di sviluppo, tanto da mettere ancora in discussione la volontà della comunità di Arborea.

Continua a leggere: Dott. Moratti, Arborea e la Sardegna le hanno già detto di NO.

Sito di stoccaggio unico per le scorie nucleari in Sardegna? No, i sardi hanno già deciso.

7 June 2014

È di questi giorni la diffusione da parte dell’ISPRA (Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) dei criteri per la localizzazione dell’impianto di smaltimento di rifiuti radioattivi di bassa e media attività; tale pubblicazione, congiuntamente all’annuncio riportato dalla stampa circa la volontà dello stato italiano di individuare il sito di stoccaggio entro l’anno, riportano all’attenzione il tema anche in Sardegna, dove un referendum consultivo proposto dagli indipendentisti nel 2011 ha evidenziato una chiarissima indicazione di indisponibilità da parte della cittadinanza sarda alla realizzazione di centrali nucleari o depositi per scorie nel proprio territorio. In quell’occasione si recarono alle urne circa 900 mila sardi, pari a quasi il 60% del corpo elettorale, e con il 97,8% dei voti espressero la propria netta contrarietà.

Secondo quanto pubblicato dall’ISPRA l’Italia ha necessità di stoccare ventisettemila metri cubi di scorie a bassa e media intensità, delle quali cinquemila da attività industriali e ospedaliere e le restanti frutto della fallimentare strategia energetica adottata fra gli anni ’60 e gli ’80. A tali numeri vanno sommati quelli relativi ai materiali altamente radioattivi, stimati in duecentomila metri cubi, e quelli derivanti dallo smantellamento non ancora avvenuto delle installazioni nucleari, prevalentemente a bassa e media intensità, all’incirca trentamila metri cubi, ed infine il materiale altamente radioattivo stoccato in Francia e Gran Bretagna, pari a settanta metri cubi.

Continua a leggere: Sito di stoccaggio unico per le scorie nucleari in Sardegna? No, i sardi hanno già deciso.

Prima ascoltare, poi comunicare

29 October 2013

di Franco Contu – Segretario Nazionale di ProgReS Progetu Repùblica

Ho appena finito di leggere il report finale della storica giornata che si è svolta domenica a Nurachi e devo ammettere che aveva ragione Iolanda Romano quando ha detto che ci saremmo dovuti preparare ad essere sorpresi. Ho avuto modo di sentire personalmente al telefono alcuni presenti e sono felice che il primo Open Space Technology organizzato da Sardegna Possibile sia andato così bene, oltre le nostre più rosee aspettative.

La qualità dei contenuti mi ha sorpreso anche più della partecipazione e del coinvolgimento di chi ha deciso di passare una domenica all’insegna del confronto e dello scambio. Iolanda ci ha chiesto fiducia e in cambio ci ha donato un sapere enorme che faremo fruttare. Per questo mi sento di ringraziarla dal profondo, perché se la Sardegna avrà modo di sollevarsi sarà anche grazie ai metodi che Iolanda dispensa da anni in Europa e nel mondo.

Non posso ovviamente non menzionare anche lo splendido lavoro dei volontari che, divisi tra operativi e facilitatori, hanno reso possibile un’esperienza che, sono sicuro, ha sorpreso anche loro. Avete dimostrato che è possibile costruire una Sardegna facendo un passo indietro e dieci di corsa. Bravi tutti!

A chi invece non è potuto venire dico di non preoccuparsi, perché dal report finale che ho appena letto, primo di sette che ancora scriveremo su diversi temi, nasceranno altri gruppi di lavoro per approfondire alcuni punti che maggiormente sono stati portati alla luce.

Da questo primo OST svilupperemo i nostri obbiettivi sulle politiche culturali che pensiamo siano da applicare in Sardegna e, una volta che ci saremo ridati quella fiducia indispensabile per un cambiamento di questa portata, riusciremo finalmente a considerarci una comunità vera, aperta e priva di confini. Stiamo imparando ad ascoltare prima ancora di comunicare, perché non è con le belle frasi che convinceremo i sardi che l’unica strada possibile è la Sardegna. Sorprenderemo il nostro popolo con la nostra voglia di fare, con il nostro attivismo rivolto ad un futuro diverso, sempre con il sorriso, i piedi che viaggiano e la testa che sogna e progetta anche di giorno.

Ci vediamo al prossimo OST!

(Foto ©Alecani)

Nella mia ora di libertà

10 September 2013

Sardegna, prima metà di settembre del 1943. Dopo una lunga marcia protrattasi per quasi dieci giorni, le truppe tedesche giungono finalmente a Palau con l’ordine di lasciare l’isola per imbarcarsi alla volta della Corsica. Il comando teutonico, pur considerandone la posizione strategica all’interno dello scacchiere mediterraneo, ritiene estremamente difficile mantenere il controllo sulla Sardegna alla luce della nuova, delicatissima, situazione internazione creatasi in seguito all’armistizio di Cassibile, siglato l’8 di Settembre, e decide per l’abbandono dell’isola.

Con l’esodo dei soldati tedeschi, nei primi giorni di settembre del 1943 termina di fatto la Seconda Guerra Mondiale in Sardegna. A differenza di quanto accade nel resto del mondo, dove la violenza del conflitto si inasprisce se possibile ancora di più, assumendo toni drammatici e sanguinari fino all’apocalittico epilogo atomico, nell’isola sembra già fiorire la speranza di rinascita per un mondo nuovo.

Continua a leggere: Nella mia ora di libertà

Dies de festa: la mobilità elettrica e il trasporto privato in Sardegna

31 July 2013

di Lab Energia – ProgReS Progetu Repùblica

Ogni sardo spende mediamente 500€/anno in carburante per i suoi spostamenti con l’auto. In Sardegna produciamo più energia elettrica di quanta ne consumiamo e oltretutto la crescita esponenziale degli impianti che si basano sulle fonti rinnovabili inizia a porre seri problemi alla stabilità della rete elettrica.

Possiamo utilizzare questa energia rinnovabile in eccesso allo scopo di garantire una mobilità più sostenibile e leggera, sia per l’ambiente che per il portafoglio? Certamente sì, e vi spiegheremo come sabato 3 agosto durante Dies de Festa a Nuoro.

Continua a leggere: Dies de festa: la mobilità elettrica e il trasporto privato in Sardegna