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ProgReS trasmette al SAVI le proprie osservazioni sull’inceneritore di Macomer

25 October 2014

Di ProgReS Nùgoro

Con 48 ore di anticipo sul termine di scadenza odierno del 23 Ottobre 2014, ProgReS Progetu Republica Nùgoro ha ufficialmente trasmesso al SAVI della Regione Sardegna le proprie osservazioni circa il progetto di costruzione di un nuovo inceneritore a Macomer.

In un documento di 18 cartelle dattiloscritte (scaricabile nel formato PDF accluso), sono pertanto riassunte le ragioni che – a parere di ProgReS Progètu Republicarendono dannosa e sbagliata sotto ogni punto vista, la scelta di costruire un nuovo inceneritore di dimensioni e capacità doppie rispetto a quello esistente che si avvia ad esaurire il suo ciclo di vita ventennale.

Noi di ProgReS Progetu Republica, consci della specificità, della forma e, soprattutto della sostanza che il passaggio delle osservazioni presso il S.A.V.I. comporta, abbiamo prodotto ogni utile osservazione, con dovizia di dati, indicazioni, riferimenti legislativi e normativi oltreché con le considerazioni tecniche e di carattere amministrativo, socio-sanitario ed economico-politico connesse.

Sul fronte della opinione pubblica e dei singoli cittadini ma, soprattutto, dei cosidetti “portatori di interesse” costituiti da Organizzazioni, Enti pubblici e privati, Movimenti e Partiti politici del territorio, attendiamo di conoscere nei prossimi giorni l’eventuale produzione presso il SAVI di analoghe osservazioni e documenti formali.

Al momento, infatti, per le notizie diffuse, ci risulta che oltre a ProgReS Nùgoro, solo il Comitato “Non bruciamoci il futuro” di Macomer (da sempre capofila contro l’incenerimento e per la scelta di un altro sistema per il trattamento dei rifiuti da considerare come risorsa), il Movimento 5 Stelle di Macomer, un Comitato spontaneo di cittadini macomeresi del Rione Santa Maria, il Comune di Silanus (che ha precedentemente alla osservazioni prodotto anche 2 Ordini del giorno) ed il Comune di Sarule, abbiano prodotto osservazioni in forma ufficiale.

Confidiamo ovviamente nel fatto che, con la scadenza odierna del termine, si venga a conoscenza di numerosi altri soggetti (supponiamo i Medici per l’Ambiente in primis) che abbiano prodotto anch’essi le osservazioni ritenute più valide presso il SAVI Regionale.

Ci riserviamo in tal senso ed una volta avuto il quadro completo e la mappa delle azioni intraprese, di ritornare sull’argomento per aprire, semmai, un ragionamento politico e culturale circa il concetto di cittadinanza attiva e di impegno politico dei singoli, delle associazioni e, soprattutto, dei partiti e movimenti politici e dei loro rappresentanti locali; soprattutto di quelli (partiti e rappresentanti) che – in occasione delle tornate elettorali – fanno il pieno di voti e di preferenze.

Questo perché, se una considerazione può farsi sin d’ora, è certamente quella emersa anche visivamente nella giornata del 3 Ottobre u.s. a Macomer, quando durante la pubblica assemblea di presentazione del progetto da parte dell’ex Consorzio Industriale in liquidazione di Macomer (committente del nuovo inceneritore), il rumore più forte è stato il mero silenzio assordante di tutti coloro (Sindaci, Amministratori, Consiglieri vari ed esponenti e responsabili di Partiti politici, ma anche sindacalisti e rappresentanti di associazioni di categoria) che, invece, avrebbero dovuto pubblicamente esprimersi in quella sede e rendere noto ai cittadini il proprio punto di vista, la propria azione ed il proprio impegno in qualsiasi direzione ritenuta valida.

Un silenzio che, quando protratto per anni, non può che definirsi – giunti a questo punto – come il massimo della volontaria omertà e della colpevole ignavia.

In questo scenario, può accadere (ed’è accaduto infatti) che scelte importantissime che riguardano principalmente un territorio ed i suoi abitanti e che, a caduta, possono interessare aree ed abitanti di altri territori più o meno limitrofi, anziché essere assunte dai cittadini (attraverso i loro rappresentanti eletti e lautamente retribuiti nelle diverse assemblee ed istituzioni), vengano assunte, come nel caso in esame, da un Ente soppresso ed in via di liquidazione quale è da diversi anni il Consorzio Industriale di Macomer; perché, a leggersi gli atti e la cronologia dei fatti, di questo si tratta.

La politica del trattamento dei rifiuti di mezza Sardegna, di fatto viene condizionata e decisa dalla scelta operata dal disciolto Consorzio Industriale di Tossilo nel momento in cui, per garantire la propria sopravvivenza funzionale (ormai limitata alla gestione dell’Inceneritore e del Depuratore fognario di Macomer), si candida ad ottenere un finanziamento di 50 milioni di euro (per ora…), per la costruzione di un nuovo inceneritore da gestire per i prossimi 20 anni almeno. Ed il condizionamento funziona ,posto che con regolare delibera l’opera viene finanziata senza indugi.

Per ProgReS Progètu Republica, a prescindere dagli esiti futuri, questa vicenda rappresenta il perfetto e triste paradigma del rodàto modello secondo il quale in questa Sardegna si riproducono – anche peggiorati – i riti e le commedie dell’Italia peggiore del dopoguerra.

Il normale e possibile ciclo virtuoso attivabile sulla catena Ambiente-Salute-Economia-Produzione-Industria-Lavoro, diventa – in mano agli intermediari “in Sardegna” (la definizione è voluta) dei partiti e degli interessi italiani – il solito ciclo vizioso e triste che abbiamo visto di recente a Taranto e Brindisi, in Sicilia, in Campania, nelle regioni del ex e tuttora ricco Nord sino al nostro martoriato Sulcis con le Euroallumine ed Alcoe di turno.

Facile dunque – per i silenti/assenti degli ultimi anni e dell’assemblea del 3 Ottobre a Macomer, agitare i fantasmi di ordinanza: dichiararsi contriti e preoccupati per il lavoro ad esempio; ed è normale dunque se i lavoratori (nel caso Impiegati, Tecnici ed Operai dell’Inceneritore) si scagliano contro i “pseudo ambientalisti” dei Comitati e gli “allarmisti” che parlano sempre e solo di tumori e malattie; per non parlare degli “Indipendentisti” che, secondo qualcuno, per coerenza, dovrebbero tornare a vivere nei Nuraghi…

Il canovaccio prevede di continuare a scambiare Economia con Assistenzialismo e proroghe ormai bimestrali di Cassa Integrazione, Lavoro con Ambiente e Salute (peggio con malattie), Agricoltura ed Industria con Sussidi ed Indennizzi; il tutto per tenere alto il livello dei “Consumi”; dall’energia ad ogni altro bene o prodotto (nessun genere escluso), purchè importato, preferibilmente via Mar Tirreno ancorchè prodotto in Spagna, in Francia nell’Africa del nord o in Cina. Il viaggio al rovescio delle merci una volta definite “coloniali” insomma.

Chè la Colonia si può ancora mungere e spremere; grazie anche ai Vicerè, ai plenipotenziari ieri Berlusconiani ed oggi Renziani, agli Ascari in servizio permanente, ed infine ultimi fra gli ultimi, ai disperati che pur di lavorare 6 mesi all’anno per poterne riscuotere (forse) altri 6 di disoccupazione, applaudiranno, ancora, fino alla fine; fino al crollo del palcoscenico e dell’intero Teatro; ma gli attori, l’impresario e le principali comparse si saranno messi in salvo. E’ un classico delle commedie e delle tragedie.

Foto gentilmente concessa da Dario Fadda & Claudio Pintus

Un Bollo Nero sulla politica italiana a Nùoro

20 February 2013

Gli attivisti di Progetu Repùblica Nùgoro allestiranno dei banchetti informativi nella centralissima Piazza del Popolo giovedì 21 e venerdì 22 febbraio dalle ore 10 alle 14 e dalle 16 alle 20, per presentare l’iniziativa “bollo nero”, la campagna per l’annullamento consapevole del voto tramite l’apposizione di un bollo adesivo sulla scheda elettorale.

È giunto il momento che i cittadini sardi si assumano la responsabilità di un reale rinnovamento politico, sociale ed economico dell’isola senza più delegare a quei partiti che si sono resi responsabili della grave crisi in cui versa la Sardegna.

L’elettorato sardo costituisce appena il 2,8% dell’elettorato dello Stato italiano, una percentuale che non può influire in alcun modo sui processi decisionali che avvengono all’esterno della Sardegna.

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Eletto il nuovo Coordinatore Politico di ProgReS Nùgoro

22 February 2012

Giovedì 16 Febbraio si è tenuta l’Assemblea Regionale Attivisti della regione di Nùgoro.
Tra i punti all’ordine del giorno vi era la votazione per il ruolo di Coordinatore Politico Regionale (è stata data agli assenti la possibilità di votare online) e al posto di Giuseppe Maricosu, dimessosi per impegni personali, è stata eletta l’attivista nuorese Federica Serra.
36 anni, nuorese, impegnata nel campo del design, Federica vanta un lungo impegno politico indipendentista, avendo dato da sempre un validissimo contributo alle attività di Mesa creativa e nel Laboratorio di comunicazione.

Nel corso della stessa assemblea sono state comunicate le dimissioni di Franco Sussarellu dalla carica di Responsabile Regionale Organizzazione, sempre per motivi inerenti alla poca possibilità di dedicare tanto tempo a un ruolo di responsabilità.
Al suo posto l’assemblea ha eletto l’attivista Mimmo Sedda con una votazione unanime che si è tenuta anch’essa nel forum regionale. Mimmo è nato e vive a Galtellì, è uno dei pilastri del gruppo ProgReS Baronia, molto attivo sul territorio e anch’egli vanta esperienza nel campo della politica e dell’associazionismo.

A Federica e Mimmo gli auguri dell’assemblea nuorese e di tutto ProgReS – Progetu Repùblica, cogliamo ovviamente l’occasione per ringraziare Giuseppe Maricosu e Franco Sussarellu per il loro impegno, per il lavoro svolto finora, e per l’apporto che comunque continueranno a dare alla causa dell’indipendentismo moderno, democratico e non violento.

Progetu Baronia: assemblea a Onifai

17 January 2012

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ProgReS Nùgoro sulla questione Tossilo

16 January 2012

ProgReS prende atto dell’importante risultato raggiunto oggi in consiglio provinciale.
Su precisa richiesta del Presidente Deriu il consiglio dovrà esprimersi in merito alla questione Tossilo ma soprattutto sulla gestione e trattamento rifiuti in provincia. Il consiglio ha così delegato la commissione ambiente ad elaborare l’atto di indirizzo che dovrà approdare in consiglio in tempi brevissimi. Fa piacere che buona parte della maggioranza e dell’opposizione, contrariamente a quanto avveniva qualche mese fa, oggi sostiene la necessità che si arrivi a rivedere il piano regionale dei rifiuti che prevede una sede di incenerimento a Tossilo.

Soprattutto è emersa la necessità che vengano rivisti gli obiettivi che la regione pone con il finanziamento di 42 milioni che al momento sono destinati esclusivamente alla costruzione di un nuovo inceneritore.

In ritardo di alcuni mesi ma finalmente oggi il consiglio ritorna su quelle che erano state diversi mesi fa le proposte della commissione ambiente, da sempre sostenute dal nostro gruppo politico.
Sarà un un preciso impegno politico del consigliere Bussa, e si spera di tutto il consiglio, far si che la provincia investa risorse insieme ai comuni verso due obiettivi principali:
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Addòbiu in Brebì

23 November 2011


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Nuoro: indipendentisti contrari alla caserma di Prato Sardo

19 October 2011

L’Unione Sarda 19/10/2011

“I fondi stanziati dallo Stato anziché essere utilizzati per costruire la caserma potrebbero garantire un salario minimo di 1.200 euro a 50 disoccupati per almeno 35 anni”. Questo il parere del portavoce di ‘a Manca pro s’Indipendèntzia’ Giorgio Devias che stamattina durante una conferenza stampa ha nuovamente manifestato la contrarietà alla costruzione della struttura militare nella zona di Prato sardo a Nuoro.

All’incontro era presente anche Bobore Bussa consigliere provinciale del movimento ProgReS. Anche secondo lui “lo Stato ha abbandonato da tempo il nuorese, lasciando solo clientelismo, caserme ed Equitalia”. Secondo Bussa poi, “non è escluso che l’Esercito italiano possa non lasciare mai l’area di Viale Sardegna” dove sono attualmente ospitati i vecchi edifici della Difesa. L’obiettivo delle due forze indipendentiste è quello di sensibilizzare la popolazione e confrontarsi con gli altri gruppi politici che condividono la loro linea che punta invece alla creazione nel centro Sardegna del distretto culturale, con l’Università in primo piano, unica vera leva per un concreto sviluppo a favore dei giovani nuoresi.