Articoli correlati ‘nonviolenza’

ProgReS aderisce alla manifestazione One Billion Rising

5 February 2013

ProgReS Progetu Repùblica aderisce ufficialmente alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne indetta per il 14 febbraio 2013, e sostiene la manifestazione One Billion Rising, che avrà luogo lo stesso giorno in 190 Paesi.

Ad oggi, nel mondo, si calcola che una donna su tre subirà una forma di violenza nel corso della propria vita. Da qui l’idea di lanciare una grande mobilitazione: il 14 febbraio un miliardo di donne e uomini si riuniranno per ballare contro il femminicidio, lo stupro, l’incesto, le molestie, le mutilazioni genitali femminili, la schiavitù sessuale. One Billion Rising come una manifestazione creativa, gioiosa e non violenta, per trasmettere un messaggio di amore e di festa; per dire basta a qualsiasi forma di odio e di discriminazione.

ProgReS, che si rifà esplicitamente alla dottrina della non violenza, ritiene fondamentale agire contro la violenza in qualsiasi ambito, partecipando attivamente e promuovendo in ogni sede una cultura del rispetto, delle pari opportunità di genere e dell’inclusione sociale. Solo così si potrà costruire una Repùblica più giusta, più libera e più felice.
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La violenza di genere e il sistema sanitario

6 January 2013

di Michele Atzori
attivista di ProgReS Progetu Repùblica – Casteddu

Nelle scienze sociali quando si parla di “genere” si intendono sottolineare quelle differenze tra maschi e femmine che non possono essere attribuite solo a fattori biologici o psicologici, ma soprattutto a influenze legate al contesto culturale, sociale e storico. In molti contesti, compreso quello biomedico, il significato dei termini “sesso” e “genere” pur avendo valenza assolutamente precisa, vengono spesso identificati o confusi sia da coloro che si occupano di scienza, ma anche da chi è chiamato alle decisioni di governo della salute.

Le donne vivono generalmente più a lungo degli uomini; una media che oscilla tra sei e otto anni. Questo vantaggio si mantiene nel corso di tutta la vita, confermando che esiste una combinazione di fattori biologici e comportamentali che può influenzare questo trend. Le donne hanno inoltre una maggiore frequenza di accesso ai servizi sanitari, prendono generalmente più farmaci e gestiscono i problemi di salute in ambito famigliare. Pertanto, hanno un’attenzione sempre diretta verso il miglioramento della loro salute. Contestualmente, la comprensione delle differenze tra uomini e donne, sia nella ricerca clinica sia nell’erogazione dei servizi alla salute nell’ambito del sistema sanitario, assume un ruolo sempre più preminente.

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L’Ulster laboratorio per una società multiculturale e nonviolenta

3 January 2013

di Raffaella Carta
attivista di ProgReS Progetu Repùblica Disterru

Mentre in Nord Irlanda le proteste degli unionisti per richiedere di sventolare di nuovo la bandiera britannica dal palazzo comunale di Belfast sono continuate imperterrite e sono degenerate con ulteriori atti di violenza verso la polizia, ci piacerebbe invece portare avanti una riflessione su possibili scenari futuri, e correlare questa riflessione allo stato della politica sarda. Dopo aver approfondito alcune considerazioni sullo stato sociale del Nord-Irlanda abbiamo le basi per azzardare alcune ipotesi sul futuro dell’intero Regno Unito. Riflettere su cosa potrà accadere nel 2014 se la Scozia si dichiarerà ufficialmente indipendente potrebbe essere una buona scuola per capire cosa potrebbe accadere alla Sardegna se tra breve dovessimo affrontare un destino simile.

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L’arma più potente nelle mani dell’oppressore è la mente dell’oppresso

6 November 2012

Di Salvatore Acampora
Segretario di ProgReS – Progetu Repùblica

Steve Biko

Studente di medicina all’Università di Natal (Sudafrica), sezione separata per i neri, divenne giovanissimo un attivista politico e nel 1969 fondò il movimento Black Consciousness. La situazione sudafricana esplose il 16 giugno del ’76 con la manifestazione di protesta di Soweto, scaturita in una “bloody sunday” africana che provocò almeno cento vittime tra i manifestanti. Il movimento di Biko, radicale e non-violento, viaggiò sempre parallelamente al più noto African National Congress nel quale militava Nelson Mandela. Steve Biko venne arrestato nel settembre del ’77, fu torturato, incatenato crocifisso alla sua cella, nudo, colpito fino a fracassargli il cranio. L’11 settembre del 1977 era in condizioni critiche, si decise allora di portarlo in ospedale, da Port Elizabeth dov’era detenuto a Pretoria, a più di mille chilometri di distanza. Venne ammanettato e ficcato nudo nel baule di una Land Rover, dove restò per tutto il viaggio. Fu la sua ultima notte.

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La nonviolenza è l’unica via perseguibile

8 March 2012

di Luca Carta – ProgReS Casteddu

Sabato 3 Marzo si è svolta a Monserrato la manifestazione popolare ‘’No alla violenza e agli atti intimidatori’’. Un raduno partecipato ha condannato con fermezza l’attentato subìto dal sindaco Gianni Argiolas, marciando per la via Del Redentore fino a piazza Maria Vergine. Qui l’amministratore, commosso dal vibrante attestato di solidarietà ricevuto, ha voluto ringraziare la propria famiglia e tutti i cittadini accorsi, descritti come la forza in grado di sconfiggere atti così vili, per far sì che si affermi una cultura della legalità.

Entriamo un po’ più nel dettaglio. Recenti studi criminologici hanno messo in luce come le attività criminali abbiano molto in comune con i terremoti: proprio come un sisma genera scosse secondarie di assestamento, così i reati tendono ad essere seguìti da un aumento temporaneo dei tassi di criminalità nelle aree contigue. Un discorso certo da approfondire, eppure suona beffardo quanto avvenuto in due distinti territori nel volgere di pochissimi giorni. Se così fosse, come far fronte al problema?

Per nostra fortuna, si è soliti ribadire che due sono le ”armi” più efficaci contro i terremoti: la prevenzione e l’informazione. Tutto ciò si può sintetizzare con una formula, che si rivela essere un impegno concreto: lavoriamo per una buona amministrazione trasparente. Per questo noi di ProgReS Progetu Repùblica – forti del nostro indipendentismo nonviolento – cresciamo sempre più nella nazione sarda, anche in Baronia e nell’Area Metropolitana di Cagliari.

Infine, quale altra lieta analogia: dopo la suddetta ‘’scossa’’, le persone si sono riversate per le vie del paese, questa volta senza paura. Decise a promuovere ”il dialogo ed il confronto democratico delle diverse opinioni quale strumento per ricercare le soluzioni condivise”. Anche per questo, solidali tra la gente, noi di ProgReS c’eravamo. E non poteva essere altrimenti.

A view from Northern Ireland

7 March 2012

Il film “The Shore”, del regista nord-irlandese Terry George e sua figlia Oorlagh George, ha vinto l’Oscar per il Miglior Cortometraggio 2012. Ambientato in un paesino del Nord Irlanda, il film ha accontentato tutti: una storia toccante, nuovi talenti dalla recitazione intensa, fotografia da lasciare col fiato sospeso. È largamente basato su una storia vera, la vicenda di un nord-irlandese espatriato in America. Joe rientra in Irlanda del Nord dopo 25 anni, con sua figlia ormai adulta, e deve confrontarsi col passato: l’amico semidimenticato Paddy, rimasto in patria perché legato all’IRA, ha sposato l’ex-fidanzata di Joe.

Un film di 30 minuti, che ispira positivi sentimenti e un’aria di riconciliazione. È uscito perfettamente in tempo, perché i politici del Nord Irlanda stanno lavorando duro per capire come far uscire il paese dal suo difficile passato e dall’eredità di violenze che dura da più di trent’anni. Terry George era stato candidato all’Oscar altre due volte: per la sceneggiatura di Hotel Rwanda (2004) sul genocidio dell’esercito Hutu contro la minoranza Tutsi, e per l’adattamento dell’autobiografia di Gerry Conlon a sceneggiatura del film Nel nome del padre (1993), la storia di quattro persone falsamente accusate di aver organizzato il massacro del Guildford pub, Belfast, in cui morirono quattro soldati inglesi ed un civile.

La terza nomination è stata quella giusta, dunque, per Terry George, che sul palco degli Oscar teneva stretta la figlia Oorlagh, e più tardi ha rilasciato volentieri interviste per presentarla e dichiarare il suo orgoglio paterno. E a quel punto tutto l’entusiasmo che poteva sollevare il riconoscimento prestigioso alla sensibilità di questo artista sessantenne si è sgonfiato ancor prima di nascere. Al giornalista BBC risponde: “Mi piacerebbe ringraziare l’Academy perché ora non dovrò aspettare il martimonio (di Oolagh) per dire al mondo quanto sia splendida”. La frase infelice è stata pronunciata in presenza dell’interessata e di Michael Moore, amico di famiglia, che non hanno battuto ciglio. Ma da sei giorni sta facendo il giro della Rete perché fa potentemente riflettere ed indispettire.

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Stiamo aspettando con voi

23 November 2011

Tutti i sardi stamattina hanno guardato sconsolati il calendario: Rossella manca da un mese. Sembra ci siano stati alcuni sviluppi, forse persino notevoli, ma comprendiamo che sia necessario mantenere un silenzio prudente.

ProgReS Progetu Repùblica vuole nuovamente dimostrare la propria solidarietà alla famiglia Urru, ai suoi amici ed i suoi colleghi di lavoro.

Stiamo aspettando con voi e con i sardi tutti quell’unica notizia importante che speriamo non tardi ancora. Vogliamo riavere Rossella tra noi In questo mese passato con fiato sospeso siamo pero’ diventati consapevoli del tipo di lavoro che Rossella insieme ai due colleghi spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons rapiti con lei stavano portando avanti: la cooperazione tra popoli e’ un obbiettivo politico encomiabile, cui si tende se si condividono i valori di solidarietà internazionale.
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