Articoli correlati ‘Massimeddu Cireddu’

Teulada, una giornata di ordinaria follia

13 December 2013

di Massimeddu Cireddu – Attivista di ProgReS Progetu Repùblica

«Aquila, qui ragno, avanti!» «Ragno, qui aquila, fuoco, fuoco!» Il gracchiare degli altoparlanti che rimandano le comunicazioni radio tace, mentre iniziano una serie infinita di colpi di artiglieria, più di 500 in meno di mezz’ora tra elicotteri, carri armati, mortai, semoventi, blindati, etc.

Sembrerebbe l’inizio di un pessimo film di guerra americano, ed invece è solo l’ordinaria follia che abbiamo vissuto durante l’ispezione parlamentare e che tutti i giorni, per nove mesi all’anno, da 57 anni, avviene nel poligono militare di Teulada.

Ma la pazzia molto spesso è lucida. La spiega bene l’ufficiale incaricato di illustrare il “contesto operativo” (ovvero la favoletta che serve per motivare le bombe) dell’esercitazione di cui siamo “spettatori”: una democrazia ricca di petrolio (evidentemente una “democrazia” alleata degli stati occidentali) chiamata non a caso “Stato Marrone”, viene minacciata da due stati confinanti, delle malefiche dittature che vorrebbero appropriarsi del petrolio dello Stato Marrone. Nella favola, che naturalmente ha il lieto fine e l’eroe, per fortuna interviene l’esercito italiano che a capo di una missione internazionale, ovviamente “di pace”, bombarda i “nemici” (ovvero il territorio di Teulada) e riporta la pace e la serenità. A rendere più divertente la storia anche il salvataggio di operatori umanitari sventurati e un po tonti e l’addestramento delle forze armate locali ad andare a prendersi le bombe nemiche al posto dei soldati occidentali.

Bandiera ItalianaLa bandiera dello stato che bombarda Teulada da 57 anni.

Ed è con questa lucida follia che immaginava nemici temibili e agguerriti che si sono accaniti ancora le bombe ed i proiettili contro la terra brulla e ormai priva di qualsiasi vegetazione della cosiddetta penisola interdetta. E mentre il generale ordinava di sparare a volontà contro inesistenti carri armati ed unità corazzate nemiche, nella realtà vedevamo ancora una volta le esplosioni di rocce, terra e piante e vedevamo ancora una volta innalzarsi le colonne di fumi e polveri che venivano disperse a mare e a terra.

Ma forse non esiste un modo sensato per raccontare la follia, forse non ci può essere una risposta sana alle affermazioni del generale Lops che afferma che “i militari portano benessere e impediscono le speculazioni edilizie, vi conviene che continuiamo a venire” salvo ammettere che “noi queste cose le possiamo fare solo a Teulada, non possiamo andarcene”, intendendo con “queste cose” il bombardamento da terra, aria e mare con munizionamento da guerra convenzionale e sperimentale.

PasticiniDurante tutta l’esercitazione sono stati gentilmente offerti ai convenuti pasticcini e bevante calde.

E non ci può essere una logica nelle affermazioni del colonnello Branca, comandante della base e “orgogliosamente sardo”, che ci invita non ad opporci ma a “convivere” con la base, non ad evitare lo scempio e restituire i 7200 ettari alla comunità e all’uso civile, ma a “rivendicare un po più di co-uso”, non ad immaginare un futuro diverso e pulito ma a diventare complici come lui della giostra bellica, lavorando (ah, la promessa del lavoro!) per qualche multinazionale bellica.

No, non può esserci nessuna logica, nessuna giustificazione, nessuna motivazione valida se dopo 57 anni di occupazione e bombardamenti gli unici risultati sono stati lo spopolamento (da più di 6000 a meno di 3700 abitanti), la disoccupazione (circa al 50%), la scomparsa dei giovani, la lenta agonia sociale e culturale del paese, l’inquinamento, le malattie e purtroppo anche le morti.

Lo "spettacolo" di Capo TeuladaIl generale Lops ed il capo di stato maggiore dell’esercito Graziano mentre si godono lo spettacolo.

Esplosioni e fumiLe colonne di fumi e polveri che si alzano dopo le prime esplosioni nella penisola interdetta.

Ed allora, di fronte ai militari come quelli che ancora vanno in giro in paese a promettere posti di lavoro nella base in cambio di voti (promesse che puntualmente disattendono), e che con quei voti diventano anche consiglieri comunali, di fronte alle infinite promesse di un ministro che promette ogni 6 mesi un “tavolo tecnico” per poi ovviamente lasciare le cose come stanno, di fronte ad un comando che vanta una grande amicizia e unità d’intenti con il sindaco, ed ancora di fronte ad un comandante della base che si rivolge ai pastori che con espressioni da “padrone di casa” (e non da ospite poco gradito come invece dovrebbe) e minaccia sanzioni se i pastori non abbandonano puntualmente il poligono, di fronte a tutto questo l’unica cosa che abbia senso fare è quella di progettare e realizzare un futuro diverso a partire dalle nuove generazioni.

Per ridare un senso ed una logica alla vicenda di Teulada bisogna innanzitutto ridare alle cose il loro nome. I 7200 ettari sottratti (tra l’altro con l’inganno, come dimostrano i processi e le sentenze del Tribunale di Cagliari) sono una “schiavitù militare”, bisogna chiamare le esplosioni e i bombardamenti “scientifico e premeditato inquinamento” (ma su questo si pronuncerà anche la magistratura), bisogna dire che i morti e gli ammalati non sono solo tragiche fatalità, ma vittime incolpevoli dell’inquinamento bellico, bisogna dire che l’atteggiamento del comando e del ministero è “padronale e prepotente”, bisogna dire che lo stabilimento di Portu Tramatzu è un “odioso privilegio”.

Trovando le parole giuste per descrivere il presente, uscendo dalla follia di considerare lo scempio ambientale “un valore”, avremo la possibilità di immaginare un futuro diverso per la nostra comunità, non più periferia sfigata e utile solo come pattumiera dell’esercito, ma uno dei centri di una rete turistica, agroalimentare, culturale e artigianale sarda ed internazionale.

Assemblea TeuladaUn momento dell’Assemblea pubblica sulle servitù militari e sulle prospettive di riconversione economica.

Finora hanno cercato di convincerci che le cose non potranno cambiare, che il destino di povertà, degrado e spopolamento a cui siamo condannati sia inevitabile, che qualsiasi sforzo e impegno non possa che essere inutile. Ma questo fa giusto gli interessi di chi ha interesse (economico e politico) a che le cose rimangano così.

Invece le recenti vicende giudiziarie (la vicenda di Quirra docet), la situazione politica in Sardegna (con la concreta possibilità di vedere un’indipendentista alla Presidenza della Regione) e anche la situazione di instabilità politica ed economica dello stato italiano, potrebbero portare in breve tempo alla dismissione.

Nostro compito deve essere quello di pretendere che nelle bonifiche sia assunto personale locale (si tratterebbe di centinaia o migliaia di posti di lavoro per una stima ottimistica di almeno 30 anni), e che la comunità teuladina sia protagonista dei progetti di riconversione economica. Per esempio, a Sa Portedda ci sono 1650 posti letto, sia in camere doppie che in camerate, oltre che mense, impianti sportivi, un teatro/cinema e uffici. In pratica ci sono già strutture ricettive e turistiche che potrebbero dare lavoro a centinaia di persone. E in più ci sono decine di capannoni, officine e strutture tecniche, ovvero un’area artigianale o per la piccola industria già attrezzata e pronta per essere utilizzata per l’insediamento di nuove attività produttive.

Questo è il futuro di Teulada, l’unico futuro economico e sociale possibile per la nostra comunità, all’interno della nostra Sardegna Possibile.

Lìtera a unu giòvanu indipendentista

19 August 2013

Mattia, Elisabetta istimados,

iscrio a boisàteros, pro iscrìere a totus cussos giòvanos chi ant imparadu a connòschere e a amare sa natzione nostra in custos annos. Èssere indipendentista no est mai istadu fàtzile e forsis no dd’at a èssere mai. Èssere indipendentista, difatis, non bolet nàrrere isceti chi si bolet fraigare una Repùblica, ma bolet nàrrere prus che totu traballare onni die pro su bene de sa terra nostra. Unu traballu chi costat tempus, passione e a bortas fintzas dinare, chi tocat a bogare dae s’ispàssiu, sa famìllia, is amigos, su traballu, s’istùdiu. Mai est istadu fàtzile, ma forsis in custos meses at a èssere fintzas prus difìtzile.

Est beru, su traballu chi est istadu fatu in is annos passados dae deghinas e deghinas de frades e sorres ativistas pro portare a in antis s’idea nostra est serbidu pro lòmpere fintzas a die de oe in ue sa prospetiva nostra est bista comente sèria, cuncreta, possìbile. E pro custu non si depimus mai iscarèssere de torrare gràtzias a chie prima de nois at traballadu pro lòmpere in ue semus oe.

Ma oe, su traballu chi depimus fàghere, su traballu chi bois depides fàghere, est prus difìtzile meda. Tenides su pesu de s’istòria e de su passadu chi depides portare a in antis. Tenides sa responsabilidade de su tempus benidore de custa natzione. Si amus a lòmpere luego a una Repùblica che a cussa chi disigiamus totus at a èssere isceti gràtzias a su traballu bostru e non de seguru de cussos chi dae deghe/binti/trinta annos o prus pensant de èssere is sarvadores de sa pàtria.

Continua a leggere: Lìtera a unu giòvanu indipendentista

Al via il tour di incontri nella regione di Aristanis

11 March 2013

Progetu Repùblica Aristanis esprime soddisfazione per l’ottima riuscita dell’incontro di presentazione tenutosi sabato pomeriggio, nella sala stracolma dell’Assessorato provinciale al Turismo in Piazza Eleonora. Sono circa ottanta le persone venute ad ascoltare e confrontarsi sul progetto di costruzione della Repubblica Sarda.

L’incontro, moderato da Gianluca Collu (responsabile regionale alla comunicazione), è stato aperto dalla neo-coordinatrice regionale Ilaria Mura Perra (28 anni originaria di Samugheo, responsabile marketing per una società di servizi informatici), che ha raccontato ai presenti la nascita di ProgReS e i suoi valori fondativi: Progetu Repùblica nasce nel 2011 a partire da una fase costituente denominata costituente repubblicana per caratterizzare una svolta in senso democratico nell’indipendentismo moderno, si propone come forza di governo in grado di elaborare strategie per il breve, il medio ed il lungo periodo. La democrazia, l’inclusione sociale e la non-violenza sono valori fondamentali presenti nel manifesto politico e da cui non si può prescindere.

Continua a leggere: Al via il tour di incontri nella regione di Aristanis

Su progetu in Aristanis

5 March 2013

ProgReS – Progetu Repùblica de Sardigna, sabato 9 marzo ad Oristano, incontrerà i cittadini oristanesi e dell’hinterland per presentare le idee e i progetti di governo per la nostra isola e le sue comunità.

L’incontro sarà il primo di un lungo tour, organizzato dal coordinamento politico della regione di ProgReS Aristanis, che porterà gli attivisti e i sostenitori ad incontrare tutte le 88 comunità che compongono il territorio. Durante queste tappe ProgReS presenterà il nostro progetto per la Sardegna, partendo principalmente da una prospettiva che vede al centro del nostro agire politico l’interesse del popolo sardo. Discuteremo di un progetto politico di ampio respiro, capace di coinvolgere dal basso i cittadini e le forze sane della società, volto a costruire passo per passo una repubblica moderna e di diritto. Porteremo come esempio le amministrazioni virtuose delle comunità dove, con gli indipendentisti al governo, si è già concretamente iniziato questo processo.

Sabato aprirà la presentazione la neo-coordinatrice regionale politica Ilaria Mura Perra, seguita dal responsabile nazionale dell’organizzazione Massimeddu Musu Cireddu. Interverrà il consigliere provinciale di ProgReS Aristanis, Sebastian Madau, per aggiornarci sul lavoro portato avanti in questi ultimi mesi nell’amministrazione provinciale, e il responsabile regionale alla formazione Frantziscu Sanna Carta per presentare i prossimi progetti del partito. Alberto Medda, neo sostenitore, racconterà della sua scelta per un indipendentismo moderno, mentre a chiusura ci saranno i saluti del coordinatore politico nazionale Franco Contu.

Continua a leggere: Su progetu in Aristanis

S’Agentzia Sarda de is Intradas in Casteddu

7 December 2012

de Massimeddu Cireddu – Coordinadore polìticu ProgReS Progetu Repùblica Casteddu
e Franco Contu – Ativista de ProgReS Casteddu e co-fundadore de su comitadu Frocu Birde

A nùmene de totus is ativistas e sustenidores de ProgReS Progetu Repùblica Casteddu, espressamus cuntentesa manna pro s’aprovatzione de sa delìbera a pitzus de s‘Agentzia Sarda de is Intradas dae parte de su consìgiu comunale de Casteddu.

Unu gràtzias mannu andat a Marco Mùrgia e Enrico Lobina, primos firmatàrios de sa delìbera chi pedit a sa RAS s’aprovatzione de sa lege populare pro sa riscossione direta de is intradas in Sardigna. Isperamus duncas chi sa Regione potzat aprovare in su prus pagu tempus possìbile sa lege e chi dae immoe is sardos potzant gestire is risorsas issoro, agabbende pro semper sa “Cuntierra de is Intradas“.

ProgReS Casteddu bolet fintzas pigare s’ocasione pro nàrrere chi s’agentzia sarda est isceti su primu passu chi s’at a portare a una fiscalidade natzionale sarda. Nois indipendentistas semus giai in cue progetende e realizende is passos chi s’ant a portare a s’autodeterminatzione natzionale e a una fiscalidade natzionale a mesura de Sardigna.

In ùrtimu, torramus gràtzias a totus is deghinas de ativistas, sustenidores e simpatitzantes de ProgReS Casteddu chi ant regortu is firmas pro sa lege populare in manera disinteressada e isceti pro su bene de sa Repùblica Sarda. Isceti gràtzias a su grandu traballu issoro s’agentzia sarda de is intradas est una proposta cuncreta e non est abarrada in su paperi.

Pro nde ischire de prus, bae a sa pàgina S’ìsula de s’ascusorju

Etica pubblica e valore della politica

25 September 2012

Di Massimeddu Musu Cireddu
Coordinatore di ProgRes Progetu Repùblica Casteddu

Come vi comportereste se doveste decidere voi quanto guadagnare dalla vostra occupazione, sapendo che i soldi che guadagnereste non sono i vostri? Solo pochi deciderebbero di guadagnare il giusto per potersi permettere una vita dignitosa e senza preoccupazioni economiche, mentre in tanti ne approfitterebbero per guadagnare quanto più possibile anche in maniera ingiusta e togliendo quei soldi ad altri.

Questo è la situazione in cui si sono trovati i 19 consiglieri ed ex consiglieri regionali per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per peculato, cioè con l’accusa di aver utilizzato i soldi pubblici destinati all’attività politica per scopi privati. Attenzione, non stiamo parlando dei lauti stipendi che ogni consigliere incassa e che spende come vuole, ma di ulteriori cifre che i consiglieri stessi si sono autoimposti di utilizzare per “attività politiche”, naturalmente senza alcun rendiconto.

Già, devono aver pensato i consiglieri, cosa vuoi che siano 2500 euro mensili se posso decidere io quale stipendio prendere. E dunque, cosa importa se anziché di destinarli ad attività pubbliche e politiche, che magari possono migliorare il mio servizio alla collettività, li spendo per aggiustare la macchina di mia moglie o fare qualche acquisto personale? D’altronde si sa che se uno ha una rete clientelare consolidata e le conoscenze giuste, poi l’attività politica per il bene della collettività è secondaria, anzi si può tranquillamente ignorare e comunque “essere promossi”, ossia – per il politico medio sardo – andare finalmente a Roma.

Eppure c’è qualcosa che non torna in questo ragionamento. L’etica in politica, la sobrietà, la rettitudine morale non sono solo dei valori di comodo, utili per non incorrere nella giustizia o per presentarsi con la faccia pulita alla prossima campagna elettorale. Forse quello che non torna è che una classe politica nel complesso interessata solo ai suoi benefici personali e ad auto-perpetuarsi non potrà mai fare gli interessi della collettività che pretenderebbe di rappresentare. Quello che non torna è che una classe politica ricattabile non potrà mai prendere delle decisioni in maniera indipendente da chi la potrebbe ricattare.

È certo che quello che non torna sono 1 milione e 600 mila sardi più tutti i sardi emigrati che potrebbero vivere nella prosperità in una terra ricca di ogni bellezza e che invece sono obbligati a vivere in un sistema che li obbliga alla sussistenza, al costante stato di necessità e a volte all’emigrazione.

Per questo la Sardegna ha bisogno di un deciso riscatto morale e etico, partendo dalla necessità storica di risolvere definitivamente la nostra questione nazionale con la creazione di una Repùblica Sarda indipendente. Sa Sardigna est una Repùblica democràtica fata pro su bene colletivu de totus. Questo vorremmo che fosse il pilastro del nostro vivere in questa terra.

Dies de Festa: Su 3, 4 e 5 de Austu in Fordongianus arribat sa festa indipendentista

31 July 2012

dae Sardegna Quotidiano de su 29/07/2012

Tres dies de mùsica, cultura, isport e polìtica. Aici si podet lèghere in su programma chi ProgReS – Progetu Repùblica at publicadu pro descriere is “Dies de Festa”, sa manifestatzione indipendentista ocannu a sa primu editzione. «Dies de Festa – narat Omar Onnis, presidente de su partidu indipendentista – bolet èssere unu logu de arresonu cun totus is indipendentistas e fintzas cun chie pro immoi non est ancora indipendentista ma bolet a su pròpiu traballare pro su bene de sa Sardigna.» Pro cussu, in is medas addòbios chi bi sunt in su programma, s’agatant nùmenes chi non sunt ligados a sa polìtica ativa, ma chi sunt impignados in sa sotziedade, in su mundu de su traballu o de sa cultura. «Nois bolimus progetare e fraigare una Repùblica – sighit Onnis – pro cussu tenimus bisòngiu de totus is sardos chi traballant pro megiorare sa Sardigna, siat faghende polìtica in manera direta, siat traballende in sa sotziedade.»

Su calendàriu de is eventos est meda longu e prenu. Si cumintzat chenàbura 3 de Austu a is 6 de merie in su campu isportivu de Fordongianus cun sa presentatzione de sa festa e cun una cunferèntzia de imprenta chi at a èssere trasmìtida, aici comente totus is Dies de Festa, in direta streaming in su giassu progres.net. A is 8 at a sighire una partida de amigàntzia de fùbalu a 5 intre duas seletziones mistas de sardos, mentras a is 9 at a cumintzare s’eventu prus importante de sa die, cun sa primu gara de sa natzionale sarda de fùbalu a 5 chi at a giogare contra una seletzione cadalana. Sa note at a agabbare cun una rassegna de cantos a tenores in sa pratza de sa bidda.

Continua a leggere: Dies de Festa: Su 3, 4 e 5 de Austu in Fordongianus arribat sa festa indipendentista