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Sardegna Possibile e le sfide per il futuro della nostra comunità nazionale

20 January 2015

di Frantziscu Sanna Carta
Responsabile Nazionale Formazione e delegato per ProgReS in Sa Mesa di Sardegna Possibile

Dopo aver letto e apprezzato i contributi forniti da diverse persone appartenenti alle organizzazioni che costituiscono Sardegna Possibile, tra cui il segretario nazionale del mio partito Gianluca Collu, ci tengo ad esprimere il mio parere e a contribuire ad un dibattito pubblico di grande interesse per quel che concerne il futuro della comunità politica che stiamo costruendo.

La sfida del mettere assieme soggetti civici e forze indipendentiste è la vera sfida che ci sta davanti. Una sfida che non si è conclusa con il risultato delle scorse elezioni (76.000 voti e il 10%), il progetto deve andare avanti per garantire alla Sardegna una reale alternativa con un programma di governo chiaro e capace di raccogliere le istanze di autodeterminazione del nostro popolo e delle nostre comunità.

Sardegna Possibile è una “comunità politica nazionale”, uno spazio costruito dai sardi per i sardi. Uno spazio aperto ad associazioni, organizzazioni, movimenti, comitati e partiti che si vogliano riconoscere in un progetto sostanziale di trasformazione sociale, di cambiamento di passo per modificare istituzioni, prassi e obiettivi della politica. Un progetto ambizioso che intende dar forma ad una rete di soggetti innovativa e dinamica. Capace di garantire la libertà necessaria a tutti i soggetti aderenti ma allo stesso tempo di sviluppare sinergie sulle strategie comuni. Un modo tutto nuovo per mettere assieme l’indipendentismo e le forze civiche, i comitati di azione locale e tutta un’area di società che guarda con forza al cambiamento, al contrasto delle dinamiche della dipendenza che affliggono la Sardegna.

In giro per l’Europa e per il mondo sono tanti i modelli di organizzazione-rete e di reti di organizzazioni da cui abbiamo preso ispirazione e da cui continueremo, anche in questi mesi, a trarre spunti ma sicuramente per riuscire nell’ambizioso progetto di adattarsi al contesto socio-politico della nostra terra vi è un bisogno incredibile di innovazione organizzativa e di intelligenza politica.

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Vicini al popolo Burkinabè.

29 October 2014

Di Frantziscu Sanna Respnsabile formazione di ProgReS

In questi giorni si sta consumando l’ennesimo sopruso ai danni del popolo Burkinabè, sfiancato dalla crisi economica e dagli atavici problemi del territorio arriva l’ennesimo tentativo antidemocratico dell’uomo che con un colpo di stato negli anni 80 mise fine al sogno della rivoluzione sankariana.

Blaise Campaoré presidente dello stato africano da circa 27 anni, attraverso un controllo totale dell’apparato statale e della fragile democrazia dello stato africano, si appresta a far approvare una modifica alla costituzione che gli potrebbe consentire di candidarsi ancora e di rimanere presidente per ulteriori 3 legislature.


Ex amico e compagno di Thomas Sankara nella luminosa stagione che vide lo stato africano schierarsi contro i soprusi coloniali delle banche internazionali, contro le ingerenze dei paesi occidentali, a favore dei diritti civili, delle donne e dei bambini, contro gli sperperi delle risorse pubbliche, per garantire a tutti istruzione, cibo e un futuro, oggi Compaoré, dopo aver ucciso e distituito Sankara, rappresenta la conservazione e tutti i valori controrivoluzionari. Un presidente dittatore che fa e disfa le leggi a suo piacimento per interessi a lui vicini.


Per questo siamo accanto al popolo Burkinabè che in questi giorni manifesta, un milione di persone è sceso in piazza nella capitale, contro la proposta di modifica della costituzione che prevede un vincolo di incandidabilità alla carica di presidente.


Accanto al popolo burkinabè nel ricordo di Thomas Sankara e della sua voglia i riportare la politica tra la gente. I diritti civili, la democrazia e la speranza si conquistano giorno per giorno.


A innantis Burkinabè, semus chin bois

Dal Brasile nell’800, alle miniere postbelliche fino ad arrivare al sindaco di Elmas. Storia breve di un fallimento politico.

23 September 2014

Di Frantziscu Sanna Carta responsabile formatzione di ProgReS

 

A fine ottocento, in una Sardegna piegata dalle politiche protezioniste e fiscali del governo piemontese, si aggiravano dei loschi personaggi che convincevano contadini e allevatori a partire per il Brasile promettendo guadagni e lavoro. Partirono in tanti in quegli anni, 2500 solo nel 1896-97, alla volta del Brasile provenienti perlopiù dal nord Sardegna su cui la crisi delle esportazioni del bestiame verso la Francia aveva pesato di più, e la ricerca di qualche soldo per sfamare la famiglia diventava una necessità. La disperazione in quegli anni era frutto di scelte capaci di compromettere l’intera economia isolana. Furono pignorati beni immobili e mobili a 1 famiglia su 4 mettendo in ginocchio intere aree. I procacciatori di manodopera a basso costo, vere e proprie agenzie strutturate, venivano dal continente, promettevano e garantivano, rassicuravano e spiegavano le possibilità dell’emigrazione nel nuovo mondo. Degli schiavisti di quel tempo. Ben presto i sardi partiti in quegli anni ritorneranno lamentando condizioni di miseria e di sfruttamento inaccettabili. Si apriva così la storia migratoria del nostro popolo.

Negli anni ’50 e ’60 del novecento stessa storia con attori diversi. Fu lo stato italiano a stipulare gli accordi internazionali che consentivano uno scambio “equo” tra manodopera (perlopiù mineraria) e materie prime a prezzi politici. Sono gli anni del secondo grande esodo dei sardi. Emigreranno in decine di migliaia senza soluzione di continuità, senza distinzione di provenienza. In questo caso ad organizzare i viaggi erano gli stessi uffici ministeriali: garantivano visite mediche, la logistica negli snodi di passaggio e in alcuni casi anche l’accoglienza nel luogo di arrivo per lo smistamento dei lavoratori.

E’ di questi giorni la notizia che il sindaco di Elmas abbia dato vita ad un “interessante” esperimento di welfare municipale stanziando un po’ di risorse per consentire ai suoi concittadini di partire alla ricerca di un lavoro. Pagare un biglietto aereo, magari su una compagnia low cost, in fondo, risulta essere molto più semplice oggi di quanto non fosse 100 anni fa organizzare una traversata transoceanica. In fondo le politiche e i modelli sono rimasti gli stessi cambiano solamente gli attori e i soggetti che incidono sui processi di mobilità del nostro popolo.

Politiche economiche, politiche fiscali e un determinato modello di welfare: è questo il fallimento. Oggi come ieri, l’incapacità di fornire risposte ai drammi occupazionali, l’incapacità di dare spazio a politiche strutturali di trasformazione sociale o di welfare universalistico danno vita ad esperimenti quantomeno ridicoli che non fanno altro che rappresentare il fallimento delle politiche dipendentiste attuate in questi anni.

C’è un filo rosso che lega questi tre piccoli grandi eventi della nostra storia moderna: la storia dell’emigrazione dei sardi di ieri e di oggi, una diaspora che va avanti da 150 anni ed è metafora della nostra attuale condizione. A noi, e solo a noi, spetta progettare strategie differenti per evitare che le soluzioni estemporanee di qualche avventuriero (sia esso un agenzia di schiavisti, uno stato o un sindaco di uno dei nostri paesi) impongano la strategia della rassegnazione e della sconfitta.

A fianco ai Comuni del Lago Omodeo per dire No al Poligono di tiro

5 September 2014

ProgReS Progetu Repùblica sarà presente alla manifestazione organizzata dalle comunità che vivono a ridosso del Lago Omodeo, per ribadire l’assoluta incompatibilità del poligono di tiro con le esigenze del territorio. Un’area che dovrebbe essere valorizzata con progetti che richiamano visitatori, e non con attività mortificanti come quelle del C.A.I.P. di Abbasanta che li allontanano. Un centro di addestramento che non soddisfatto del tempo e degli spazi già sfruttati fino al mese di agosto, ha chiesto una proroga per il loro utilizzo per tutto il mese di settembre.

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ProgReS a Barcellona: Stretta collaborazione con le Nazioni senza stato

23 July 2014

Si è conclusa con un risultato più che positivo la due giorni del Congresso Internazionale organizzato dall’associazione Procès Costituent negli storici locali del Centro di Cultura Bonnemaison a Barcellona e che ha visto come ospite a rappresentare la Sardegna il partito ProgReS Progetu Repùblica. Oltre trecento persone hanno seguito gli interventi dei relatori, provenienti da diverse nazioni del mondo, aperti nella mattinata di sabato dalla relazione di Suor Teresa Forcades. A seguire sono intervenuti il vice-console dell’Ecuador, Luis Valenzuela; Miguel Urbàn esponente del movimento politico Podemos; Robert Viciano docente di Diritto Costituzionale e del giornalista statunitense Dan La Botz.

Nel pomeriggio il pubblico ha potuto apprezzare gli interventi Matías Sagredo (Rete degli studenti e cittadini per una Constituente) Margrét Tryggvadóttir, ex Deputata, membro del Movimento Cittadini islandese; del professor Vicente Navarro e del segretario nazionale di ProgReS Gianluca Collu Cecchini, il quale ha incentrato il tema del suo intervento sul peso/costo delle “servitù” industriali, militari, culturali e politiche in Sardegna e sulla necessità di proporre una visione, un progetto politico diverso per il futuro del popolo sardo.

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Continuiamo a percorrere la strada verso l’indipendenza

7 May 2014

Il percorso democratico intrapreso da ProgReS poco più di tre anni fa, con la Costituente Republicana, prosegue.

La sfida impegnativa che ci siamo posti, per il bene della nostra terra, è stata e rimane quella di poter rafforzare l’idea di un indipendentismo moderno e organizzato, plurale e condiviso, propositivo e determinato. Capace di ascoltare e dialogare con tutti i cittadini sardi, anche con quelli che non condividono pienamente la nostra prospettiva politica di piena emancipazione dallo stato italiano.

Un indipendentismo di governo, insomma, al servizio dei sardi e del nostro interesse nazionale. Cogliamo l’occasione, dopo la celebrazione del terzo congresso nazionale, per ringraziare tutti gli attivisti e i sostenitori del partito che domenica hanno contribuito attivamente a scrivere un’altra pagina importante della storia della nostra organizzazione.

Grazie a tutti quelli che hanno votato a favore della nostra proposta ma grazie anche a coloro che, in quella stessa sede, hanno espresso perplessità e contrarietà alla nostra tesi e alle nostre strategie. Riteniamo tutto ciò utile nel nostro processo di radicamento e di crescita collettiva. La dialettica interna rappresenta l’unica possibilità per creare innovazione e per definire strategie sempre più capaci di affrontare i problemi della nostra terra. Per questo durante il nostro mandato cercheremo di favorirla e di rafforzarla sempre nel rispetto reciproco e nella comunanza degli obiettivi finali.

Così come esplicitato nel documento congressuale saranno tre i punti cardine su cui verterà l’azione del Partito: strategie politiche, organizzazione e formazione. Il compito di questa segreteria sarà rafforzare il partito con un capillare lavoro di radicamento territoriale in tutte le 377 comunità che compongono la nazione sarda. La nostra ambizione è quella di portare ProgReS al centro del dibattito politico sardo; coi nostri progetti, con le nostre proposte ed elaborazioni, saremo capaci di riempire di contenuti quello spazio politico lasciato colpevolmente vuoto dall’attuale classe dirigente unionista-dipendentista.

Affronteremo tutto ciò con lo spirito che da sempre ci contraddistingue. Perché il nostro non è un partito normale, ciò che ci unisce e ci permette di lavorare assieme non è certo il denaro, l’indennità di una poltrona da consigliere o una qualche rendita di posizione. Il collante che ci tiene uniti si basa su tre aspetti fondamentali e imprescindibili: la passione, l’entusiasmo e la fiducia. Ecco perché come segreteria garantiremo non solo che queste prerogative permangano ancora a lungo, ma sarà nostro preciso dovere alimentarle costantemente.

Un ringraziamento speciale va alla segreteria uscente per l’egregio lavoro svolto in questo difficile mandato, a Daniela Salaris Desogus che continuerà a occuparsi della tesoreria anche durante questa annualità e sarà parte integrante della segreteria.

Un grazie a tutti coloro che sono intervenuti al nostro congresso nazionale, in particolare il nostro grazie va a Michela Murgia per quanto ha fatto e per quanto farà ancora per l’indipendenza della nostra terra e per la crescita del nostro partito.

A innantis, fìntzas sa Repùblica!

Gianluca Collu Cecchini Simone Lisci Sanna Gianluca Argiolas Frantziscu Sanna Carta

Sardigna e Catalogna, Natziones Sorres – Sardenya i Catalunya, Nacions Germanes

8 September 2013

SARDU

Sardigna e Catalogna: duas natziones sorres, chi cumpartin fatos istoricos e traditziones culturales de importu. ProgReS Progetu Repùblica de Sardigna leat parte a sa Diada Nacional de Catalunya, sa festa de sa comunidade catalana, chi ruet comente dogni annu s’11 de Cabidanni pro ammentare sa derrutta de Barcellona in sa gherra de sutzessione ispagnola (1714) e s’abolitzione de su regnu catalanu fata dae su guvernu assolutista de sos res de Ispagna.

Sa Diada est s’ocasione pro meledare subra un’Europa de sos pòpulos e subra su dirittu a s’indipendèntzia de sas Natziones chene Istadu, natziones chi sa violèntzia de s’istòria at mortificadu in sas particularidades insoro in fatu de cultura, sotziedade ed economia. S’atobiu s’at a fàgher in S’Alighera, ue s’Òmnium Cultural de l’Alguer at a leare parte a sa “Via Catalana Internacional cap a la independència” ammanitzende una cadena de òmines in sa Piata de Porta Terra, gai comente at a sutzèdere in medas àteras tzittades de sa Catalogna e de su mundu.

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