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ProgReS ricorda i fatti della “Bloody Sunday”

28 January 2015

Di Coordinamento ProgReS Aristanis

Il 30 gennaio 1972 nella cittadina nordirlandese di Derry una manifestazione pacifica per i diritti civili si trasformò in un vero e proprio eccidio. I paracadutisti dell’esercito britannico aprirono il fuoco su una folla inerme di persone, uccidendo 14 cittadini irlandesi.

 ProgReS Progetu Repùblica ha deciso di inserire questa data nel calendario di eventi promossi sulla storia del ‘900 europeo e sulla lotta per l’indipendenza dei popoli senza stato. A tal fine, il prossimo 30 gennaio, presso la sede di Aristanis in via del Porto (sede Start Up) alle ore 19, verranno ricordati i fatti della “Bloody Sunday” (la Domenica di Sangue) con una introduzione sulla situazione politica nell’Irlanda del Nord e la proiezione del film omonimo del 2002 di Paul Greengrass, a cui seguirà un dibattito conclusivo.

 

Attivisti, sostenitori, simpatizzanti e amici, sono invitati a partecipare.

Onorevole Pes una volta nel gregge è inutile abbaiare

12 September 2014

Di ProgReS Aristanis

 

A seguito della manifestazione annunciata a Capo Frasca per porre termine alle esercitazioni militari, con la richiesta di dismissione immediata dei poligoni e delle basi militari, con successiva bonifica dei siti interessati, che vede in prima linea da tempi non sospetti il nostro partito ProgReS Progetu Repùblica, non possiamo non rimanere interdetti a fronte delle dichiarazioni dei professionisti della politica cooptati dalle segreterie romane, che in queste ultime settimane si sfidano a colpi di annunci roboanti sullo smantellamento dei poligoni militari, salvo nei fatti essersi comportati diversamente fino a qualche giorno fa.

Uno di questi è sicuramente quello recentissimo dell’on. Caterina Pes in quota PD, che dagli scranni di Montecitorio vota a favore del mantenimento delle basi e dei poligoni militari, e una volta rientrata in Sardegna rinnega le proprie azioni. Dice infatti: «l’obiettivo deve essere quello di una chiusura totale. I sardi in questi anni hanno pagato un prezzo troppo alto. Credo sia arrivato il momento di avviare quantomeno le procedure per una chiusura totale dei poligoni di Capo Frasca e Teulada e per una riconversione di Quirra».

Ragionamento certamente lodevole e apprezzabile, se non fosse che quelle stesse parole siano state smentite dagli atti parlamentari di appena un mese fa, quando non paga delle passate interrogazioni (in una di queste, precisamente nel 2008, aveva chiesto espressamente a gran voce insieme ad Amalia Schirru, Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marroccu, Guido Melis, Andrea Lulli, l’ampliamento della base di Quirra e la congiunta ripresa delle esercitazioni e sperimentazioni militari, giustificandole come necessità assoluta del riscatto economico dell’area) ha votato – con alcuni suoi sodali di partito, quali Emanuele Cani, Giovanna Sanna, Romina Mura, Giampiero Scanu, Siro Marroccu e Francesco Sanna a favore di una legge che prevede l’equiparazione dei poligoni militari ai siti industriali, con soglie di inquinamento superiori fino a 100 volte rispetto ai limiti attualmente in vigore.

Se la politica non fosse una cosa seria, crederemmo che si stia divertendo al gioco del rimpiattino, passatempo che come al solito prevede un solo sconfitto: il popolo sardo.

Per un partito che ha abituato l’opinione pubblica all’incoerenza e all’ipocrisia, non c’è ovviamente nulla da eccepire nella sua strategia politica, responsabile del continuo affossamento della Sardegna e dei sardi mediante leggi capestro che soddisfano solamente gli input della sua nomenclatura romana.

Chiediamo all’on. Caterina Pes di fare – in piena autonomia di pensiero – una volta per tutte chiarezza, spiegandoci a quale accezione della coerenza fa riferimento quando va ad annunciare alla stampa che si sta impegnando fattivamente per la dismissione delle servitù militari e dei suoi poligoni.

Al di là delle differenti posizioni sulle strategie da mettere in atto per un’eventuale politica militare, ci sembra perlomeno inopportuno e poco intelligente continuare a permettere di bombardare siti naturali ed archeologici (visto anche quanto documentato recentemente a Teulada) della nostra Nazione. Tali luoghi, tra i più belli del mondo, potrebbero certamente avere uno sviluppo economico diverso e più lungimirante, evitando conseguentemente la proliferazione di malattie gravi ed invalidanti.

L’essere contro i poligoni e le servitù militari per la Nazione Sarda è diventato un obbligo e non più una scelta.

«Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola!» A. Cechov

A fianco ai Comuni del Lago Omodeo per dire No al Poligono di tiro

5 September 2014

ProgReS Progetu Repùblica sarà presente alla manifestazione organizzata dalle comunità che vivono a ridosso del Lago Omodeo, per ribadire l’assoluta incompatibilità del poligono di tiro con le esigenze del territorio. Un’area che dovrebbe essere valorizzata con progetti che richiamano visitatori, e non con attività mortificanti come quelle del C.A.I.P. di Abbasanta che li allontanano. Un centro di addestramento che non soddisfatto del tempo e degli spazi già sfruttati fino al mese di agosto, ha chiesto una proroga per il loro utilizzo per tutto il mese di settembre.

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Esercitazioni sul lago Omodeo. Vogliamo chiarezza e vigileremo le bonifiche.

18 July 2014

Di ProgReS Aristanis

Facendo seguito all’interrogazione presentata dal nostro consigliere provinciale Sebastian Madau, nella quale si chiedono delucidazioni in merito alle esercitazioni a fuoco tenutesi sul lago Omodeo da parte del reparto di polizia di stanza ad Abbasanta, che hanno costretto all’interdizione la popolazione dai luoghi interessati dalle attività svolte dal C.A.I.P., con il divieto di raccogliere o rimuovere proiettili inesplosi e ordigni.

Considerato che la bonifica da tali attività negli anni passati non è stata compiuta adeguatamente in una zona importante dal punto di vista naturalistico e con delle grandi potenzialità sotto il profilo turistico, ProgReS Progetu Repùblica Aristanis compirà un sopralluogo insieme ai suoi attivisti e invita il presidente De Seneen e la Commissione Ambiente a fare altrettanto, augurandosi che alle parole spese durante il question time, possano ora seguire i fatti, per verificare che le eventuali bonifiche – da cui sembra che il Ministero dell’Interno voglia sollevarsi da ogni responsabilità – vengano effettivamente svolte.

ProgReS Progetu Repùblica Aristanis si unisce quindi ai sindaci e alle comunità interessate per chiedere in futuro la revoca dei permessi per tali attività e esprime sorpresa e disappunto per i pochi sindaci che invece si sono mostrati favorevoli alle esercitazioni, chiedendosi quali interessi difendono. Quelli delle loro popolazioni o quelli dello stato italiano che continua ad accrescere le sue attività di tipo militare, quando la Sardegna è già gravata da servitù per 35.000 ettari, che rappresentano circa il 65% del totale di quelle dello stato italiano?

ProgReS Progetu Repùblica, da sempre in prima fila quando si tratta di difendere le nostre comunità da progetti e attività non compatibili con i modelli di sviluppo del territorio, promuoverà in ogni occasione la tutela dei diritti e gli interessi dei sardi, per uno sviluppo sostenibile che non può essere certamente quello di ‘giocare’ alla guerra.

Dott. Moratti, Arborea e la Sardegna le hanno già detto di NO.

12 June 2014

del Coordinamento Regionale di ProgReS Aristanis

Pierluigi Annis Cau, responsabile politico

Alberto Medda Costella, responsabile della comunicazione

ProgReS Progetu Repùblica Aristanis si ritiene soddisfatta delle ultime esternazioni dell’amministratore delegato del Gruppo Saras s.p.a., Massimo Moratti, a proposito del “Progetto Eleonora”, in occasione del seminario “Fare impresa nel comparto energia”, tenutosi nella Facoltà di Ingegneria di Cagliari. Moratti ha affermato che la società che rappresenta sarebbe pronta a rinunciare all’iniziativa, qualora le comunità interessate non volessero prendere minimamente in considerazione quella che loro definiscono un’«opportunità».

Ne prendiamo atto, ma gli ricordiamo che quelle comunità hanno già espresso un netto diniego a quel progetto il 30 maggio 2013, in occasione del confronto pubblico, previsto dalla procedura regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), con la società interessata: in quella circostanza i tecnici della Saras risposero alle domande dei cittadini per otto ore non fornendo garanzie sufficienti. È passato più di un anno, però non capiamo cosa possa aver fatto pensare al dott. Moratti che la popolazione abbia, in questo lasso di tempo, cambiato idea sulle opportunità di sviluppo, tanto da mettere ancora in discussione la volontà della comunità di Arborea.

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Vandalismo al Centro Servizi Culturali. L’intervento di ProgReS Aristanis

29 May 2014

del Coordinamento Regionale di ProgReS Aristanis

Pierluigi Annis Cau, responsabile politico

Alberto Medda Costella, responsabile della comunicazione

 

ProgReS, Progetu Republica Aristanis, esprime sconcerto di fronte ai continui atti vandalici a cui la città è ormai vittima da tempo.

L’ultimo episodio è quello denunciato sui social network dal Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano, il quale registra alla riapertura settimanale l’ennesimo episodio di vandalismo compiuto tra il sabato e la domenica. A questo proposito ci teniamo a esprimere la nostra piena solidarietà agli operatori del centro che con passione e dedizione prestano la loro opera per mettere a disposizione della città i propri spazi e una mediateca assortita, oltre a proporre importanti iniziative inerenti la cultura sarda.

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Sicurezza e diritti di cittadinanza

17 October 2013

Ancora un’altra tragedia nella strada che collega Oristano a Santa Giusta. Tutto prevedibile. Tutto annunciato.

La sicurezza per i pedoni e per i ciclisti è assolutamente lontana dall’essere garantita su un’arteria fondamentale che collega il capoluogo a uno dei principali centri dell’area vasta. Eppure basterebbe molto poco per garantire la sicurezza stradale in quel tratto. Per questo ProgReS Progetu Repùblica si fa portavoce della volontà mai celata dei cittadini di Oristano e Santa Giusta affinché il Comune di Oristano di concerto con il Comune di Santa Giusta, la Provincia di Oristano e la Regione Sardegna possano avviare subito i lavori per la realizzazione di una pista ciclabile e pedonale tra Oristano e Santa Giusta che consenta in tutta sicurezza il transito tre le due città.

Tale opera prevista da anni ha atteso fin troppo. Ora non c’è più tempo per aspettare a meno che qualcuno non voglia sentirsi responsabile di ulteriori tragedie. Oristano ha bisogno di ricostruire una viabilità adeguata alle esigenze della cittadinanza. Tale esigenza troppo spesso si spegne nei proclami della campagna elettorale senza trovare seguito a causa delle lungaggini burocratiche, della scarsa determinazione degli amministratori locali o della tanto sbandierata assenza di risorse.

Progres Progetu Repùblica ritiene prioritaria tale opera e si adopererà di conseguenza, e in tutte le sedi opportune, per garantire che tale indispensabile risultato venga raggiunto nel minor tempo possibile.