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L’indipendentismo progettuale al governo delle comunità

1 June 2015

Le elezioni comunali del 2015 segnano un’ulteriore passo avanti di credibilità e di concretezza per l’indipendentismo progettuale di ProgReS.

Nella tornata elettorale che si è appena conclusa il partito ha deciso di partecipare alla costruzione di diverse liste civiche in tutta la Sardegna, cioè in tutte le comunità in cui si è presentata l’opportunità di costruire una valida alternativa di governo al servizio dei cittadini e del territorio. Una scelta chiara di apertura, confronto e sostegno a tutti quei progetti che hanno come prospettiva la valorizzazione e la difesa dei beni comuni e un nuovo modello di sviluppo economico e sociale basato sulle nostre risorse materiali e immateriali. Le elezioni municipali sono per ProgReS strategiche perché determinano la nostra capacità di governo, perché fino a quando non avremo una presenza diffusa all’interno delle amministrazioni comunali sarà difficile ambire a guidare la nazione sarda.

Per questo non possiamo che complimentarci e fare i nostri migliori auguri di buon lavoro a Gabrielli Cossu Cantarella, responsabile nazionale dell’organizzazione di ProgReS, eletto consigliere di maggioranza nella lista Pro-Movi Pabillonis a fianco del più giovane sindaco sardo Riccardo Sanna.

E che dire dello straordinario risultato della lista civica Sì per Arborea che ha eletto come consigliere Alberto Medda Costella, coordinatore politico di ProgReS Aristanis, e la nuova sindaca Manuela Pintus, dimostrando ancora una volta come la comunità di Arborea voglia progettare il proprio futuro difendendo la propria economia e salute a dispetto di qualunque speculazione calata dall’alto.

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Uno sciacallo è sempre presente là dove c’è una carogna da spolpare

23 January 2015

Di Ivan Dessy Di Stefano Attivista ProgReS Aristanis

Lo Stato Italiano ha la capacità di fare questo, ti trasforma in preda, ti fa apparire “carogna” quando invece sei vittima del sistema. L’Italia, la sua burocrazia, il suo sistema parassitario, trasformano in “carogna” la penuria, la povertà, le disgrazie economiche e le tragedie che derivano dall’incapacità di pagare le tasse rispetto a situazioni che la sua stessa burocrazia ha creato. Grassa pietanza da servire su un piatto d’argento per essere divorata dagli avvoltoi di turno.

Ed ecco allora che lo STATO Italiano si inventa EQUITALIA, sistema di sciacallaggio regolato per legge. E tu, se non riesci a pagare quanto dovuto, anche se la colpa non è tua, anche se sei vittima della famosa delibera regionale 44/88 che i funzionari regionali si dimenticarono di spedire presso l’U.E. affinché potesse essere recepita, a te che sei vittima, il sistema ti bolla come infedele, come “carogna” da punire a qualunque costo. E si sa, le carogne attirano gli avvoltoi. Gli sciacalli ne percepiscono l’odore, anche se ormai è dato assodato che risultano essere parte lucrosa e clientelare in combutta con questa mostruosa macchina di esazione burocratico-amministrativo.

Nel contempo, lo stesso Stato ha il coraggio di mandare in prescrizione delle evasioni di centinai di milioni di euro (sentenza Berlusconi docet), di scudare delle evasioni di miliardi di euro imponendo soltanto una penale del 5% (condono tombale inventato da Tremonti), garantendo l’immunità al grosso evasore di turno, non facendogli fare neanche un giorno di galera. A te che sei debole, solo, anziano, abbandonato all’inevitabile destino, ti scatena la sua macchina repressiva, muscolare all’inverosimile, armata sino ai denti, i cui costi, è dimostrato, coprirebbero abbondantemente le “supposte” evasioni.

Stavolta il Colossal cinematografico va in onda presso l’azienda Spanu, strada 22 est, comune di Arborea. Nella riedizione del remake di “Terra Segada”, in operazioni di spoliazioni poliziesche già viste, lo stato Italiano ha mandato in onda se stesso in un film già visto. Stessi effetti speciali degni di un film di guerra. Medesimi protagonisti dell’ennesima operazione di polizia, anche se con differenti vittime sacrificali immolate sull’altare di una giustizia che dimostra la sua capacità di repressione di fronte a chi è debole. Il tutto accomunato da un denominatore comune: EQUITALIA.

Oggi come allora, lo STATO presenta se stesso per ciò che è, nella maniera peggiore. Centinaia di uomini armati, furgoni blindati, forestali schierati nelle campagne, unità cinofile, elicotteri, vigili del fuoco, ambulanze. Figuranti in divisa, in taluni casi con il volto coperto, quasi volessero coprirsi per mascherare la vergogna di quanto devono compiere, si presentano presso l’azienda Spanu la mattina presto. In assetto antisommossa ti circondano la tua casa, sfondano la porta e prendendoti a manganellate sul cranio se provi ad opporre una timida resistenza, ti cacciano da quel luogo nella quale hai speso tutto te stesso; nel quale hai cresciuto i tuoi figli; dove sono depositati i ricordi e i sacrifici di una vita; nel quale, troppo spesso, vi è anche l’unica possibilità che hai di crearti una fonte di reddito.

Solo la mediazione dei parenti più stretti ha portato alla resa dell’agricoltore di Arborea Giovanni Spanu, 76 anni, della moglie e di un figlio che si sono cosparsi di benzina, che minacciavano di darsi fuoco. Ed è sconvolgente scoprire che tutto è cominciato con una cambiale agricola da 15 milioni di lire pagata regolarmente nel 1994 di cui, però, si sono perse le tracce. Le abitazioni, quelle del Signor Spanu e dei suoi figli, che insistono sul podere agricolo e l’azienda, frutto del lavoro di una vita, i mobili, le serre, i trattori, valgono non meno di 600 mila euro, ma sono stati (s)venduti all’asta per 125 mila. Colpisce che si può perdere la casa e l’azienda per meno 8.000 euro, colpisce perché è chiaro che c’è del “marcio”. Ovvio che per il sistema non sia così, che tutto rientri nella “legalità” della procedura di sfratto e di prelazione ai danni della “carogna” di turno. Sarà pure legale la presenza di centinaia di poliziotti e di elicotteri che svolazzano nel cielo con il fine di eseguire lo sfratto, sarà pure legalizzato calpestare in quel modo la dignità delle persone, ma tutto questo è indegno di un Paese civile, di un paese che si dice Democratico.

Vergognoso è il sistema che crea dei terzi, degli sciacalli che possano trarne vantaggio.

Questa è la procedura. A guadagnarci non è il creditore, ma un terzo che “approfitta” del debito non pagato per fare un affare a prezzi immorali. In Sardegna ci sono migliaia di provvedimenti esecutivi di questo tipo. Le banche sono in cima alla classifica dei creditori. Case messe all’asta per un debito di poche lire e svendute per una manciata di euro. Per loro un debito non è famiglia che finisce sul lastrico, ma una pratica da espletare. E sappiamo bene chi è l’acquirente della casa e dell’azienda Spanu. Sappiamo che è uno di quei personaggi che frequentano il mondo nebuloso delle aste a caccia di “affari” convenienti. Gli è stato più volte offerto di desistere da questa azione indegna, di fare un passo indietro ed evitare di mettere sul marciapiede due pensionati di 76 e 63 anni, ai cinque figli e a due nipotini. E non contenti, si sono pure presentati con l’arroganza infame di chi ha la sicurezza di essere protetto.

E non serve a nulla dimostrare che con i costi sostenuti per realizzare quest’intervento di predazione statale, così ferocemente disumano, realizzato attraverso una procedura più consona a un regime poliziesco, potresti coprire per intero le spese dell’acquisto dell’intera azienda. Che si potrebbe realizzare un sistema alternativo, un sistema “virtuoso” il quale dovrebbe avere l’obbligo morale di dare la possibilità di pagare il debito che un’azienda ha maturato attraverso un prestito concesso all’azienda debitrice, affinché possa coprire il proprio debito contratto con lo Stato. Non serve a nulla dimostrare che la logica della predazione, seppur di Stato, è sempre e solo deleteria, per il semplice motivo che è sistema che cannibalizza se stesso, per il semplice motivo che è modus operandi che affonda il coltello nell’anima delle persone. Perché lo Stato non è la legge, lo Stato sono le persone, siamo noi, esseri umani che vi abitano e che siamo “costretti” ad accettarne la cittadinanza.

Noi in Sardegna questo sistema di gestione predatoria lo conosciamo bene. Lo hanno fatto con la nostra terra, quando ce l’hanno sottratta destinandola a poligoni in cui esercitarsi per la guerra, avvelenandola con i rifiuti radioattivi e con i metalli pesanti. Sappiamo bene qual è il vero volto dello Stato Italiano. Sappiamo da sempre qual è il gioco portato avanti. Fanno delle norme con il preciso intento di colpirti e ferirti, quindi insistono a battere sempre sullo stesso punto, facendo in modo che la ferita incancrenisca, così loro, gli avvoltoi, gli sciacalli, i parassiti che incarnano l’abominio che si nasconde dietro le leggi di questo sistema gestionale e con l’assenso operativo di questo, possano poi piombarti addosso e spolparti anche se sei ancora vivo.

Foto di Nicola Pinna

No alle speculazioni energetiche, No al Progetto Eleonora

28 July 2014

ProgReS Progetu Repùblica parteciperà domani al sit-in in programma a Cagliari, per ribadire la propria contrarietà al progetto Eleonora.

È passato poco più di un anno quando ad Arborea nel confronto pubblico con la Saras previsto dal SAVI per portare le osservazioni al progetto, la comunità si ritrovò unita insieme alle donne, agli uomini e ai bambini provenienti da ogni parte della Sardegna per dire no ai progetti calati dall’alto, per dire no allo sfruttamento indiscriminato del territorio e alla rapina delle nostre risorse.

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Dott. Moratti, Arborea e la Sardegna le hanno già detto di NO.

12 June 2014

del Coordinamento Regionale di ProgReS Aristanis

Pierluigi Annis Cau, responsabile politico

Alberto Medda Costella, responsabile della comunicazione

ProgReS Progetu Repùblica Aristanis si ritiene soddisfatta delle ultime esternazioni dell’amministratore delegato del Gruppo Saras s.p.a., Massimo Moratti, a proposito del “Progetto Eleonora”, in occasione del seminario “Fare impresa nel comparto energia”, tenutosi nella Facoltà di Ingegneria di Cagliari. Moratti ha affermato che la società che rappresenta sarebbe pronta a rinunciare all’iniziativa, qualora le comunità interessate non volessero prendere minimamente in considerazione quella che loro definiscono un’«opportunità».

Ne prendiamo atto, ma gli ricordiamo che quelle comunità hanno già espresso un netto diniego a quel progetto il 30 maggio 2013, in occasione del confronto pubblico, previsto dalla procedura regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), con la società interessata: in quella circostanza i tecnici della Saras risposero alle domande dei cittadini per otto ore non fornendo garanzie sufficienti. È passato più di un anno, però non capiamo cosa possa aver fatto pensare al dott. Moratti che la popolazione abbia, in questo lasso di tempo, cambiato idea sulle opportunità di sviluppo, tanto da mettere ancora in discussione la volontà della comunità di Arborea.

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Regordamus Sa Batalla

30 June 2013

progresTV a partire dalle 18:00 proporrà la diretta streaming da Su bruncu de Sa batalla della rievocazione storica.

Il 30 giugno in Sardegna non si festeggia niente. E non c’è niente da festeggiare, in effetti. Non molti sardi lo sanno, ma in questa data, nel lontano 1409, presso Sanluri (Seddori), l’esercito sardo guidato dal giudice di Arborea Guglielmo di Narbona si scontrò con l’esercito catalano-aragonese-siciliano di Martino il Giovane, re di Sicilia e Infante d’Aragona. I sardi vennero sconfitti. Da qui si fa discendere la fine della storia giudicale e la riduzione della Sardegna al rango di terra sconfitta e sottomessa, rango da cui non ci saremmo più risollevati.

Questa lettura storica è alquanto parziale e piuttosto infondata. La battaglia di Sanluri (Sa Batalla) non fu un episodio decisivo, né certamente è stato il più significativo della nostra storia. La storia non si alimenta semplicemente di eventi singolari, ma procede per movimenti stratificati e complessi, un po’ come la tettonica o come l’evoluzione biologica. Processi articolati e intreccci di concause producono effetti a loro volta produttivi di ulteriori sviluppi.

La battaglia di Sanluri ebbe un significato emotivo molto forte, è indubbio, specie perché sancì il distacco tra la guida giudicale (Guglielmo di Narbona e la sua corte), l’aristocrazia giudicale e la popolazione stessa. Fu la certificazione di una sconfitta politica, dunque, più che militare. Tant’è vero che la guerra continuò e per i catalani non fu comunque facile venire a capo della situazione nemmeno dopo questa vittoria apparentemente definitiva.

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Il Progetto Eleonora deve essere bocciato

12 June 2013

di Segreteria Nazionale di ProgreS Progetu Repùblica

Martedì 11 giugno 2013 la Segreteria Nazionale di ProgReS Progetu Repùblica ha provveduto ad inoltrare un nuovo atto di osservazioni ufficiali presso il Servizio SAVI dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna relativo al Progetto Eleonora presentato da Saras S.p.A.

Dopo un’attenta lettura dello Studio di Impatto Ambientale sono emerse chiaramente le criticità e le contraddizioni presenti nel S.I.A. che hanno evidenziato una preoccupante superficialità da parte dei redattori nell’analisi degli impatti che questo progetto porterebbe sulla salute, sull’ambiente e sull’economia del territorio.

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PD, PDL e Saras: il triangolo NO!

6 June 2013

Decidere di non decidere: è questo l’esito della discussione in Consiglio Regionale sulla mozione presentata dal gruppo dirigente del PD sul Progetto Eleonora.

Una mozione presentata come una discussione generica sul tema della “metanizzazione della Sardegna” ma che in realtà celava un obbiettivo chiaro e preciso: offrire una sponda politica all’iniziativa di un’azienda privata – la Saras S.p.A. – che intende impiantare una trivella per estrarre idrocarburi nel bel mezzo della piana agricola di Arborea.

Alla fine dei conti la mozione del PD è stata ritirata, ma durante le tre ore di discussione si è sentito di tutto all’interno dell’aula del Consiglio Regionale. Dall’Assessore Liori che dichiara di non potersi permettere di mettere a rischio la salute e l’economia di Arborea per soli tre miliardi di metri cubi di metano. Come a dire: se si parla di dieci o quindici allora si può sacrificare il territorio, fino a diversi consiglieri del PD che si dichiarano favorevoli al Progetto Eleonora ma “con tutte le tutele ambientali del caso”.

Come se Porto Torres, Ottana, Portovesme e Sarroch non avessero nulla da insegnare.

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