Bobore BussaL’UNIONE SARDA – Politica: Indipendentisti, il battesimo di Progres

GIUSEPPE MELONI – 14.02.2011

Inizia con un derby – ma tra due sigle, non due persone – la vita del nuovo partito indipendentista, nato dalla traumatica scissione di Irs. Si chiamerà Progres, sta per Progetu Repùblica de Sardigna, e il derby si è svolto tra questo nome e l’altro sottoposto al voto degli attivisti, riuniti a Cagliari nella passeggiata coperta del Bastione Saint Rémy: l’alternativa era semplicemente Res, proposto sempre con l’intento di indicare il percorso verso la Repubblica sarda.

LA VOTAZIONE

A sostenere le rispettive opzioni, due dei leader storici di questo gruppo, già cofondatori di Irs: Franciscu Sedda e Frantziscu Sanna. Progres, idea di Sedda, vince con 150 voti a 120: uno scarto contenuto, forse anche per la distanza non enorme tra le due denominazioni, sia politica che simbolica. I contenuti politici verranno ora, con un confronto che porterà in pochi mesi (forse a maggio) al primo congresso nazionale. L’incarico di guidare il movimento fino a quella data è affidato a Bobore Bussa, consigliere provinciale a Nuoro: su questo la conta non serve, l’assemblea lo acclama segretario provvisorio. «Siamo venuti fuori da una situazione drammatica», sono le sue prime parole da neo-coordinatore a una platea di circa 400 militanti, «ma ora basta coi rancori: abbiamo bisogno di positività e voglia di lavorare, davanti a noi c’è subito l’appuntamento importante delle Comunali di Cagliari». Soprattutto c’è da riprendere un’elaborazione culturale che aveva condotto l’indipendentismo al centro del dibattito politico isolano. «Si sono aperti varchi inediti in settori strategici della società», riprende Bussa, «si tratta di raccogliere quello che abbiamo seminato. Il primo atto di responsabilità sarà sostenere tutti le scelte comuni, a partire da quella sul nome».

SIGNIFICATI

Dà il buon esempio Frantziscu Sanna, autore della proposta perdente: «Il nome di Irs – osserva – lo scegliemmo io, Sedda, Gavino Sale e Franciscu Pala. Oggi lo scegliamo in 300, è già un ottimo modo per iniziare». Il suo “Res” voleva rievocare il cammino di questi anni «e dirci non più solo indipendentisti, ma al lavoro per la Repubblica sarda». Sarebbe stato un nome «più neutro, non facile da etichettare», specie rispetto a Progres che richiama una parte del panorama politico, «ma senza per questo classificarci come conservatori». Invece anche quel connotato è tra le ragioni che stanno dietro l’idea proposta da Franciscu Sedda e scelta dai votanti. Rispetto alla Repubblica «il termine progetu dà un contorno meno evanescente del sogno», riflette Sedda. L’assonanza con l’inglese progress è voluta, «indica movimento, dinamismo, elaborazione». E così il riferimento al campo progressista: non nel senso della classica partizione destra-sinistra, ma per dare «l’idea di una politica per il cambiamento, la trasformazione, l’innovazione». Quindi la nuova sigla (che Sedda scrive ProgReS, per onorare con la maiuscola sia la Repubblica che la Sardegna) sarebbe «da leggersi in opposizione a conservazione e staticità», per «rimandare a una politica di miglioramento della Sardegna basata su princìpi di solidarietà, apertura, pluralismo, giustizia sociale».

GLI SCENARI

Concetti da approfondire nei prossimi mesi, con le tesi congressuali. Non potrebbe essere più evidente la scelta del nuovo partito di giocare a tutto campo sul terreno della democrazia, con una sorta di leadership diffusa che rifiuta l’unanimismo a tutti i costi e la prevalenza del fattore carismatico. Emblematico pure il superamento del termine indipendentzia , assente da entrambi i nomi finiti al ballottaggio: per evitare la confusione con la concorrenza, ma anche per andare oltre atteggiamenti di rivendicazione che potrebbero scoraggiare nuove simpatie. Ieri, come ospiti esterni, si sono fatti vedere il sardista Paolo Maninchedda, la presidente del Pd Valentina Sanna e Paolo Mureddu dei Rossomori: ma i repubricanos contano di guadagnarsi l’attenzione di molti elettori e militanti di tutto il panorama politico sardo.

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