L’UNIONE SARDA mercoledì 20 Aprile

«Ecco perché sostengo Ornella Demuru e il progetto di ProgReS». A sorpresa, ma non troppo, la scrittrice Michela Murgia ha fatto irruzione nella campagna elettorale per le comunali, con un endorsement affidato alla sua pagina pubblica sul social network Facebook.

Un sostegno articolato, sul quale la scrittrice cabrarese, vincitrice del premio Campiello con il best seller “Accabbadora” ha accettato di confrontarsi con i suoi fans.

Non rinunciando a mettere in campo l’abituale combattività, già recentemente mostrata nella diatriba con l’Ordine dei giornalisti e l’associazione della stampa, a proposito di un corso di giornalismo da lei promosso.

Al telefono risponde con gentilezza ma in maniera ferma: «Non posso rilasciare interviste non autorizzate dalla mia casa editrice prima della presentazione del mio nuovo romanzo (Ave Mary, in uscita il 7 maggio) alla Fiera del libro di Torino. Ma le cose che ho scritto su Fb sono pubbliche e possono essere utilizzate».

ORNELLA SINDACO Cos’è stato a far discutere tanto? Un post, pubblicato nella giornata di lunedì, con il quale la giovane scrittrice ha ribadito la sua vicinanza a ProgReS e la sua preferenza per un candidato a sindaco donna, e indipendentista, come Ornella Demuru: «Se questa scelta sia vincente non lo so, ma di sicuro è sensata – ha scritto la Murgia – ci sono scelte il cui valore non si calcola sulla probabilità di successo. Immagino che questo in altri contesti si chiami speranza». E, ancora, in risposta ai dubbi di uno dei “contatti”: «Il meno peggio non è mai stato il mio criterio di valutazione nelle scelte, e a volte l’opzione “improbabile” mi ha portato molto più lontano di quanto avrei potuto sperare di arrivare. Questo popolo ha bisogno anche di guardare l’orizzonte, non solo e sempre la pozzanghera dove sta mettendo il piede».

ZEDDA BRAVO, MA NON BASTA Qualcuno rimprovera, nemmeno troppo velatamente, alla Murgia di indebolire lo schieramento di centrosinistra, scegliendo un candidato alternativo: «Massimo Zedda è una brava persona e ne ho stima, ma la scelta dell’indipendenza non è tra brave persone: è su un progetto – risponde la scrittrice di Cabras – tra una brava persona che sostiene una politica con il baricentro in Sardegna e una brava persona che sostiene un progetto italocentrico io non ho il minimo dubbio. L’italocentrismo condanna l’Isola alla condizione di periferia e le nega sovranità su scelte fondamentali come l’energia, la difesa, la scuola. O un candidato mette in discussione questo rapporto di forza nei suoi fondamenti, o non è il mio candidato, anche se è la persona migliore del mondo».

LE DIFFERENZE A chi ricorda che le proposte che si richiamano ai valori dell’indipendentismo sono più di una, la Murgia risponde citando il caso della destra cagliaritana: «Viaggia col nome di Artizzu e quello di Fantola e nessuno ci vede niente di strano. Ci sono molti modi di ottenere i risultati comuni e io la penso come Ornella: tante prospettive sono ricchezza, non debolezza».

TASSE IN SARDEGNA A far preferire al premio Campiello una scelta tutta sarda è anche la ricetta economica della Demuru: «Far pagare a un’azienda come la Saras più accise da destinare alla scuola, alla cultura, allo sviluppo infrastrutturale del nostro territorio e degli altri comparti, a fronte di un danno ambientale (e umano: siamo stanchi dei morti su lavoro) i cui costi sono invece a esclusivo carico dei sardi, senza neanche la simbolica contropartita di poter pagare meno i combustibili. È vero che non possiamo basare lo sviluppo dell’Isola sulle accise Saras, ma l’esempio che ha fatto Ornella serve a far capire che non è vero che non ci sono le risorse per stare in piedi da soli: ci sono, solo che vanno altrove. Bisogna cambiare prospettiva di sguardo su noi stessi».

L’ALTERNATIVA C’è spazio anche per conclusioni che, in partenza, sono amare e che lasciano comunque intravvedere una speranza di successo per le proposte alternative: «Purtroppo spesso gli elettori non guardano oltre l’uscio della bottega, ma c’è una generazione che la pensa diversamente e piano piano sta portando le sue spinte alla ribalta anche in posti dove solo dieci anni fa la parola indipendenza sarebbe stata impronunciabile».

Il riferimento è alla trasmissione di RaiTre (Mediterraneo) che ha di recente dedicato una puntata a Ornella Demuru: «Se oggi persino un programma a diffusione italiana può fare uno speciale sull’indipendentismo sardo, lo dobbiamo a tutti quelli che, al momento di scegliere, invece che salvare il (mediocre) salvabile hanno preferito seminare la possibilità di un futuro diverso».

Anthony Muroni

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