Nùgoro

No all’inceneritore di Tossilo

26 October 2016

Quello che sta avvenendo attorno al revamping (ampliamento) dell’inceneritore di Tossilo ha dell’incredibile; Da una parte ci sono i comitati territoriali, l’unione dei comuni le associazioni civiche e i cittadini sardi che negli ultimi anni si oppongono a un progetto obsoleto, dannoso e inutile, di ampliamento dell’ impianto di incenerimento dei rifiuti di Macomer: un No ragionato e propositivo, conforme alle stesse disposizioni assunte dalla RAS con il Piano regionale di gestione dei rifiuti, al punto che anche il Tribunale Amministrativo Regionale boccia il progetto come incompatibile, sostenendo nella sentenza non solo che l’ampliamento dell’impianto contraddice le stesse decisioni assunte dalla regione in fase di programmazione, ma viola anche i principi in fatto di gestione dei rifiuti fissati dall’Unione Europeac.

Dall’altra parte c’è solo il presidente Pigliaru e la sua Giunta che con un atto sconsiderato e arrogante, con l’espressione più bieca del potere sordo e insensibile alle legittime rivendicazioni e istanze delle popolazioni locali e di tutti i sardi che vogliono vivere in una terra sana e pulita, ha impugnato la sentenza del TAR Sardegna rivolgendosi alla IV sezione del Consiglio di Stato, che di fatto ha ribaltato il volere del TAR dando via libera alla ripresa dei lavori nel cantiere di Tossilo, motivando tale pronunciamento con “l’assenza di problemi rilevanti per la salute pubblica”.

La giunta Pigliaru ha chiarito, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quali interessi è intenta a difendere, ovvero, gli interessi privati e le promesse elettorali/clientelari rispetto al bene e all’interesse comune dei Sardi. Anche per questo sabato 29 ottobre parteciperemo alla manifestazione a Tossilo.

Ci saremo e invitiamo i cittadini a partecipare numerosi portando davanti ai cancelli dell’inceneritore le uniche bandiere che rappresentano il Popolo sardo e la nostra Nazione: i quattro mori e l’albero eradicato. Ci saremo perché crediamo nella strategia rifiuti zero per il futuro per la nostra terra, con la massima riduzione possibile del residuo non riciclabile e la massimizzazione della percentuale di raccolta differenziata, al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • l’abbandono graduale ma totale dell’incenerimento dei rifiuti;
  • la pianificazione e l’impianto in Sardegna delle filiere di lavorazione dei materiali raccolti;
  • la gestione integrata del rifiuto umido a livello locale
  • il pagamento diretto al cittadino e all’impresa, dei materiali raccolti separatamente
  • la diffusione massima del consumo critico
  • la gestione pianificata dei rifiuti turistici;
  • completamento delle infrastrutture di raccolta comunali e intercomunali”

Ci saremo perché crediamo in una Sardegna migliore, più giusta e più prospera.

ProgReS aderisce a Sa Die in Tundu

20 April 2015

ProgReS Progetu Repùblica aderisce al flash mob diffuso “pone·ti in tundu” organizzato dall’associazione Sa Die in Tundu.

L’evento avrà carattere diffuso, quindi potrà essere realizzato in ogni comunità o luogo simbolico, in Sardegna come nel mondo. Ovunque i sardi si trovino potranno esprimere appartenenza alla propria terra realizzando un cerchio umano per rappresentare unità e tenendosi per mano per dimostrare condivisione.

Lo faremo perché riteniamo giusto ricordare, con un gesto simbolico un momento di unità nazionale del nostro popolo, una giornata, il 28 aprile del 1794, dove i sardi guidati da Giovanni Maria Angioy diedero corpo e anima alle rivolte antifeudali, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste di sovranità dell’isola, che portano alla cacciata da Cagliari dei piemontesi e del viceré Balbiano.

Ci saremo perché riteniamo importante, al di là delle commemorazioni e rievocazioni storiche, dire al mondo che siamo un popolo e che per la nostra festa ci sentiamo tutti uniti nel ricordo della nostra storia. Perché è da semplici gesti come questi, capaci di unire cittadini sardi di diversa estrazione, che si costruisce una coscienza nazionale collettiva, che si riafferma una soggettività come popolo tra i popoli.

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Ci avete incenerito il futuro

27 March 2015

La giunta Pigliaru, a meno di 24 ore dalla manifestazione di domani Sabato 28 Marzo, ha approvato la delibera in favore del nuovo inceneritore di Tossilo. Una decisione presa in spregio delle decine di comitati e movimenti e delle migliaia di cittadini di Macomer, del Marghine e di tutta la Sardegna che domani ancora una volta esprimeranno le ragioni del no ad un’opera pubblica da circa 50 milioni di euro che condizionerà per decenni il ciclo dei rifiuti in Sardegna, impedendo di fatto le pratiche virtuose del riciclo e del riuso per incentivare l’incenerimento e dunque l’inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque.

Con un atto sconsiderato e arrogante, con l’espressione più bieca del potere sordo e insensibile alle legittime rivendicazioni e istanze delle popolazioni locali e di tutti i sardi che vogliono vivere in una terra sana e pulita, la giunta Pigliaru si è ancora una volta dimostrata più interessata a difendere gli interessi privati e le promesse elettorali/clientelari rispetto al bene a all’interesse comune dei Sardi.

La giunta Pigliaru, la peggiore di sempre, verrà ricordata anche per questo ennesimo scempio. Sono tutti complici del misfatto, anche quei consiglieri che nei giorni scorsi, forse per lavarsi la coscienza, avevano sbandierato la loro contrarietà al progetto, ora dovranno rispondere ai sardi di non aver avuto il coraggio di andare fino infondo. L’unico atto che potrebbe riabilitarli è l’uscita immediata dalla maggioranza di governo.

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ProgReS aderisce al sit-in contro l’inceneritore di Tossilo

25 March 2015
Nonostante la contrarietà delle popolazioni locali e di parti importanti della stessa maggioranza dipendentista, il Presidente Pigliaru non riesce proprio a mettere una pietra sopra allo scellerato progetto di Inceneritore, nè pensa piuttosto a rivedere tutta la strategia dei rifiuti, aggiornando il Piano Regionale del lontano 2008.
Ormai da diversi giorni sul tavolo della Giunta Pigliaru viene portata una Delibera che dovrebbe dare il via alla costruzione del nuovo Inceneritore (eufemisticamente definito Termovalorizzatore).
Apprendiamo che di tale Delibera – da diversi giorni e non certo per mancanza di tempo -, la Giunta continua a rinviare la discussione.
Parrebbe infatti che almeno un paio di Assessori Regionali evidentemente non convinti della bontà dell’acquisto (50 milioni di euro circa di cui 42 già finanziati dalla Giunta Cappellacci) avrebbero espresso una decisa e forte contrarietà.
Contrarietà anche presente nella proposta di legge n° 186 per una “moratoria” sull’incenerimento a partire dal 1° Gennaio 2015 (retroattiva dunque) a firma di ben 16 Consiglieri tutti della attuale maggioranza del Presidente Pigliaru facenti parte di ben 5 Gruppi consiliari diversi.
Contrarietà espressa da giorni anche dalla interrogazione al Presidente Pigliaru della Consigliera Regionale e Provinciale Daniela Forma (PD) che solleva rilevanti e preoccupati dubbi circa l’utilità, la sicurezza e i vantaggi della realizzazione del nuovo Inceneritore per il Marghine e per la Sardegna tutta.
Sembrerebbe, tuttavia, questione di ore; sembrerebbe tutto già deciso e non sappiamo quanto resisteranno ancora coloro che – a Villa Devoto – stanno ammirevolmente resistendo in perfetta solitudine all’atto burocratico di una firma.
Confidiamo nelle azioni degli Assessori che non si vogliono rassegnare, dei Consiglieri Regionali che hanno presentato proposte di legge ed interrogazione, dei Consigli Comunali che stanno per votare Ordini del giorno e mozioni a sostegno della iniziativa di blocco per la costruzione dell’Inceneritore e avvio di una rivisitazione del Piano per i Rifiuti 2008 e dei cittadini che in questi anni e ancora in questi giorni si stanno mobilitando per difendere i loro diritti.
Siamo però pessimisti. La giunta dipendentista di Pigliaru si farà ancora una volta piegare dalla volontà e dagli interessi economici e clientelari che l’affare dell’inceneritore sta  platealmente rendendo palesi.
Per questo, come sempre, Sabato 28 Marzo a Tossilo saremo a fianco dei Sardi che difendono il loro diritto alla salute e ad una gestione dei rifiuti che rispetti l’ambiente e l’economia, contro gli interessi privati, lobbistici e clientelari di chi vede nell’inceneritore solo un modo per accrescere il proprio potere economico/elettorale.
Dal Programma di governo per una Sardegna Possibile
“Il nuovo Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti di Sardegna Possibile prevede il finanziamento della strategia rifiuti zero, per la massima riduzione possibile del residuo non riciclabile e la massimizzazione della percentuale di raccolta differenziata, al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:
  • l’abbandono graduale ma totale dell’incenerimento dei rifiuti;
  • la pianificazione e l’impianto in Sardegna delle filiere di lavorazione dei materiali raccolti;
  • la gestione integrata del rifiuto umido a livello locale
  • il pagamento diretto al cittadino e all’impresa, dei materiali raccolti separatamente
  • la diffusione massima del consumo critico
  • la gestione pianificata dei rifiuti turistici;
  • completamento delle infrastrutture di raccolta comunali e intercomunali”
Su questo sabato ci saremo, come saremo sempre a fianco dei sardi che difendono i propri diritti.
ProgReS Progetu Repùblica – Gentes – Comunidades – Circulu indipendentista Hugo Chàvez
Sa Mesa di Sardegna Possibile

ProgReS trasmette al SAVI le proprie osservazioni sull’inceneritore di Macomer

25 October 2014

Di ProgReS Nùgoro

Con 48 ore di anticipo sul termine di scadenza odierno del 23 Ottobre 2014, ProgReS Progetu Republica Nùgoro ha ufficialmente trasmesso al SAVI della Regione Sardegna le proprie osservazioni circa il progetto di costruzione di un nuovo inceneritore a Macomer.

In un documento di 18 cartelle dattiloscritte (scaricabile nel formato PDF accluso), sono pertanto riassunte le ragioni che – a parere di ProgReS Progètu Republicarendono dannosa e sbagliata sotto ogni punto vista, la scelta di costruire un nuovo inceneritore di dimensioni e capacità doppie rispetto a quello esistente che si avvia ad esaurire il suo ciclo di vita ventennale.

Noi di ProgReS Progetu Republica, consci della specificità, della forma e, soprattutto della sostanza che il passaggio delle osservazioni presso il S.A.V.I. comporta, abbiamo prodotto ogni utile osservazione, con dovizia di dati, indicazioni, riferimenti legislativi e normativi oltreché con le considerazioni tecniche e di carattere amministrativo, socio-sanitario ed economico-politico connesse.

Sul fronte della opinione pubblica e dei singoli cittadini ma, soprattutto, dei cosidetti “portatori di interesse” costituiti da Organizzazioni, Enti pubblici e privati, Movimenti e Partiti politici del territorio, attendiamo di conoscere nei prossimi giorni l’eventuale produzione presso il SAVI di analoghe osservazioni e documenti formali.

Al momento, infatti, per le notizie diffuse, ci risulta che oltre a ProgReS Nùgoro, solo il Comitato “Non bruciamoci il futuro” di Macomer (da sempre capofila contro l’incenerimento e per la scelta di un altro sistema per il trattamento dei rifiuti da considerare come risorsa), il Movimento 5 Stelle di Macomer, un Comitato spontaneo di cittadini macomeresi del Rione Santa Maria, il Comune di Silanus (che ha precedentemente alla osservazioni prodotto anche 2 Ordini del giorno) ed il Comune di Sarule, abbiano prodotto osservazioni in forma ufficiale.

Confidiamo ovviamente nel fatto che, con la scadenza odierna del termine, si venga a conoscenza di numerosi altri soggetti (supponiamo i Medici per l’Ambiente in primis) che abbiano prodotto anch’essi le osservazioni ritenute più valide presso il SAVI Regionale.

Ci riserviamo in tal senso ed una volta avuto il quadro completo e la mappa delle azioni intraprese, di ritornare sull’argomento per aprire, semmai, un ragionamento politico e culturale circa il concetto di cittadinanza attiva e di impegno politico dei singoli, delle associazioni e, soprattutto, dei partiti e movimenti politici e dei loro rappresentanti locali; soprattutto di quelli (partiti e rappresentanti) che – in occasione delle tornate elettorali – fanno il pieno di voti e di preferenze.

Questo perché, se una considerazione può farsi sin d’ora, è certamente quella emersa anche visivamente nella giornata del 3 Ottobre u.s. a Macomer, quando durante la pubblica assemblea di presentazione del progetto da parte dell’ex Consorzio Industriale in liquidazione di Macomer (committente del nuovo inceneritore), il rumore più forte è stato il mero silenzio assordante di tutti coloro (Sindaci, Amministratori, Consiglieri vari ed esponenti e responsabili di Partiti politici, ma anche sindacalisti e rappresentanti di associazioni di categoria) che, invece, avrebbero dovuto pubblicamente esprimersi in quella sede e rendere noto ai cittadini il proprio punto di vista, la propria azione ed il proprio impegno in qualsiasi direzione ritenuta valida.

Un silenzio che, quando protratto per anni, non può che definirsi – giunti a questo punto – come il massimo della volontaria omertà e della colpevole ignavia.

In questo scenario, può accadere (ed’è accaduto infatti) che scelte importantissime che riguardano principalmente un territorio ed i suoi abitanti e che, a caduta, possono interessare aree ed abitanti di altri territori più o meno limitrofi, anziché essere assunte dai cittadini (attraverso i loro rappresentanti eletti e lautamente retribuiti nelle diverse assemblee ed istituzioni), vengano assunte, come nel caso in esame, da un Ente soppresso ed in via di liquidazione quale è da diversi anni il Consorzio Industriale di Macomer; perché, a leggersi gli atti e la cronologia dei fatti, di questo si tratta.

La politica del trattamento dei rifiuti di mezza Sardegna, di fatto viene condizionata e decisa dalla scelta operata dal disciolto Consorzio Industriale di Tossilo nel momento in cui, per garantire la propria sopravvivenza funzionale (ormai limitata alla gestione dell’Inceneritore e del Depuratore fognario di Macomer), si candida ad ottenere un finanziamento di 50 milioni di euro (per ora…), per la costruzione di un nuovo inceneritore da gestire per i prossimi 20 anni almeno. Ed il condizionamento funziona ,posto che con regolare delibera l’opera viene finanziata senza indugi.

Per ProgReS Progètu Republica, a prescindere dagli esiti futuri, questa vicenda rappresenta il perfetto e triste paradigma del rodàto modello secondo il quale in questa Sardegna si riproducono – anche peggiorati – i riti e le commedie dell’Italia peggiore del dopoguerra.

Il normale e possibile ciclo virtuoso attivabile sulla catena Ambiente-Salute-Economia-Produzione-Industria-Lavoro, diventa – in mano agli intermediari “in Sardegna” (la definizione è voluta) dei partiti e degli interessi italiani – il solito ciclo vizioso e triste che abbiamo visto di recente a Taranto e Brindisi, in Sicilia, in Campania, nelle regioni del ex e tuttora ricco Nord sino al nostro martoriato Sulcis con le Euroallumine ed Alcoe di turno.

Facile dunque – per i silenti/assenti degli ultimi anni e dell’assemblea del 3 Ottobre a Macomer, agitare i fantasmi di ordinanza: dichiararsi contriti e preoccupati per il lavoro ad esempio; ed è normale dunque se i lavoratori (nel caso Impiegati, Tecnici ed Operai dell’Inceneritore) si scagliano contro i “pseudo ambientalisti” dei Comitati e gli “allarmisti” che parlano sempre e solo di tumori e malattie; per non parlare degli “Indipendentisti” che, secondo qualcuno, per coerenza, dovrebbero tornare a vivere nei Nuraghi…

Il canovaccio prevede di continuare a scambiare Economia con Assistenzialismo e proroghe ormai bimestrali di Cassa Integrazione, Lavoro con Ambiente e Salute (peggio con malattie), Agricoltura ed Industria con Sussidi ed Indennizzi; il tutto per tenere alto il livello dei “Consumi”; dall’energia ad ogni altro bene o prodotto (nessun genere escluso), purchè importato, preferibilmente via Mar Tirreno ancorchè prodotto in Spagna, in Francia nell’Africa del nord o in Cina. Il viaggio al rovescio delle merci una volta definite “coloniali” insomma.

Chè la Colonia si può ancora mungere e spremere; grazie anche ai Vicerè, ai plenipotenziari ieri Berlusconiani ed oggi Renziani, agli Ascari in servizio permanente, ed infine ultimi fra gli ultimi, ai disperati che pur di lavorare 6 mesi all’anno per poterne riscuotere (forse) altri 6 di disoccupazione, applaudiranno, ancora, fino alla fine; fino al crollo del palcoscenico e dell’intero Teatro; ma gli attori, l’impresario e le principali comparse si saranno messi in salvo. E’ un classico delle commedie e delle tragedie.

Foto gentilmente concessa da Dario Fadda & Claudio Pintus

ProgReS Nùgoro elegge il nuovo coordinamento

23 June 2014

Nei giorni scorsi, ProgReS Progètu Republica Nùgoro – dopo un intenso periodo di attività politica a tutto campo conclusosi col 3° Congresso Nazionale tenuto a Sassari il 4 Maggio u.s. – si è dotato di un nuovo Coordinamento.

A guidare ProgReS Nùgoro è stato scelto  Tore Tedde, Silanese, 56 anni, Funzionario Arst, da sempre coinvolto nel volontariato e l’associazionismo, e con importanti periodi di militanza politica e sindacale nel territorio.

La squadra a supporto del neo-Coordinatore, sarà composta dalla Resp.le Organizzazione Maria Grazia Depalmas (34 anni – Posada), dal Tesoriere  Elias Seddone  (39 anni – Nuoro)  dal Resp.le Formazione Luigi Cocco (38 anni – Nuoro), dalla Resp.le Comunicazione Angela Maria Cuccuru (40 anni – Silanus).

«Faccio parte di ProgReS Progètu Republica sin dalla sua nascita, ed ho accettato con orgoglio e convinzione di assumerne la guida a Nuoro per il prossimo anno – commenta il nuovo Coordinatore Tore Tedde; da molti anni ho maturato la scelta di dedicare il mio impegno politico alla mia terra ed a coloro che come me la abitano;continuerò a farlo come Coordinatore diProgReS Nùgoro a partire dai luoghi in cui vivo, lavoro e mi rapporto agli altri”.

ProgReS Progètu Republica è il Partito indipendentista che – benché di recente costituzione – ha assunto un ruolo di primo piano sulla scena politica sarda (riscuotendo anche l’attenzione da parte degli osservatori politici italiani ed europei) nel corso dell’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale sardo;

Su iniziativa di ProgReS Progetu Republica, si è venuta a creare infatti la Coalizione “Sardegna Possibile” che ha candidato la scrittrice indipendentista Michela Murgia al ruolo di Presidente della Regione.

«La scelta coraggiosa e responsabile di partecipare alle Elezioni sarde, giudicata da alcuni velleitaria, si è rivelata per noi, alla luce dei risultati che hanno visto quasi 80.000 Sardi dare fiducia alla coalizione di Sardegna Possibile,  giusta e doverosa”;

“E tuttavia –  dice Tore Tedde – ProgReS era in campo da tempo, nei territori, nei Comuni (a partire dai più piccoli  ingiustamente considerati marginali o periferici), nei tanti Comitati e con i cittadini sardi che in questi ultimi anni hanno deciso di non delegare più ai politici di professione le scelte che li riguardano direttamente e prendere in mano, di volta in volta e su tutti i temi  l’iniziativa “.

Il Coordinamento, gli attivisti ed i sostenitori di ProgReS Nùgoro, sono presenti – in effetti – da anni; e questo a partire dalle battaglie civiche in corso per la salvaguardia della terra e dell’ambiente oltreché dell’economia (Inceneritore di Tossilo, Centrale a carbone di Ottana, i numerosi Depuratori non funzionanti nei Comuni, i progetti selvaggi di sfruttamento dell’eolico); i problemi sono incessanti ed a tutto campo, come a titolo di esempio-  nei giorni scorsi – quello gravissimo sulle vicende dell’Università di Nuoro.

“La nostra terra vive una condizione a tratti drammatica; prendercene cura ed assumerci la responsabilità di proteggerla, migliorarla, renderla più vivibile, moralmente degna e politicamente giusta per noi e per i nostri figli-conclude Tore Tedde –  non sono parole rituali e di circostanza; è il compito ed il dovere civico, ancor prima che l’impegno politico che ci sentiamo di assumere come ProgReS Nùgoro”.

Il Soccorso in Sardegna e la “campagna boschiva antincendi”

14 June 2014

Di ProgReS Nùgoro

Arriva l’estate e con essa i disastrosi incendi di stagione. La RAS organizzerà come ogni anno la “campagna boschiva antincendi” facendo il miracolo della moltiplicazione dei pani e… dei vigili del fuoco. Come farà fronte alla carenza cronica di personale di questo corpo? Beh facile “precariato”, assunzioni a breve termine, richiami di appena 20 giorni dei cosiddetti “discontinui”. Ben si guarderà dall’utilizzare, riportando a casa, almeno per qualche mese e in missione a costo zero, circa 300 vigili professionisti sardi che sono costretti a stare per diversi anni in Italia, lontano dalle proprie famiglie, obbligati a sobbarcarsi spese di affitti improponibili e a viaggiare, nelle condizioni e ai prezzi che conosciamo bene, per poter vedere crescere i propri figli. La maggior parte dei vigili italiani passano lontano da casa al massimo 2 anni, i vigili sardi invece si rassegnano ad aspettare anche 8 o 9 anni prima di poter superare il Tirreno. Questi vigili chiedono espressamente di poter essere utili alla loro terra ogni volta che c’è bisogno, lo chiedono tutte le estati e lo hanno chiesto per l’alluvione di novembre. Accogliere questa richiesta sarebbe un risparmio enorme per le casse della Sardegna. Ma di questi 300 uomini i politici sardi si ricordano solo quando c’è da rifarsi una verginità, solo dopo che i disastri hanno fatto il loro corso. Sarà che hanno già un lavoro e non sono facilmente plagiabili per tornaconto politico, con che cosa glielo scambi il voto? Forse è proprio tenendoli lontano da casa a lungo che pensano di trasformargli un diritto, quello di tornare alla loro vita, alle loro famiglie, in un debito da saldare.

Tutto ciò nonostante la Sardegna abbia diritto a chiederne il loro rientro definitivo, potenziando l’organico, per le sue caratteristiche di insularità e soprattutto conformazione fisica che non permette alle squadre di soccorso il regolare raggiungimento del posto di intervento nei termini prescritti dalla legge. Spesso le squadre sono costrette a distanze che si coprono in più di 40 o 50 minuti in condizioni atmosferiche buone ma la maggior parte degli interventi sono richiesti proprio quando queste condizioni sono estreme, immaginate i tempi di percorrenza in giornate di forti acquazzoni che stanno diventando la norma nei nostri inverni e che sempre più spesso diventano inondazioni. Un dispiegamento di forze in maniera più capillare è necessario per poter assicurare la dovuta sicurezza a tutti i cittadini sardi, ma questo non si può ottenere in quanti il servizio di soccorso viene considerato alla stregua delle logiche di mercato, il ragionamento è: “se gli interventi sono pochi vuol dire che in quella zona è uno spreco tenere delle squadre di soccorso”. Non importa se quegli interventi hanno contribuito a salvare la vita o la casa o l’azienda di qualcuno, quello che importa sono i conti.

Tutto ciò non basta ancora a farci superare il masochismo di essere dipendenti persino in questo ambito dall’Italia, anzi non essendoci limite al ridicolo ogni anno dallo stivale ci fanno sempre più problemi per avere i Canadair, strumento indispensabile per la lotta agli incendi estivi. Ci chiediamo se, con quanto ha pagato la Sardegna negli scorsi anni per avere la flotta in affitto, non sarebbe stato meglio comprarla e avere una forza aerea sempre a disposizione senza dover elemosinare il diritto a proteggere il nostro ambiente.

La risoluzione di questi problemi potrebbe essere la costituzione di un corpo di soccorso sardo guidato dai vigili del fuoco, 118 e forestale. Come sua prassi ProgReS propone che la nascita di un siffatto corpo avvenga con strumenti democratici che richiedono la collaborazione di dirigenti e operativi del settore che in OST dedicati possano dar vita alla progettazione di questo nuovo organo dedito al soccorso e alla salvaguardia dell’ambiente. Un apparato che non sia dipendente da politiche economiche esterne alla Sardegna, che possa prendere le proprie decisioni in autonomia velocizzando il servizio, che lavori in sinergia tra i vari settori, che possa scegliere autonomamente numero di operatori e sedi distribuite nel territorio e che, magari, permetta ai vigili sardi costretti a un esilio lunghissimo di tornare a casa. Quello di sentirsi protetti e vivere al sicuro è uno dei diritti umani inalienabili che contribuisce alla felicita dell’uomo, che contribuisce alla felicità di un popolo. Per quanto ancora dovremo delegare la nostra felicità e quella dei nostri figli alle decisioni prese lontano da casa nostra, quanto ancora dovremo aspettare per avere nella nostra nazione il diritto alla sicurezza che ci spetta.