Un percorso originale che non possiamo disconoscere.

 

 


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Da tempo affermiamo che la nostra area non deve cadere nell’errore di sottovalutare l’apporto dei moderati i quali, attraverso un percorso di maturazione personale e politica sono approdati o stanno approdando all’indipendentismo e alla presa di coscienza nazionale. 

In un tessuto sociale e culturale come quello del nostro Paese appare onirico pensare di poter realizzare la liberazione nazionale senza l’esistenza di un centrodestra sardo moderato, indipendentista o quantomeno interprete degli interessi nazionali sardi.

In questo senso Unidos e Partito dei Sardi potrebbero giocare un ruolo fondamentale, ognuno sul suo fronte, all’interno della Convergenza Nazionale proposta da Progetu Repùblica. Ma solo per il movimento di Mauro Pili, ad oggi, si può parlare di chiara e continuativa distanza dai poli italiani.

Come per molte altre forze sarde, con Unidos il dialogo è aperto da molti mesi. Riconosciamo a Mauro Pili e ai suoi collaboratori la dedizione agli interessi nazionali della nostra Terra e il coraggio di aver scommesso sull’àmbito sardo in tempi non sospetti, quando sarebbe stato molto più semplice e comodo rimanere all’interno dell’alveo del centrodestra italiano invece che intraprendere una lunga e difficile traversata solitaria del deserto.

Ma non solo. Oltre alla evidente, pluriennale ed esplicita rottura con il centrodestra unionista-autonomista – aspetto per noi dirimente – i punti di contatto su cui ragionare pragmaticamente sono molteplici, soprattutto per quanto riguarda alcuni temi politici e alcune lotte sul territorio tese alla difesa degli interessi nazionali dei sardi, capisaldi storici del nostro Partito e dell’indipendentismo sardo in generale. Ne citeremo solo alcuni.

L’annosa questione sulle servitù militari e la necessità di programmare la chiusura dei poligoni: un obiettivo vitale per il futuro e il benessere economico della Sardegna. Una immediata opera di bonifica e di riconversione dei territori martoriati da decenni di esercitazioni a fuoco vivo.

L’abnorme infrastrutturazione carceraria pianificata dallo Stato per rinchiudere in Sardegna i peggiori criminali delle mafie italiane, con tutti i pericoli di penetrazione criminale ad essi collegati.

La lotta al traffico dei rifiuti pericolosi che incessantemente vengono trasferiti dall’Italia in Sardegna; traffico avvenuto con la connivenza politica di ampi settori della classe dirigente sarda, sul quale ci si aspetterebbe delle indagini ad ampio raggio. 

La questione sui trasporti, interni ed esterni, la situazione scandalosa della continuità territoriale aerea e marittima per la quale la RAS devolve decine di milioni di euro che arricchiscono una compagnia monopolista in cambio di un servizio scadente e inadeguato. Una vera ingiustizia a discapito del diritto alla mobilità dei sardi. 

La salvaguardia e la difesa dei siti archeologici. La valorizzazione del nostro immenso patrimonio archeologico e culturale.

Il far west sardo sulle speculazioni energetiche e le truffe ad esso correlate, le rapine a danno dei cittadini sardi nel territorio con progetti calati dall’alto, il famigerato fenomeno del “land grabbing”. 

L’impegno per risolvere la situazione di stallo nella gestione dell’acqua potabile e più in generale dei bacini idrici.

Questi sono alcuni dei campi di “battaglia” che hanno visto l’incontro tra gli attivisti di Progetu Repùblica e quelli di Unidos. Momenti di incontro fattuali che, al di là delle differenze politiche tra le due forze, ci hanno trovati uniti sulla strada della difesa dei diritti del popolo sardo e gli interessi del nostro Paese.

Fatte queste sostanziali premesse politiche e di visione strategica, Unidos si configura come un interlocutore valido nella costruzione di una Convergenza ampia che si proietti oltre la contingenza elettorale e si affermi nel medio termine come l’unico spazio politico in grado di interpretare e trasformare la disaffezione e la protesta popolare in una proposta di governo nazionale concreto e applicabile.

Una Convergenza Nazionale come occasione storica per le forze sarde di colmare in maniera progettuale e credibile il vuoto politico sardo al quale non è in grado di sopperire neanche il Movimento 5 Stelle, che peraltro condivide questa difficoltà con tutti gli altri partiti italiani, ontologicamente incapaci di fornire soluzioni utili alla nazione sarda.

 

 

 

 

 

 

 


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