di Segreteria Nazionale di ProgReS – Progetu Repùblica

Il 12 marzo 1930 Gandhi diede avvio a quella che passò alla storia come “Marcia del Sale”: migliaia di indiani attraversarono la loro terra a piedi per protestare contro la tassa sul sale imposta dal governo britannico. Una marcia che durò ventiquattro giorni con l’obbiettivo simbolico di prendere un pugno di sale, rivendicando il diritto degli indiani di decidere sull’utilizzo delle proprie risorse.

Noi di ProgReS, il 17 marzo 2013, abbiamo simbolicamente dato avvio ad una marcia contro una tassa che rischieremo di pagare in maniera ben più salata, sulla nostra terra, sulla nostra vita, sul futuro dei nostri figli.

Una tassa che vuole essere imposta ai cittadini di Arborea, ma che rischiano di pagare tutti i sardi, perché sottrarsi alla difesa della terra di Arborea e permettere alla Saras di inserire nel suo territorio un pozzo per l’estrazione di idrocarburi vuol dire perdere definitivamente la possibilità di scegliere quale futuro costruire per la nostra terra.

Anche noi ci mobiliteremo come un solo popolo e il 20 aprile, dopo ventisei giorni dal suo inizio, saremo di nuovo ad Arborea, ognuno con un pugno di terra, della propria terra, che consegneremo simbolicamente ad Eleonora per rivendicare il diritto di decidere non solo delle nostre risorse ma della nostra vita e del nostro futuro.

E come la Marcia del Sale rappresentò una protesta pacifica attirando l’attenzione mondiale sul percorso di autodeterminazione del popolo indiano, anche noi chiameremo a raccolta i mass media per far testimoniare che c’è ancora un popolo che vuole spezzare il monopolio delle sue risorse, delle decisioni sulla sua vita e salute. Un popolo che vuole rivolgersi al passato per riscrivere il proprio futuro, dicendo NO al progetto Eleonora per dire SÌ ad Eleonora.

Faremo arrivare questo messaggio alla Saras a Milano partendo da Arborea, passando per il mondo.

Lo faremo tutti uniti come un solo popolo, chiamando a raccolta le sarde e i sardi che hanno a cuore questa battaglia, lo faremo perché è nostro dovere farlo, lo faremo perché questa terra è la nostra terra, perché difenderla nel presente vuol dire liberarla per il futuro.

Cumentos

cumentos