L’Unione Sarda 13/10/2011

Arborea. L’allarme del gruppo consiliare in Provincia per il pozzo che sorgerà vicino al camping S’ena arrubia, caccia al petrolio

Caccia al petrolio nella bonifica ma subito si alza il fronte del no. Progetu Repùblica Aristanis esprime «perplessità e preoccupazione per l’operazione denominata “Eleonora”», che vede impegnata la Saras in un lavoro di ricerca di gas e idrocarburi nell’oristanese. Un programma, dice il gruppo politico presente in Provincia, di cui non si sa nulla. e inoltre «assenza di condivisione nei confronti dei cittadini in merito al progetto, al relativo impatto ambientale, ai possibili rischi e alle eventuali ricadute positive sul territorio».

Sulla base della concessione ottenuta dalla Regione, «la Saras è decisa a effettuare trivellazioni su un’area di circa 4,5 mila ettari all’interno dell’Oristanese, con la realizzazione di un pozzo ad Arborea, non molto distante dal Sito di interesse comunitario (e Zps) di S’Ena Arrubia, area ambientale protetta per la nidificazione dei fenicotteri», scrivono Sebastian Madau (consigliere provinciale) e Matteo Pische (responsabile politico). «Nel raggio di appena un chilometro si incontrano il campeggio comunale, la marina di Arborea, diverse case coloniche e, adiacenti al futuro pozzo, i campi destinati all’agricoltura e all’allevamento, fonte primaria dell’economia arborense».

Secondo i firmatari «non è da sottovalutare la ricaduta che tale operazione avrebbe sull’economia locale – continua la nota – ignorando quali ritorni economici ne possano derivare in termini di royalties a favore della Regione, considerando che la Saras non paga interamente neppure le imposte in Sardegna pur realizzando gran parte parte del suo business di trasformazione degli idrocarburi nella nostra terra». Il gruppo consiliare di Progetu Repùblica, rappresentato dall’esponente politico Sebastian Madau, presenterà un’interrogazione urgente in Provincia «affinché la questione venga affrontata in Consiglio provinciale.

La Nuova Sardegna 13/10/2011

Adesso la caccia all’oro nero si concentra nell’Oristanese Il fronte antipetrolio protesta

Spariti due progetti off shore, solo nell’area centro-occidentale i programmi di ricerca autorizzati a terra e a mare dal ministero

ORISTANO. Sarà l’Oristanese l’Eldorado dei petrolieri che vanno alla ricerca di nuovi giacimenti? A guardare la Carta dei titoli pubblicata dal ministero dello Sviluppo economico sembrerebbe proprio di sì. In Sardegna le uniche zone dove sono stati autorizzati programmi di ricerca si trovano in provincia di Oristano. Sono invece spariti altri due progetti off shore.
Uno riguardava il mare dell’Oristanese, l’altro il golfo di Cagliari. La mappa dei titoli, allegata al Bollettino ufficiale degli idrocarburi, è aggiornata al mese di giugno di quest’anno. Fornisce quindi il quadro più completo possibile sulla situazione delle ricerche in Italia e sulle relative autorizzazioni.
In Sardegna i due campi possibili sono nell’Oristanese: quello in mare della Puma petroleum srl, e quello a terra della Saras (progetto Eleonora), che ora punta a realizzare un pozzo esplorativo vicino a Arborea.

Il secondo progetto della Saras, denominato Eleonora mare, che avrebbe dovuto interessare un’area proprio a ridosso del golfo di Oristano, è stato accantonato. Dopo una prima fase cosiddetta «di prospezione», la Saras aveva pensato al passo successivo e aveva presentato un’istanza di permesso di ricerca, sia per il golfo di Oristano che per quello di Cagliari. Istanze che, nello scorso mese di giugno, sono state entrambe rigettate. La normativa attuale prevede infatti «il divieto di attività di ricerca, di prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni».
Anche se, secondo il deputato oristanese Caterina Pes, un disegno di legge in discussione al Senato, se approvato, «semplificherebbe l’iter autorizzativo, escludendo qualsiasi valutazione di carattere ambientale». Occhi e orecchie ben tesi, dunque.

Nel 2010 in Italia sono stati estratti 5 milioni di tonnellate di petrolio (700 mila a mare) che rappresentano meno del 7 per cento dei consumi totali nazionali di greggio. In Italia al 31 maggio 2011 sono stati rilasciati 117 permessi in mare per 11.689 chilometri quadrati. Contro la caccia all’oro nero in Sardegna si schiera Progetu Repùblica Aristanis che in una nota esprime «perplessità e preoccupazione» a causa della mancanza di informazioni «e all’assenza di condivisione nei confronti dei cittadini in merito al progetto, al relativo impatto ambientale, ai possibili rischi ed alle eventuali ricadute positive sul territorio». Il pozzo dovrebbe essere realizzato in una zona non molto distante dal Sito di interesse comunitario di S’Ena Arrubia. «Ribattezzando il suo progetto “Eleonora”, l’azienda dei Moratti tenta di dare un volto identitario e bonario a un’operazione che, allo stato attuale, appare poco trasparente nei metodi utilizzati e che lascia aperti molti interrogativi, primo fra tutti le ripercussioni su sicurezza e salute».

ROBERTO PETRETTO

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