Territorio e Ambiente

Questa terra non è la nostra

25 March 2017

di Gianluca Collu
Segretàriu de ProgReS – Progetu Repùblica

Sta facendo discutere e indignare l’ultimo “schiaffo” del Governo italiano ai danni della Sardegna in merito al via libera del ministero dell’ambiente al progetto targato Flumini Mannu Ltd. – società con sede a Londra – per un impianto di produzione di energia solare.

Ciò che ormai da troppi anni sta avvenendo in Sardegna più che un assalto alle nostre risorse ha i contorni di un vero e proprio assedio su cui i cittadini sardi hanno ben poche possibilità di porre un freno e l’attuale classe dirigente unionista–autonomista è assolutamente priva della volontà politica per opporsi alle prevaricazioni e imporre indirizzi e usi delle terre diversi, soprattutto quando un progetto di land grabbing come questo ha il via libera dallo Stato italiano.

Oggi i sardi non possono decidere il futuro dei propri territori, non possono partecipare alle scelte che riguardano i propri beni collettivi, non possono autodeterminare il proprio sviluppo economico, non possono difendere i propri interessi. Purtroppo la realtà ci dice una cosa tragicamente molto semplice: Questa terra non è la nostra.

Continua a leggere: Questa terra non è la nostra

No all’inceneritore di Tossilo

26 October 2016

Quello che sta avvenendo attorno al revamping (ampliamento) dell’inceneritore di Tossilo ha dell’incredibile; Da una parte ci sono i comitati territoriali, l’unione dei comuni le associazioni civiche e i cittadini sardi che negli ultimi anni si oppongono a un progetto obsoleto, dannoso e inutile, di ampliamento dell’ impianto di incenerimento dei rifiuti di Macomer: un No ragionato e propositivo, conforme alle stesse disposizioni assunte dalla RAS con il Piano regionale di gestione dei rifiuti, al punto che anche il Tribunale Amministrativo Regionale boccia il progetto come incompatibile, sostenendo nella sentenza non solo che l’ampliamento dell’impianto contraddice le stesse decisioni assunte dalla regione in fase di programmazione, ma viola anche i principi in fatto di gestione dei rifiuti fissati dall’Unione Europeac.

Dall’altra parte c’è solo il presidente Pigliaru e la sua Giunta che con un atto sconsiderato e arrogante, con l’espressione più bieca del potere sordo e insensibile alle legittime rivendicazioni e istanze delle popolazioni locali e di tutti i sardi che vogliono vivere in una terra sana e pulita, ha impugnato la sentenza del TAR Sardegna rivolgendosi alla IV sezione del Consiglio di Stato, che di fatto ha ribaltato il volere del TAR dando via libera alla ripresa dei lavori nel cantiere di Tossilo, motivando tale pronunciamento con “l’assenza di problemi rilevanti per la salute pubblica”.

La giunta Pigliaru ha chiarito, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quali interessi è intenta a difendere, ovvero, gli interessi privati e le promesse elettorali/clientelari rispetto al bene e all’interesse comune dei Sardi. Anche per questo sabato 29 ottobre parteciperemo alla manifestazione a Tossilo.

Ci saremo e invitiamo i cittadini a partecipare numerosi portando davanti ai cancelli dell’inceneritore le uniche bandiere che rappresentano il Popolo sardo e la nostra Nazione: i quattro mori e l’albero eradicato. Ci saremo perché crediamo nella strategia rifiuti zero per il futuro per la nostra terra, con la massima riduzione possibile del residuo non riciclabile e la massimizzazione della percentuale di raccolta differenziata, al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • l’abbandono graduale ma totale dell’incenerimento dei rifiuti;
  • la pianificazione e l’impianto in Sardegna delle filiere di lavorazione dei materiali raccolti;
  • la gestione integrata del rifiuto umido a livello locale
  • il pagamento diretto al cittadino e all’impresa, dei materiali raccolti separatamente
  • la diffusione massima del consumo critico
  • la gestione pianificata dei rifiuti turistici;
  • completamento delle infrastrutture di raccolta comunali e intercomunali”

Ci saremo perché crediamo in una Sardegna migliore, più giusta e più prospera.

Acqua, bene inalienabile e comune

4 June 2016

Di Daniela Concas
Attivista di Progetu Repùblica de Sardigna e Candidata Consigliera alle comunali di Cagliari 2016

Reti colabrodo, ammodernamenti mancati, disservizi, bollette pazze e ritardi con morosità esagerate: tutto questo non impedisce all’ente sardo per la gestione delle acque, Abbanoa, di chiedere l’ennesimo sforzo – mostrandolo come dovutu – ai sardi.

Proprio in questi giorni viene recapitato ai cittadini un conguaglio retroattivo, ovvero il pagamento, dell’ammontare di 151 euro pagabili in 8 rate fino al 2019 (o in soluzione unica entro giugno 2016) di costi sostenuti in passato, riferiti a consumi del 2012 per coprire costi gestionali relativi agli anni 2005/2011.

Secondo Abbanoa trattasi di cifre che vanno a tamponare tariffe richieste in passato troppo basse e, a suo dire, incapaci di consentire la copertura di costi di gestione, caricando ulteriormente i sardi di un onere inatteso e ingiustificato.

Abbanoa promette che questo ulteriore sacrificio verrà investito in qualità del servizio, giustificato come assente proprio per una mancata resa in denaro dagli utenti, etichettandolo perciò come squilibrio tra importi chiesti inadeguati e costi di gestione esosi.

Gestione che negli ultimi dieci anni ha quasi raddoppiato i costi delle bollette: +81%, un aumento considerevole che non ha migliorato in alcun modo la rete, tanto che il 54% dell’acqua immessa viene dispersa.

La bilancia pende naturalmente sempre a sfavore dell’utente, che oramai tra bollette mancate, in ritardo, morose o eccessive, nel tempo ha perso completamente la bussola.

Continua a leggere: Acqua, bene inalienabile e comune

Un sì contro le trivelle

7 April 2016

Le fresche dimissioni della Ministra dello Sviluppo Economico del Governo Italiano mettono a nudo – se mai ce ne fosse ancora bisogno – l’enorme commistione tra la politica italiana e le lobby petrolifere ed energetiche che, ormai a tutti i livelli, sembrano dettare legge nelle scelte di sviluppo energetico.

Così come il governo Italiano non può esimersi dal fare affari con chi grazie al petrolio finanzia le proprie campagne elettorali, anche nella nostra isola abbiamo dovuto subire per anni il triste spettacolo di amministratori e governanti pronti a chinarsi davanti alle richieste dei Moratti o Rovelli di turno.

All’interno di questo deprimente contesto, il 17 aprile anche i cittadini sardi saranno chiamati ad esprimersi in merito al Referendum sulle trivellazioni off shore richiesto da nove consigli regionali – compreso quello sardo – sulla durata delle concessioni di coltivazione petrolifera all’interno della fascia delle 12 miglia marine.

Continua a leggere: Un sì contro le trivelle

TARI: Decidiamo noi a Cagliari

14 January 2016

Progetu Repùblica de Sardigna assieme alle associazioni che compongono la coalizione Cagliari Città Capitale presentano il progetto di modifica del sistema di raccolta dei rifiuti. Il coordinatore politico di ProgReS Casteddu, Fabio Usala Friargiu, sarà tra i relatori che introdurranno il progetto. Invitiamo i cittadini di Cagliari e area vasta alla massima partecipazione per quello che è uno dei temi strategici del nostro territorio.

__

TARI: DECIDIAMO NOI A CAGLIARI
Sabato 16 Gennaio alle ore 18:00
Via Montevecchio 29 – Casteddu

La coalizione Cagliari Città Capitale presenta il proprio progetto di modifica del sistema di raccolta dei rifiuti.

Coordina: Piero Loi – SardiniaPost

Introducono:
Riccardo Schirò – Cagliari Città Capitale
Fabio Usala Friargiu – ProgReS Progetu Repùblica Casteddu

Intervengono:
Vincenzo Migaleddu – ISDE Sardegna
Fabio Atzeni – Cagliari Città Capitale
Claudio Marciano – Ass.re Sostenibilità Urbana di Formia

Conclude: Enrico Lobina – Candidato Sindaco

*Parteciperanno associazioni ed organizzazioni attive nel settore.

Evento Facebook

Gestione integrata dei rifiuti: dopo Capoterra anche Uta dice no alla discarica al Cacip

7 January 2016

di Fabio Usala Friargiu
(Resp. Politico ProgReS Casteddu – Lab. Polìticas energèticas)

Nel 2008 la Regione Autonoma della Sardegna, approvando il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani, mise nero su bianco alcuni punti operativi ambiziosi: 65% di raccolta differenziata, un ecocentro per ogni comune, piani di comunicazione per sensibilizzare la riduzione dei rifiuti, passaggio da tassa a tariffa.

Pareva si potesse avviare una fase interessante di sviluppo della gestione integrata dei rifiuti. Purtroppo tutto si è fermato alle teorie. Nella pratica la raccolta differenziata è cresciuta tantissimo ma si è fermata al 50,9% ed è frutto integrale del lavoro non retribuito dei cittadini, gli ecocentri sono solo 168, il passaggio da tassa a tariffa non si è concretizzato nella pratica e il motto “chi inquina paga” non è operativo: se il mio vicino differenzia meno di me e conferisce tutto nel secco indifferenziato, la parte dei rifiuti per cui i comuni pagano di più per smaltire, non viene penalizzato.

Continua a leggere: Gestione integrata dei rifiuti: dopo Capoterra anche Uta dice no alla discarica al Cacip

Poligoni: Non bastano gli indennizzi, sì a dismissioni e bonifiche

9 October 2015

Ci siamo, è iniziata in Sardegna la più imponente esercitazione Nato dopo la guerra fredda.

La “Trident Juncture”, questo il suo nome, bombarderà la nostra isola con una intensità di fuoco vivo (con vero munizionamento di guerra) mai visto prima. Le responsabilità dirette del presidente Pigliaru e dell’attuale esecutivo di governo su questa sciagura le abbiamo più volte espresse, denunciando le menzogne e gli accordi sottobanco di Pigliaru col Ministero della difesa italiana.

Le istituzioni locali, i cittadini dei territori sotto occupazione militare e i sardi tutti come intendono reagire a questo disastro annunciato?

“Questa volta vogliamo risposte concrete, altrimenti occuperemo Capo Frasca”

Al primo colpo questa recente affermazione dei pescatori oristanesi potrebbe sembrare una decisa presa di posizione contro le servitù militari. Si potrebbe pensare che finalmente gli operatori del settore e la politica hanno preso piena coscienza del problema legato al poligono di Capo Frasca. Purtroppo, invece, si tratta dell’ennesima richiesta di indennizzi per il comparto della pesca, questa volta oristanese.

Continua a leggere: Poligoni: Non bastano gli indennizzi, sì a dismissioni e bonifiche