Oggi si è consumato l’ultimo tradimento a danno dei cittadini sardi, un tradimento che costerà molto caro allo sviluppo e alle speranze di ripresa della nostra isola. Incredibilmente il consiglio regionale ha bocciato l’agenzia sarda delle entrate ed ha invece autorizzato la giunta a contrarre ulteriori 700 Milioni di Euro di Debiti e lo ha fatto nella maniera più subdola: a scrutinio segreto.

Spesso ci siamo trovati a criticare aspramente gli innumerevoli schiaffi che implacabilmente subiamo dal governo italiano ma quando lo subisci dal consiglio regionale sardo, dall’organo politico che dovrebbe difendere gli interessi del proprio popolo che lo ha eletto, ecco, allora lo “schiaffo” è un tradimento che brucia molto più forte. Una scelta questa che, guardando i numeri del pavido voto segreto, è quasi plebiscitaria: 48 contrari e solo 8 favorevoli.

Nulla di nuovo, direte voi? Il solito servilismo e dipendentismo della nostra classe dominante che piuttosto che far valere i diritti, difendendo gli interessi dei sardi contro lo stato italiano, preferisce caricare sulle spalle dei sardi e delle generazioni future ulteriori debiti che loro – i consiglieri regionali e i loro clientes e portaborse – mai pagheranno.

Eppure una novità c’è. Una parte dell’attuale maggioranza, ovvero le cosiddetti sovranisti-autonomisti, per mascherare la svendita dei propri ideali in cambio di qualche comoda poltrona in consiglio regionale o con il francamente umiliante ruolo di portaborse in qualche assessorato, comunque lautamente retribuito, avevano portato a giustificazione di tale tradimento proprio i grandi risultati che avrebbero portato a casa e tra i primi proprio quello dell’istituzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate “la Madre di tutte le battaglie“.

A tal proposito giova ricordare che da ormai quasi 3 anni giace abbandonata in qualche cassetto del consiglio regionale una legge di iniziativa popolare, firmata da quasi trentamila sardi alla cui raccolta ProgReS Progetu Repùblica contribuì in maniera decisiva, che aspetterebbe solo di essere approvata e messa subito in pratica.

L’Agenzia Sarda delle Entrate permetterebbe di riscuotere e trattenere in Sardegna tutte le imposte che in maniera illegale lo Stato italiano sottrae alla Sardegna, per un valore certamente più alto di 1 Miliardo di Euro all’anno (secondo alcune stime circa 1,3 Miliardi di euro), ovvero la famosa “Vertenza Entrate”.

Invece, questa giunta e questa maggioranza unionista-dipendentista, al posto di risolvere alla radice il problema istituendo appunto l’Agenzia Sarda delle Entrate e facendo valere i diritti dei sardi, preferiscono accettare accordi capestro che riconoscono alla Sardegna solo una minima parte della somma dovuta (circa 300 milioni di euro, per altro già tutti impegnati per coprire debiti precedenti) e contrarre ulteriori debiti che incideranno sul futuro dei sardi.

Ora, se chi si professa indipendentista ed ha sempre difeso e portato avanti una battaglia sacrosanta come quella sulle Entrate, se avessero un minimo di coerenza e dignità, si dimetterebbero seduta stante dal consiglio regionale e dalla giunta, riconoscendo la propria totale incompatibilità con la giunta di maggioranza ed il proprio fallimento politico. Ma, purtroppo, temiamo che costoro si siano già abituati al modo italiano di fare politica, ovvero di andare dove tira il vento, curarsi le proprie clientele dai posti di governo e sottogoverno, ed andare in banca tutti i mesi a ritirarsi lo stipendio in attesa di uno strategico “salto della quaglia” quando il vento avrà definitivamente cambiato verso.

Così, nel mentre che i consiglieri e portaborse sovranisti-autonomisti fanno lo stato e magari più prosaicamente si mettono da parte qualcosa per i periodi difficili, i diritti ed i soldi dei sardi che ogni giorno vengono rubati dallo stato italiano possono ancora aspettare (magari iniziando domani, nel mentre che le famiglie e le imprese sarde continuano a fallire, ad emigrare e a impoverirsi).

Ci chiediamo quali interessi, quale futuro, difenda il Consiglio regionale sardo? Quale è il ruolo degli indipendentisti al governo?

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