A fine gennaio i mass media sardi hanno dato risalto alla notizia secondo cui a partire da quest’anno sarebbe stato possibile scegliere l’insegnamento opzionale della lingua sarda nei moduli per le pre-iscrizioni alla scuola primaria. Ciò a seguito di un accordo fra l’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale (organo decentrato del ministero).

In realtà la scelta dell’insegnamento della lingua sarda per i propri figli, un diritto esercitabile da ben quattordici anni in base a quanto stabilito dalla legge 482/99, è stato sistematicamente negato alle famiglie sarde. Solamente nel gennaio di quest’anno c’è stata una sollecitazione dell’Assessorato perché la legge fosse finalmente rispettata, a cui è seguita una circolare dell’USR.

Purtroppo anche quest’anno il diritto di scelta dell’insegnamento della lingua sarda è stato negato alla stragrande maggioranza delle famiglie sarde in quanto numerosi istituti scolastici non hanno inserito questa opzione nei moduli per le pre-iscrizioni. Tutta la pantomima di inizio gennaio si è risolta dunque in pura e semplice propaganda per l’Ufficio Scolastico Regionale e per l’Assessore Sergio Milia, dipinti dai media come difensori della lingua sarda, ma in realtà totalmente assenti dal creare le condizioni per diffondere capillarmente l’insegnamento della lingua sarda in tutte le scuole.

In questi due mesi invece, A Manca pro s’Indipendentzia e ProgReS Progetu Repùblica si sono impegnati per distribuire e diffondere tra i genitori una petizione da consegnare al proprio dirigente scolastico per richiedere l’insegnamento del sardo per i propri figli, potendo constatare come la maggior parte di essi non sia mai stata messa al corrente di avere questo diritto, denunciando il mancato rispetto del diritto dei ragazzi sardi di ricevere un’istruzione nella propria lingua e la palese violazione della legge.
Dal confronto con diversi dirigenti scolastici sono emerse alcune incongruenze al limite del paradosso: alcuni di essi sostengono infatti di non aver mai ricevuto dall’USR la circolare in questione a firma del direttore Enrico Tocco.

Per questi motivi domani, giovedì 28 marzo alle ore 11, saremo di fronte all’Ufficio Scolastico Regionale per richiedere dei chiarimenti in merito al tema dell’insegnamento della lingua sarda, chiedendo pubblicamente al direttore dell’USR Enrico Tocco di assumersi le proprie responsabilità. Vogliamo sapere dall’USR quante scuole abbiano inserito l’opzione per l’insegnamento del sardo nei moduli: basandoci sul gran numero di scuole che abbiamo visitato in tutta la Sardegna, i dati in nostro possesso indicano una percentuale molto bassa di scuole che hanno inserito l’opzione.

Siamo convinti che tutti i ragazzi sardi abbiano il diritto di studiare la lingua sarda e di usarla per studiare le altre materie, e perciò crediamo che il suo insegnamento debba essere obbligatorio in tutte le scuole della Sardegna – a fianco alle lingue alloglotte nei territori interessati – e questa sarà la battaglia che porteremo avanti per il futuro della Scuola in Sardegna. Chiediamo da subito il rispetto della legge 482/99, che solo in una terra privata della sua cultura e sradicata dalla propria identità può rimanere inapplicata per ben quattordici anni nel più totale silenzio delle istituzioni.

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