di Gianluca Collu Cecchini
Segretario Nazionale di ProgReS Progetu Repùblica

Quando il 2 Agosto 2013 alle Dies de Festa di ProgReS a Nuoro, assieme alla nostra candidata Presidente Michela Murgia, lanciammo a tutti i sardi la sfida di una Sardegna Possibile, in molti etichettarono la proposta come velleitaria. Quando, nei lunghi mesi di campagna elettorale, costruivamo con i processi partecipativi e con la partecipazione di migliaia di sardi un programma di governo di reale trasformazione della nostra terra, diversi – alcuni poi finiti a fare da stampella al PD e dunque complici dei disastri del governo Pigliaru – ci accusarono di settarismo. Quando, all’indomani delle elezioni e del fatto che una legge indegna quanto antidemocratica ci lasciò senza rappresentanza nelle istituzioni regionali, in tanti consideravano chiuso l’esperimento politico. Eppure, il progetto di Sardegna Possibile, seppure in sordina e sottotraccia, è andato avanti.

Dopo il clamore mediatico della campagna elettorale forse qualcuno è rimasto deluso o amareggiato dall’apparente silenzio della nostra comunità politica. Ma il lavoro di questi mesi, certamente meno visibile rispetto al passato, è stato forse più importante e decisivo rispetto all’enorme sforzo della campagna elettorale.

Sardegna Possibile, è bene ricordarlo, non è nata per affrontare una competizione elettorale o per eleggere qualche consigliere regionale. Sardegna Possibile è nata per garantire un’alternativa di governo coerente e credibile allo sfascio generato negli ultimi 60 anni di governo unionista-autonomista in Sardegna. Sardegna Possibile è nata per mettere insieme e far collaborare i soggetti politici indipendentisti con le parti sane, più avanzate, della società sarda e con le forze civiche che vogliono uscire dal sistema della dipendenza in un percorso di autodeterminazione nazionale.

Per questo il lavoro di questi mesi de Sa Mesa, ovvero il tavolo di lavoro che coordina la nostra comunità politica, è stato fondamentale per strutturare meglio tutte le forze che compongono la nostra comunità e per dotarci degli strumenti decisionali più adeguati. Un passaggio indispensabile per poterci finalmente aprire a tutte quelle forze indipendentiste e civiche che vogliono collaborare alla costruzione di questo percorso comune. È grazie a questo cammino di responsabilità delle componenti di SP, se oggi la nostra comunità politica è ancora più aperta ed inclusiva.

Per questo accogliamo con soddisfazione la richiesta di adesione del Fronte Indipendentista Unidu a Sardegna Possibile. Nel comunicato che ha accompagnato la richiesta dell’Assemblea Nazionale degli Attivisti del Fronte riconosciamo le stesse motivazioni e istanze di un anno e mezzo fa che ci spinsero a intraprendere questo percorso.

Siamo certi che anche altre forze civiche ed indipendentiste potranno aderire in futuro per costruire insieme una concreta alternativa di governo per le nostre comunità e per la Sardegna. Certo, le difficoltà non mancheranno, la realtà politica sarda su cui ci proponiamo di intervenire è in parte assuefatta a delle dinamiche clientelari e assistenzialiste, ma se sapremo ragionare e lavorare in modo tale da permettere a tutti di veder rispettata la propria identità e visione politica, soprattutto con la volontà di porre al centro gli obiettivi concreti e progettuali, allora potremo veramente costruire insieme un progetto di governo, cambiamento e autodeterminazione per la nostra Nazione.

In fondo Sardegna Possibile è proprio questo.

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