Di coordinamento ProgReS Aristanis

ProgReS Progetu Repùblica annuncia un’interrogazione urgente in Consiglio Provinciale in merito al caso della “San Quirico Solar Power”, una Srl italiana che con appena diecimila euro di capitale sociale vorrebbe costruire un impianto solare ibrido termodinamico da 11 megawatt, occupando 55 ettari di ottimo terreno agricolo. Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte a un cosiddetto progetto “top down”, calato dall’alto senza la minima condivisione con i cittadini residenti nell’area interessata, in forte stato di avanzamento e sostenuto a Oristano dalla giunta Tendas.

La Sardegna oggi è assediata dagli speculatori energetici: petrolio, gas, eolico, solare, biomasse, geotermico. Porre un freno al far west in atto è molto difficile se la Regione Autonoma della Sardegna (di seguito RAS) in primis non pone un freno. Per questo è fondamentale una moratoria immediata, uno stop a tutti i progetti in atto, considerando che impianti di dimensioni così consistenti necessitano di essere integrati da strategie e politiche energetiche concordate con tutti gli attori istituzionali. Si realizzi un Piano Energetico nazionale sardo che individui le priorità di approvvigionamento.

Il territorio oristanese necessità di ben altre strategie per lo sviluppo. Il compito della politica non può certamente essere quello di avallare gli interessi di società il cui unico fine è arricchirsi sulla pelle dei cittadini sardi, compromettendo irrimediabilmente il nostro territorio e mettendo seriamente a rischio le 28 buste paga attualmente distribuite dalle attività esistenti nell’area in cui dovrebbe sorgere l’impianto. Il sindaco Tendas non dimentichi che a esprimerlo non è stata una società a responsabilità limitata di Bolzano, ma gli oristanesi.

ProgReS, attraverso il suo consigliere Sebastian Madau, chiederà al Presidente De Seneen se tale intervento rientra nelle linee di programmazione territoriale stabilite dai documenti di programmazione provinciale e se si sono svolte le valutazioni del caso assieme alla RAS, al comune di Oristano ed ai comuni ricadenti nell’area vasta del capoluogo, per valutare attentamente potenziali rischi e benefici.

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