Il ricordo de Sa Batalla di Sanluri quest’anno nasce all’insegna della disorganizzazione ed è il risultato di screzi politici e, volendo esser più precisi o in verità realisti, è comunque una disfatta per i sanluresi e per tutto Popolo sardo.

La conseguenza di questa situazione è che il 30 giugno, data cruciale nella storia della Sardegna e del Popolo sardo, non verrà ricordato adeguatamente: purtroppo non è una novità che date importanti della nostra storia vengano sottovalutate e folklorizzate dalla “classe politica” autonimista, così come non è nuovo che vengano ignorati i veri interessi della nostra Nazione.

Dal 30 giugno 1409, data de Sa Batalla, i sardi hanno perso il diritto di autodeterminare il proprio destino; nazioni straniere, in seguito, hanno amministrato e amministrano la nostra terra, le nostre risorse ed il nostro Popolo facendo i loro interessi: la nostra gente ed i suoi bisogni non vengono minimamente considerati.

Da allora ad oggi, è passato tempo, ma il potere di costruire il futuro della Sardegna che in quell’occasione fu perso non è mai stato riconquistato dai sardi.

In Sa Batalla si scontrarono il regno di Sardegna e l’esercito aragonese, contro il giudicato d’Arborea difeso da sardi e l’esercito giudicale, ormai decimato dalla malaria, dovette ricorrere ai volontari che giunsero numerosi da tutte le parti dell’isola.

L’esito in armi di tale scontro comportò la fine del giudicato di Arborea, ultimo vero governo indipendente sardo: il 30 giugno per questo è una data talmente rilevante da essere una delle più importanti nella nostra storia.

Purtroppo in una Nazione senza Stato come la nostra, per ovvi motivi di sudditanza, il giorno della commemorazione di questi fatti non risulta “festivo” e possiamo perciò capire la difficoltà di organizzare le manifestazioni in loro ricordo nella data precisa del 30 giugno.

Siamo consci del fatto che la comunità di Sanluri abbia l’onere e l’onore di avere in carico l’organizzazione delle manifestazioni in ricordo de Sa batalla ma siamo coscienti che la storia e, con essa, la memoria della gente non vada celebrata ad anni alterni così come le amministrazioni sanluresi hanno fatto finora. Infatti negli anni in cui non veniva fatta la rievocazione storica coi figuranti l’amministrazione si è sempre dimenticata de Sa Batalla.

In quest’anno, il 2015, anche la rievocazione storica degli eventi di Sanluri è diventata un gioco che niente ha a che fare con la dignità della storia: l’amministrazione uscente (che poi è la stessa entrante…) si è scordata di organizzare per tempo la rievocazione con la scusa, che rasenta il ridicolo, delle recenti elezioni amministrative: la classe dirigente sanlurese pare fosse troppo impegnata nella preparazione delle elezioni e, vista la presenza in una lista rivale dell’ex presidente della pro loco, pare che la scelta di appaltare l’organizzazione dell’evento sia stata evidentemente fortemente condizionata.

Le scusanti del risparmio e delle regolarità burocratiche risultano quanto meno dubbie: risparmiare è sempre una buona pratica, specialmente in periodi di crisi come questi, ma volendo anche credere alla versione del sindaco rimane sconcertante l’approsimazione sulla tempistica organizzativa: perchè non si è stati in grado di adempiere a tutto l’iter in maniera tale da poter ricordare Sa Batalla in prossimità del 30 giungno?

Indicendo un appalto a maggio non si poteva pretendere di avere il tempo per organizzare una manifestazione tanto importante e questo ha fatto slittare la rievocazione storica al 24 luglio, praticamente un mese dopo l’anniversario.

Non si è mai visto da nessun’altra parte scordare e posticipare date così importanti per incapacità amministrativa e questo è purtroppo il segno della pochezza politica delle amministrazioni dei partiti italiani in Sardegna.

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