di Fabio Usala
Coordinatore Politico di ProgReS Progetu Repùblica Casteddu
e candidato Consigliere a Cagliari nella lista ProgReS per la coalizione Cagliari Città Capitale

Se ProgReS potrà partecipare alla prossima tornata elettorale per le elezioni comunali di Cagliari un sincero ringraziamento va alle tante persone che hanno lavorato e si sono sacrificate in un percorso politico che è iniziato ad aprile del 2015 quando, per la prima volta, ProgReS e Sardegna Sostenibile e Sovrana si sono incontrate in un faccia a faccia all’Ex-Art del quartiere Marina.

Un percorso lungo finalizzato a costruire un’alternativa politica per tutta la Sardegna al duopolio dei blocchi italiani di centro destra e centro sinistra, che noi chiamiamo “Agenda 2019”, che guarda all’orizzonte delle prossime elezioni per la Regione Autonoma: è un progetto che abbiamo deciso di far poggiare sul concetto dell’autodeterminazione del Popolo sardo e della sostenibilità ambientale.

Un percorso comune che dovrà vederci tutti uniti e in campo a partire dal 6 giugno. Le elezioni cagliaritane sono una tappa di questo cammino, che già ci ha visto all’opera nella campagna di propaganda, nella divulgazione e nell’informazione per il referendum “anti-trivelle” dello scorso Aprile.

Su questo punto vorremmo porre un primo interrogativo a tutti i sardi: Cosa significa oggi fare politica?

Cosa significa per il PD renziano? Il capo di questo partito, nonché presidente del consiglio italiano, ha apertamente dichiarato, rivolgendosi a cittadini ed elettori sardi e italiani, di non andare a votare per il Referendum, vietando ai comuni di schierarsi. Renzi, lo stesso presidente che ogni giorno chiede il rispetto delle regole democratiche.

A Cagliari, sulle questioni più importanti, la giunta Zedda pare preferisca glissare, aspettare, stare in silenzio: questo atteggiamento è stato evidente sulla chiusura dell’ente fiera, considerato un ente inutile secondo chi preferirebbe costruire in quell’area altri palazzi e che, secondo noi, dovrebbe invece diventare un polo fondamentale di congiunzione della città col mare e con quello che dal mare può arrivare parlando di rapporti commerciali internazionali.

Silenzio della giunta anche sul ruolo del Cacip, per quanto riguarda nuove e più sostenibili filiere industriali, come quella sui rifiuti su cui a Cagliari si sta fallendo su tutti i fronti: noi vogliamo la riduzione dei rifiuti, il potenziamento e lo sviluppo delle filiere del riciclo, la differenziata porta a porta, la creazione di una utility municipalizzata per la gestione. A quel punto, si potrà stabilire come smaltire il residuo: non si può decidere prima, come si fa ora, di bruciare o conferire in discarica.

Anche sul ruolo della camera di commercio oggi commissariata, sui migranti e sulle nuove povertà, sui punti franchi doganali, sullo spopolamento della Capitale e così su tanti temi fondamentali, c’è stato solo il silenzio. Mentre un ampio e approfondito dibattito su alcuni di questi punti darebbe anche un nuovo slancio occupazionale.

Questa campagna elettorale si sta concludendo con poco spazio di confronto sui temi, col silenzio assordante ma con tante inaugurazioni di opere pubbliche. Il nostro candidato sindaco, Enrico Lobina, è convinto del primato che debba avere la politica e anche noi lo siamo. Dice sempre che un comune non si può solo amministrare ma si deve avere una conduzione politica forte, che sappia esprimersi, parlare coi cittadini e prendere le migliori decisioni.

Stiamo già dimostrando che sappiamo fare politica; l’alternativa è già in campo. Si può condividere un percorso politico comune anche nella diversità: questa sarà la nostra forza.

Una seconda riflessione che vorremo condividere con voi è quella relativa al mondo indipendentista, a cui ci rivolgiamo: ProgReS può essere in questa fase la rappresentazione politica dei bisogni di tutti gli indipendentisti?

In questa fase crediamo di essere la rappresentazioni di quei bisogni, per tutti i sardi: noi indipendentisti, tutti, dobbiamo dimostrare davanti al Popolo sardo che meritiamo la fiducia e che le nostre ricette sono valide. ProgReS è il partito che ha dimostrato più coerenza sul fatto di non fare alleanze coi partiti italiani, rappresenta un modo onesto e serio di fare politica, un modello di rottura col periodo autonomista e rappresenta la schietta volontà di voler costruire un percorso politico che vede l’autodeterminazione del nostro Popolo come perno centrale del fare politica, per l’emancipazione sociale e culturale, nonché politica di tutti i sardi.

La tappa elettorale cagliaritana è punto fondamentale di questo percorso, per dare definitivamente dignità di Capitale a Casteddu, oggi un ruolo rafforzato dalla Città Metropolitana, il cui consiglio per noi dovrà essere eletto dai cittadini affinché diventi un’opportunità e non un fallimento dei partiti italiani come l’area vasta e i vari piani intercomunali di gestione.

Anche per questo dal 6 giugno daremo battaglia a Renzi e Boschi per sostenere il “NO” al referendum costituzionale di questo autunno.

Il nostro compito è quello di ridare dignità alle nostre comunità. Oggi a Cagliari, ma l’impegno deve valere per tutti i comuni sardi, tra cui molti stanno scomparendo: il nostro obiettivo deve essere la liberazione di tutta la Sardegna.

Fintzas a sa Repùblica!

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