Tra il 22 e il 25 maggio più di 388 milioni di cittadini europei saranno chiamati a rinnovare i loro rappresentanti al Parlamento europeo.

 

In tutto gli eurodeputati eletti saranno 766 ma anche questa volta non ci sarà nessun sardo a causa del sistema elettorale discriminante e ingiusto che, accorpandoci alla Sicilia, impedisce da tempo l’elezione diretta di nostri rappresentanti.

 

ProgReS – Progetu Repùblica ha preso atto con favore dell’ordinanza, di qualche giorno fa, con cui il giudice Tamponi del Tribunale civile di Cagliari, ha accolto il ricorso, presentato dall’Associazione per i diritti dei sardi, contro il sistema elettorale italiano per le elezioni europee. Questo, tuttavia, non basterà a garantire una delegazione di parlamentari sardi nel prossimo quinquennio di governo dell’Europa.

 

La Sardegna è una nazione senza stato ed è una minoranza linguistica e come tale va considerata. Tutte le nazioni europee sono rappresentate nel Parlamento di Bruxelles. Si arriva persino a casi in cui una piccola minoranza germanofana del Belgio composta da due cantoni e abitata da 71.000 abitanti ha il diritto di eleggere direttamente un proprio rappresentante mentre un milione e seicento mila sardi rimangono esclusi da ogni livello di rappresentanza a causa di una legge antidemocratica.

 

L’Italia, con il supporto spesso tacito e connivente della classe dirigente autonomista/dipendentista sarda, ha per decenni portato avanti il tentativo di cancellare la Sardegna dall’Europa e dalle sue istituzioni. Ora la questione finirà alla Corte costituzionale che sarà chiamata a valutare se tale legge discrimini i diritti dei sardi rispetto a quello delle altre minoranze linguistiche presenti nello stato italiano.

 

La questione politica è tuttavia più ampia di quella relativa alla rappresentanza nel parlamento europeo. ProgReS Progetu Repùblica lavora quotidianamente per costruire assieme ai popoli europei un’Europa differente non al servizio della finanza e delle banche ma a tutela dei diritti di tutti i cittadini europei. Siamo consapevoli che per avviare un serio processo di trasformazione delle istituzioni comunitarie non sarà sufficiente il riconoscimento di una nostra rappresentanza diretta nel parlamento. Ben altra influenza si potrebbe avere, ad esempio, da piccola repubblica indipendente, sia per quel che riguarda gli aspetti politici e istituzionali sia per la possibilità di incidere sugli assetti economici e di programmazione dei fondi strutturali.

 

Per questa ragione la nostra organizzazione appoggerà simbolicamente i partiti indipendentisti delle nazioni senza stato candidati a queste elezioni Europee. Dallo Scottish National Party, che sta conducendo il popolo scozzese verso l’indipendenza attraverso un referendum democratico, passando per il Bloque Nacionalista Galego che difende gli interessi del popolo galiziano fino ad arrivare ai partiti indipendentisti Catalani, Baschi e Irlandesi che in queste elezioni avranno perlomeno, rispetto a noi, il diritto di portare la loro voce in Europa. Li sosterremo simbolicamente e chiederemo a loro di farsi portatori delle istanze dei sardi nel parlamento europeo.

 

Ad essi e non ad altri potrà essere demandato il ruolo di difensori delle nostre istanze all’interno del parlamento europeo e con loro sarà possibile progettare un Europa nuova: più giusta, rispettosa dei diritti individuali e di quelli dei popoli, più equa, maggiormente attenta alle crescenti diseguaglianze sociali, più degna, meno asservita agli interessi finanziari delle banche e più votata alla costruzione di nuovi diritti di cittadinanza.

 

ProgReS – Progetu Repùblica de Sardigna

 

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