A voler essere cattivi, si potrebbe insinuare il dubbio che per il Partito Democratico l’ignoto rappresenti una certezza, in base alla quale è del tutto legittimo distruggere una realtà come quella di Arborea. A leggere la mozione presentata in data 17 Aprile in Consiglio Regionale sul tema dell’utilizzo del gas in Sardegna il dubbio si rafforza.

Leggendo tra le righe della mozione, si nasconde la pochezza di un partito che preferisce difendere, nel parlamento sardo, gli interessi di una multinazionale a discapito non solo di un territorio naturale inestimabile, ma di un’intera comunità i cui prodotti finiscono quotidianamente sulle tavole di tutti i sardi, trascurando come se non esistessero le istanze degli agricoltori, degli allevatori e di tutta la Sardegna che grida NO ad un progetto concepito per soddisfare il bisogno di liquidità di un’azienda con cui il popolo sardo ha poco a che vedere (se non in termini negativi). Arborea non è un territorio qualunque: rappresenta anche un grande successo imprenditoriale sardo.

Certo è che la mozione affronta un tema fondamentale, quale è sicuramente l’energia, ma ne contempla – a suo dire – anche un altro: la modernità. Per il PD questi fattori risiedono in Italia, quindi per essere moderni ed energeticamente avanzati la Sardegna dovrebbe allinearsi all’Italia e cercare il metano, auspicare la realizzazione del progetto GALSI e qualsiasi altra soluzione (fantasiosa e indimostrata) in questa direzione. Con soli trent’anni di ritardo.

Non occorre essere degli specialisti per capire che questo tipo di politiche rischierebbe di far sprofondare la Sardegna in un medioevo dell’approvvigionamento energetico: se queste misure dovessero prendere piede, la Sardegna si ritroverebbe sicuramente allineata energeticamente all’Italia, ma certamente indietro rispetto al resto del mondo.

A stupire davvero però, oltre al contenuto della mozione – che sostanzialmente appoggia il progetto di trivellazione del territorio sardo da parte della Saras – è il tempismo: la presentazione della mozione arriva infatti nei giorni immediatamente precedenti alla Marcia della Terra. Domani ad Arborea infatti migliaia di sardi si ritroveranno per gridare il loro NO al progetto di trivellazione proposto da Saras. Migliaia di sardi che porteranno un pugno di terra, della loro terra, per rivendicare il diritto di decidere sull’utilizzo delle proprie risorse, il diritto di scrivere il proprio futuro.

Non è – ovviamente – un caso. In una sorta di insperato soccorso alla Saras, il PD dimostra ancora una volta la propria natura di forza politica italiana, come tale estranea (se non ostile) agli interessi e ai bisogni strategici della Sardegna. Con in più l’aggravante di una pochezza ideale e teorica imbarazzante, in questo complice, più che alternativa, alla inettitudine della maggioranza politica alla guida della Giunta Regionale.

ProgReS – Progetu Repùblica ha lanciato l’iniziativa della Marcia della Terra per chiamare a raccolta tutti i sardi che vogliono costruire un futuro diverso per la nostra isola, un futuro in cui la volontà dei cittadini sia al primo posto nelle scelte politiche. Un futuro che evidentemente il PD non ha interesse a costruire.

A differenza del PD, la cui unica preoccupazione pare essere quella di presentare mozioni di appoggio alle trivellazioni, ProgReS sarà in piazza Maria Ausiliatrice ad Arborea, insieme a tutti gli altri sardi che vogliono impegnarsi per costruire una Sardegna nuova, libera da condizionamenti e giochi di potere, dignitosa e capace di scegliere il proprio modello di sviluppo.

Oggi ad Arborea, domani in un altro paese della nostra terra. Sempre e comunque insieme ai sardi.

Cumentos

cumentos