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ProgReS Progetu Repùblica aderisce al flash mob diffuso “pone·ti in tundu” organizzato dall’associazione Sa Die in Tundu.

L’evento avrà carattere diffuso, quindi potrà essere realizzato in ogni comunità o luogo simbolico, in Sardegna come nel mondo. Ovunque i sardi si trovino potranno esprimere appartenenza alla propria terra realizzando un cerchio umano per rappresentare unità e tenendosi per mano per dimostrare condivisione.

Lo faremo perché riteniamo giusto ricordare, con un gesto simbolico un momento di unità nazionale del nostro popolo, una giornata, il 28 aprile del 1794, dove i sardi guidati da Giovanni Maria Angioy diedero corpo e anima alle rivolte antifeudali, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste di sovranità dell’isola, che portano alla cacciata da Cagliari dei piemontesi e del viceré Balbiano.

Ci saremo perché riteniamo importante, aldilà della commemorazioni e rievocazioni storiche, dire al mondo che siamo un popolo e che per la nostra festa ci sentiamo tutti uniti nel ricordo della nostra storia. Perché è da semplici gesti come questi, capaci di unire cittadini sardi di diversa estrazione, che si costruisce una coscienza nazionale collettiva, che si riafferma una soggettività come popolo tra i popoli.

ProgReS ci sarà perché le istituzioni sarde, a fronte di cospicui finanziamenti pubblici, sistematicamente sviliscono il 28 aprile a mera rappresentazione folcloristica, mistificano il senso più autentico che la rivolta del 28 aprile aveva generato, ovvero un profondo desiderio di emancipazione del popolo sardo. È sufficiente guardare le ultime due celebrazioni proposte dalla ineffabile Giunta Pigliaru, dove si è passati da una impalpabile quanto imbarazzante seduta celebrativa del consiglio regionale accompagnata dalla musica delle Launeddas, dei tenores di Neoneli e della banda della Brigata Sassari, nel 2014, all’attuale proposta “agriculturale” dell’assessora Firinu che lancia come tema per sa Die de sa Sardigna 2015, “Sardigna, terra saliosa. Contivigia·la cun sentidu / Sardegna, terra fertile. Coltivala con amore”.

Cercare di capire le correlazioni tra le storiche giornate angioyane e questo tipo di iniziative estemporanee è impresa assai ardua. Cosa resterà ai ragazzi delle scuole attraverso la campagna di sensibilizzazione per far riscoprire agli studenti “i valori dell’agricoltura e di una sana alimentazione nel rispetto dell’ambiente”, rispetto ai Vespri Sardi non lo sapremo mai e probabilmente neanche gli studenti ce lo sapranno mai dire.

Anche per questo le attiviste e gli attivisti di ProgReS si uniranno a tutti sardi per sostenere e dare vita al flash mob diffuso “pone·ti in tundu”, per poter finalmente condividere, nel ricordo di una ricorrenza, un momento unico che ci faccia sentire tutti insieme parte di un qualcosa di importante, che sia di buon auspicio per autodeterminare positivamente il nostro futuro.

Come un Popolo, come una Nazione.

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ProgReS Progetu Repùblica aderisce al flash mob diffuso “pone·ti in tundu” organizzato dall’associazione Sa Die in Tundu.

L’evento avrà carattere diffuso, quindi potrà essere realizzato in ogni comunità o luogo simbolico, in Sardegna come nel mondo. Ovunque i sardi si trovino potranno esprimere appartenenza alla propria terra realizzando un cerchio umano per rappresentare unità e tenendosi per mano per dimostrare condivisione.

Lo faremo perché riteniamo giusto ricordare, con un gesto simbolico un momento di unità nazionale del nostro popolo, una giornata, il 28 aprile del 1794, dove i sardi guidati da Giovanni Maria Angioy diedero corpo e anima alle rivolte antifeudali, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste di sovranità dell’isola, che portano alla cacciata da Cagliari dei piemontesi e del viceré Balbiano.

Ci saremo perché riteniamo importante, al di là delle commemorazioni e rievocazioni storiche, dire al mondo che siamo un popolo e che per la nostra festa ci sentiamo tutti uniti nel ricordo della nostra storia. Perché è da semplici gesti come questi, capaci di unire cittadini sardi di diversa estrazione, che si costruisce una coscienza nazionale collettiva, che si riafferma una soggettività come popolo tra i popoli.

ProgReS ci sarà perché le istituzioni sarde, a fronte di cospicui finanziamenti pubblici, sistematicamente sviliscono il 28 aprile a mera rappresentazione folcloristica, mistificano il senso più autentico che la rivolta del 28 aprile aveva generato, ovvero un profondo desiderio di emancipazione del popolo sardo. È sufficiente guardare le ultime due celebrazioni proposte dalla ineffabile Giunta Pigliaru, dove si è passati da una impalpabile quanto imbarazzante seduta celebrativa del consiglio regionale accompagnata dalla musica delle Launeddas, dei tenores di Neoneli e della banda della Brigata Sassari, nel 2014, all’attuale proposta “agriculturale” dell’assessora Firinu che lancia come tema per sa Die de sa Sardigna 2015, “Sardigna, terra saliosa. Contivigia·la cun sentidu / Sardegna, terra fertile. Coltivala con amore”.

Cercare di capire le correlazioni tra le storiche giornate angioyane e questo tipo di iniziative estemporanee è impresa assai ardua. Cosa resterà ai ragazzi delle scuole attraverso la campagna di sensibilizzazione per far riscoprire agli studenti “i valori dell’agricoltura e di una sana alimentazione nel rispetto dell’ambiente”, rispetto ai Vespri Sardi non lo sapremo mai e probabilmente neanche gli studenti ce lo sapranno mai dire.

Anche per questo le attiviste e gli attivisti di ProgReS si uniranno a tutti sardi per sostenere e dare vita al flash mob diffuso “pone·ti in tundu”, per poter finalmente condividere, nel ricordo di una ricorrenza, un momento unico che ci faccia sentire tutti insieme parte di un qualcosa di importante, che sia di buon auspicio per autodeterminare positivamente il nostro futuro.

Come un Popolo, come una Nazione.

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