Progetu Repùblica de Sardigna appena qualche mese fa è intervenuto in merito alla gestione del San Raffaele di Olbia, esprimendo un giudizio critico circa l’eventualità di un acquisizione dell’infrastruttura sanitaria da parte dell’emiro del Qatar. I nostri dubbi sull’investitore estero erano dovuti al fatto che si riteneva inopportuno che un privato diventi proprietario delle convenzioni che il Sistema Sanitario ha stipulato con il San Raffaele. Prendiamo atto in questi giorni che la Giunta Pigliaru -e non solo- è compatta nel portare avanti questa operazione dai dubbi benefici sia per i cittadini sardi che per le finanze della RAS. Il fatto poi che nella gestione sia entrato anche l’ospedale del Bambin Gesù di Roma non sposta la questione di principio. ProgReS a suo tempo lanciò una sfida a tutta la classe dirigente unionista/dipendentista ma com’era prevedibile non è stata raccolta. La nostra proposta era semplice: avviare una sperimentazione gestionale (ex art. 9 bis del Dlg 502/92), creando una società mista pubblico-privata che gestisca la struttura garantendo al tempo stesso standard elevati ed evitando rapine alle tasche dei sardi.

IL PROGETTO DI GESTIONE

La sperimentazione che noi proponiamo per il San Raffaele rientra nella disciplina dell’articolo 9 bis del dlg 502/92 e riguarda la costituzione di una società mista per la gestione del presidio.

L’iter procedurale prevede la redazione da parte della ASL del programma di sperimentazione gestionale e la successiva approvazione da parte della regione. Per quanto riguarda le modalità di sviluppo del progetto e i soggetti coinvolti nella realizzazione la ASL deve predisporre uno studio di fattibilità economico-finanziario avvalendosi delle competenze presenti presso gli uffici regionali, soprattutto per la valutazione e la risoluzione di questioni legali e fiscali. Vanno anche predisposti degli indicatori specifici finalizzati al monitoraggio e al controllo dell’andamento dell’intera operazione.

La società mista, costituita con una vita prevista di 30 anni, deve avere nella sua compagine sociale l’ASL e il socio privato.

Il partner privato, la cui partecipazione societaria è limitata al 49% nel rispetto della Legge, va scelto con una gara di appalto ad evidenza pubblica su scala europea, avendo a riferimento il DPR 16/09/1996 n.533, il Dlgs 17/03/1995 n. 157 e la direttiva 97/52/CE: gara d’appalto con procedura ristretta, in forma di licitazione privata. Le procedure da adottare, mutuate dall’appalto di servizi (Direttiva comunitaria), potrebbero generare alcuni problemi di natura giuridico-amministrativa. Riteniamo che una procedura di trattativa privata potrebbe consentire il conseguimento di migliori risultati in termini contrattuali, soprattutto in considerazione che il partner privato, non sentendosi sufficientemente tutelato dalla maggioranza pubblica, pretenderebbe l’elaborazione di clausole contrattuali cautelative a tutela del ruolo svolto.

La società per azioni neo costituita avrebbe per oggetto la gestione della struttura ospedaliera denominata “San Raffaele” di proprietà della ASL di Olbia- Regione Sardegna.

La società potrebbe compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari e finanziarie aventi pertinenza con l’oggetto sociale. Essa potrebbe altresì assumere interessenze, quote, partecipazioni, anche azionarie, in altre Società o Ditte aventi scopi affini o analoghi. Andrebbe fatto espresso divieto per la società di stipulare contratti di appalto o subappalto con soggetti terzi non soci aventi ad oggetto la fornitura di opere o servizi direttamente connessi con l’assistenza alla persona cosi come espressamente previsti dall’art 10 lett e) Dlgs 229/99.

Sul piano operativo la gestione è completamente delegata al socio privato, in virtù dei patti parasociali e del contratto di gestione.

Nei patti para-sociali il socio privato definirà nel dettaglio i ruoli, le autonomie e le responsabilità all’interno della società; in particolare tre dei sette consiglieri del CDA, tra cui il vicepresidente con poteri di amministratore delegato del CDA, saranno riservati alla designazione del socio privato, mentre dei restanti quattro, fra cui il presidente, due saranno nominati dalla ASL di Olbia, uno dal Comune di Olbia e uno dalla Regione.

Nel contratto di gestione andrà regolata l’attività di gestione del flusso dei pazienti, del patrimonio immobiliare, il personale e l’amministrazione economica e finanziaria.

Per quanto riguarda l’immobile in cui si svolge l’attività istituzionale, va stipulato un contratto di comodato d’uso tra la ASL e la S.P.A. Il contratto prevederebbe che la ASL offra in comodato d’uso alla società gestrice dell’attività sanitaria i locali siti presso la struttura del San Raffaele per trenta anni. Dunque, la proprietà dell’immobile rimarrebbe alla ASL, mentre il socio privato avrebbe tra i propri oneri di comodatario quello di custodire e conservare la cosa con la diligenza edel buon padre di famiglia, occupandosi della manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie per mantenere la struttura efficiente.

Condizioni per l’approvazione della sperimentazione sarebbero anche quella che il partner privato effettui un intervento iniziale per il completamento delle strutture e degli impianti e quella che la ASL garantisca un piano di intervento di messa a norma finanziato con fondi regionali ed europei.

Abbiamo evidenziato alcune problematiche che si genererebbero con la sperimentazione che abbiamo articolato in tre macroaree: personale, giuridico-amministrative e fiscali.

Per quanto riguarda il primo punto riteniamo possibile inquadrare il personale con contratto di diritto privato, con opzioni di passaggio incentivato per i dipendenti della ASL di Olbia su base volontaria. Naturalmente i contratti di diritto privato presentano diritti, doveri e situazioni previdenziali diverse da quelle tipiche della pubblica amministrazione.

Prevediamo (per i dipendenti pubblici che optino in questo senso) che, qualora la società neo-costituitasi debba decidere per la non idoneità di un operatore rispetto alle nuove esigenze produttive, l’ASL sarebbe, comunque, tenuta a riassorbirlo in un tempo previsto di sei mesi per la sua ricollocazione funzionale. Nei patti para sociali firmati dalle parti sarebbe delegata all’amministratore della società il potere in materia di assunzioni, sospensioni e licenziamenti di dirigenti, impiegati e operai, stabilendo o modificando le loro rispettive incombenze e retribuzioni, come anche la stipula di contratti collettivi di lavoro e aziendali.

Un’importante operazione di ristrutturazione dei rapporti formali e funzionali con il personale, soprattutto medico, andrebbe posta in essere dalla società gestrice della struttura.

Questa è la parte veramente innovativa che ci sta a cuore e che darebbe un senso alla sperimentazione anche nell’ottica di una riorganizzazione del sistema sanitario.

Andrebbero infatti soppressi i primariati per introdurre una logica di lavoro di equipe finalizzata a produrre un risultato comune e integrato. In ogni unità di degenza devono essere presenti più medici responsabili ognuno dei propri pazienti. Per ogni attività specifica vanno definiti dei referenti. Con i referenti si costituisce il Comitato Medico Operativo, presieduto dal direttore medico, con lo scopo di mettere a punto delle strategie di controllo delle qualità delle cure. Inoltre tutta l’attività libero professionale dei medici andrebbe svolta dentro la struttura. Aspetto molto importante nella relazione medico-paziente risiede nel fatto che ciascun paziente potrebbe scegliere il suo medico, il quale si assumerebbe la responsabilità clinica del caso nella sua completezza. Il medico del San Raffaele avrebbe la sola responsabilità clinica dei pazienti mentre ogni altro aspetto organizzativo e amministrativo sarebbe curato da altri dirigenti preposti a ciò.

Le problematiche di natura giuridico amministrativa riguarderebbero prevalentemente la procedura d’appalto per la selezione del partner e la stesura del contratto conseguente, mentre le conseguenze fiscali riguarderebbero sia il patrimonio della nuova società, sia i servizi prestati a questa dalla ASL per suo scopo istituzionale, sia per il conferimento di capitali. La società, quindi opererebbe per la realizzazione degli obiettivi che ci si era prefissati ovvero l’apertura del San Raffaele e il rientro dal debito.

Vi è l’esigenza con la sperimentazione di superare i vincoli normativi e le rigidità gestionali riguardanti l’organizzazione dei reparti, la gestione del personale e l’acquisizione delle risorse. Molte di queste problematiche possono essere superate attraverso i patti para sociali. Infatti tramite essi, a nostro avviso, sarà possibile superare molti dei timori espressi in merito alla capacità del socio privato, seppur con una partecipazione di minoranza, di incidere sulla gestione.

Non secondario è l’obiettivo del conseguimento dell’equilibrio di bilancio mediante eliminazione di sprechi elevando la qualità dei servizi attraverso l’implementazione delle attività di specializzazione. A tal fine va verificata la congruità dei costi sostenuti per paziente con la tariffa prevista per il DRG determinato.

La principale fonte di razionalizzazione economica, oltre a quella relativa al personale, deve riguardare il fenomeno dell’approvvigionamento di materiali sanitari. Questo va reperito direttamente dal centro acquisti del socio privato, che deve naturalmente essere una grossa società che opera in campo dell’ospedalità privata.

In conclusione sottolineiamo, che ai sensi dei patti para-sociali siglati, gli eventuali utili distribuibili della società saranno, alla fine di ciascun esercizio, distribuiti ai soci in ragione di una percentuale minima del 50%, mentre una quota pari almeno al 20% sarà reinvestita nelle attività sociali. All’interno di questa cornice andrà inserito nei patti para-sociali anche un piano di ammortamento del debito che la struttura ha con le banche in modo da sanarlo definitivamente.

ProgReS ritiene che il diritto alla salute dei cittadini sardi vada costruito con scelte lungimiranti giorno dopo giorno, che venga consolidato dalle capacità di una classe dirigente di gestire e soddisfare i bisogni attuali con l’esigenza di difendere l’interesse nazionale sardo. Per questo la proposta riguardante il San Raffaele di Olbia rappresenta un giusto compromesso tra interessi privati e interessi collettivi.

Cumentos

cumentos