L’argomento principale degli unionisti spagnoli contro “el proces” indipendentista catalano è il fatto che questo generi instabilità economica e disoccupazione.

Usano questo spauracchio da anni e specialmente negli ultimi mesi, prima e dopo i risultati vittoriosi dell’indipendentismo al referendum e alle (ri)elezioni della Generalitat, è stato rilanciato dal governo centrale per fare terrorismo psicologico (oltre alla vera repressione) sui cittadini catalani.

Ma i dati non solo continuano a provare che questo sia falso ma che nella realtà avvenga esattamente l’opposto: l’indipendentismo fa bene all’economia.

Gli ultimi dati provengono da un’indagine del fDi – Foreign direct investment, agenzia di ricerca del Financial Times, testata giornalistica britannica che non si può certo definire partigiana del movimento catalano – e indicano rispettivamente la Catalogna e Barcellona come miglior grande area e miglior grande città per potenziale di attrazione di investimenti e sviluppo in Europa.

Questo dimostra non solo che il processo indipendentista non danneggia l’economia ma che, al contrario, una classe politica indipendente e focalizzata sul proprio territorio porta a benessere e sviluppo nel lungo periodo.

E questo ragionamento, valido senz’altro per realtà economicamente solide come la Catalogna – che non è ancora indipendente ma ha una solido blocco nazionale che governa il territorio in maniera completamente autonoma dai partiti spagnoli – dovrebbe valere ancor più per quei territori come la Sardegna che soffrono da decenni le conseguenze di governi locali proni a dinamiche lontane dai propri interessi.

Dicono: senza l’Italia come potremmo farcela?
Noi siamo sicuri che proprio senza l’Italia potremo avere una classe politica sarda veramente libera e in grado di progettare idee di sviluppo e crescita per la nostra terra.

Fonte: https://www.fdiintelligence.com/Locations/Europe/fDi-s-European-Cities-and-Regions-of-the-Future-2018-19-FDI-Strategy-Regions

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