La Giunta Pigliaru ha varato il nuovo Piano triennale in favore dell’Emigrazione 2018-2020 (Qui)*. Diciamo subito che rispetto al precedente Piano (2015-2018) le cose non sono cambiate, anzi sono decisamente peggiorate, si tratta in buona sostanza di un generoso quanto inutile, per gli obiettivi che si pone il progetto, contributo alle 4 Federazioni e 120 Circoli di emigrati sardi, formalmente riconosciuti e operativi alla data del 2 febbraio 2018. In totale parliamo di una cifra di circa sei milioni di euro, più o meno due milioni di euro all’anno.
Progetu Repùblica ritiene assolutamente insufficiente il “nuovo” Piano emanato dalla RAS, come il precedente anche l’attuale progetto non è in grado di assolvere alle finalità per cui le Istituzioni elaborano politiche di questo tipo, ovvero cercare di arginare ed invertire il flusso migratorio.
La Sardegna vive un momento storico drammatico, uno dei più bui della nostra lunga storia, circa settemila cittadini sardi ogni anno abbandonano per sempre la propria terra, giovani e meno giovani. Spesso si tratta di figure apicali, altamente formate, che non riescono a trovare un lavoro adeguato alle loro competenze, il danno immateriale è incalcolabile: perdiamo la capacità di elaborare, di progettare e proporre, perdiamo la capacità di creare nuova economia per la nostra nazione.
Davanti a questo scenario lascia perplessi l’operato della Giunta regionale che propone sostanzialmente un piano fotocopia del precedente, come se in qualche modo avesse avuto la minima efficacia, dove l’unica politica che mette in atto è l’elargimento a pioggia di soldi pubblici per organizzare feste e qualche momento di ritrovo per rafforzare il senso di appartenenza a presunte radici storiche e culturali (di quale nazione?) con la realizzazione di improbabili corsi di apprendimento della lingua italiana, finendo quindi per banalizzare l’importanza stessa che la rete dei circoli sardi potrebbe avere in giro per il mondo e il buon lavoro di divulgazione culturale che in alcuni casi si compiono.
ProgReS – Progetu Repùblica chiede al consiglio regionale ed alla giunta di riflettere con attenzione sugli strumenti messi in campo, propone che venga responsabilmente ritirato il piano triennale e che si proceda con la definizione di un vero e proprio piano strategico per la diaspora sarda che comprenda interventi su differenti ambiti con il fine di costruire strumenti di cittadinanza nuova e non strumenti di esclusione sociale.
Il piano da realizzare dovrà vedere il coinvolgimento attivo dei soggetti che animano il mondo dell’emigrazione ma anche una analisi di quanto di interessante si costruisce in giro per il mondo. Dovranno individuarsi strumenti universalistici, rivolti a tutti gli emigrati, che siano in grado di invertire i flussi migratori -molto interessanti sarebbero gli sgravi fiscali per gli emigrati sardi che ritornano in patria per aprire un impresa- intervenendo sull’ampliamento della base produttiva e sul patrimonio di idee disponibile nel mondo dell’emigrazione.
Solo invertendo l’attuale approccio sarà possibile affrontare il problema dell’emigrazione in Sardegna e fare si che non ci si rassegni di fronte alla cancellazione delle nostre comunità ed alla distruzione del tessuto sociale della nostra terra.

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