Dai dati sull’occupazione pubblicati in questi giorni dall’ISTAT emerge un quadro a dir poco a tinte fosche per il lavoro in Sardegna. Malgrado gli annunci di propaganda della Giunta Pigliaru e dell’assessore Mura, che giusto qualche mese fa si affrettavano a proclamare trionfalmente l’uscita dalla crisi commentando i dati sull’occupazione dell’ultimo trimestre del 2015, prendiamo atto invece che la realtà delle cose è ben diversa.

Infatti i numeri per il primo trimestre del 2016 smentiscono platealmente quelle affermazioni: cresce la disoccupazione che arriva al 18,8% facendo registrare uno dei valori peggiori dell’ultimo decennio, compresa la disoccupazione femminile che raggiunge addirittura la soglia del 20%. Dai 111 mila disoccupati del quarto trimestre del 2015 si passa a quasi 130 mila disoccupati dei primi tre mesi del 2016 (con un incremento 4 mila senza lavoro rispetto al primo trimestre del 2015).

Progetu Repùblica ritiene che le politiche economiche e sociali di questa Giunta unionista stiano affossando la Sardegna.

Ai fallimenti epocali su Trasporti e Vertenza Entrate, si aggiunge il fallimento delle politiche per le imprese e per il rilancio dell’economia, unica arma reale per contrastare efficacemente il dramma dello spopolamento della nostra terra.

Migliaia di sardi ogni anno sono costretti a lasciare la Sardegna per cercare lavoro e un futuro altrove, un vero e proprio esodo. La Giunta Pigliaru, così come le precedenti, conosce bene questi numeri disastrosi, sa bene che ad essere coinvolti in questi nuovi flussi migratori spesso sono giovani laureati altamente formati i quali non riescono a trovare nella loro terra un occupazione adeguata alle loro competenze. Il danno immateriale per il futuro della nostra nazione è incalcolabile.

Questa è la storia della Sardegna negli ultimi 60 anni di scellerate politiche dipendentiste, questa è la realtà a cui la RAS deve dare risposte immediate.

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