ProgReS Progetu Repùblica esprime viva preoccupazione per il destino dell’ospedale San Raffaele di Olbia. Dopo il fallimento del gruppo di Don Verzè abbiamo assistito a un continuo avvicendarsi di cordate imprenditoriali pronte a rilevare la struttura, senza però una reale volontà di accollarsi la situazione debitoria in cui versa il San Raffaele.

L’ultimo annuncio riguarda la possibile acquisizione del San Raffaele da parte dell’emiro del Qatar, all’interno dell’ipotesi del famoso miliardo di investimenti, un’ipotesi a nostro avviso assai discutibile.

Riteniamo inopportuno che un investitore straniero diventi proprietario delle convenzioni che il Sistema Sanitario ha stipulato con il San Raffaele: rischieremo di trovarci di fronte al paradosso di un soggetto privato che crea utili tramite le convenzioni stipulate in Sardegna ma versa i tributi al di fuori dell’Isola. Un nuovo modello di colonialismo sanitario che non ci piace.

Crediamo debba essere la Regione Sardegna a farsi carico del problema e intervenire. La RAS dovrebbe acquisire la struttura, predisporre un piano regionale che dia certezze al San Raffaele sia sul piano dell’accreditamento che dei posti letto e sul budget, e solo a quel punto potrà mettere sul mercato il San Raffaele, senza svendite o regali.

La nostra proposta è semplice. Si guardi all’esempio dell’ospedale C.O.Q. di Omegna per attivare una sperimentazione gestionale ex art. 9 bis del Dlg 502/92: una società mista pubblico-privata che gestisca la struttura garantendo al tempo stesso elevati standard gestionali e impedendo un processo di rapina a danno dei Sardi.

Con questa proposta intendiamo lanciare una sfida a tutta la classe dirigente dipendentista e autonomista che in questi mesi ha dimostrato di non essere in grado di affrontare i gravi problemi della sanità sarda. ProgReS Progetu Repùblica vigilerà affinché la Gallura e tutta la Sardegna possano fruire di un’eccellenza sanitaria della quale non dovranno essere derubate.

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