Attendismo oltre il tempo massimo.

 


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Difficile ma non totalmente impossibile in tempi stretti che il PdS decida di investire su un progetto indipendentista di governo come quello che propone Progetu Repùblica, esterno e distante dal centrosinistra unionista.

Il PdS, in un infinito gioco dei ruoli con Zedda, fatto di ambivalenza tra àmbito nazionale sardo e accordi elettorali con l’unionismo non sta riuscendo a rompere esplicitamente, pubblicamente e in tempi utili la sua alleanza con gli eredi di Pigliaru: una duplice scommessa rischiosa, troppo incerta per la roulette di qualche assessorato. Sta rischiando infatti di puntare sul cavallo perdente e sta rischiando di apparire come un partito che trae la sua forza esclusivamente grazie alla scia del centrosinistra italiano. Come una spoletta sarda in un telaio italiano. Elemento che non aiuta l’opera di compattamento nella pluralità, di semplificazione e di razionalizzazione dell’offerta politica sarda proposta da Progetu Repùblica.

Questo rende obiettivamente più difficili intese dell’ultimo minuto nel solco tracciato dalla Convergenza Nazionale da noi immaginata e proposta da mesi. Specialmente considerando la possibilità concreta che le elezioni sarde vengano accorpate alle suppletive, anticipando in questo caso la data del voto a gennaio.

Sarebbe stato sicuramente più costruttivo e confortante per la base indipendentista che il PdS avesse da tempo rotto i rapporti con l’unionismo in virtù di una scelta di campo strategica, di ampio respiro, in senso nazionale sardo.

Più in generale noi pensiamo che il PdS abbia il merito di aver realizzato uno strumento politico che sta traghettando verso la coscienza indipendentista settori finora o tuttora unionisti; pensiamo che l’operazione delle Primarias sarebbe stata dirompente se concertata realmente con il resto dell’area e pensiamo che invece l’accelerazione sul concetto di nazione – da sempre a noi caro – sia e sarà utile nell’opera di chiarimento delle posizioni in merito anche all’interno delle coalizioni italiane.

Progetu Repùblica è persuaso altresì del fatto che il Partito dei Sardi abbia tutte le caratteristiche per aspirare a diventare una delle forze trainanti della futura Convergenza Nazionale, distinta e distante dai poli italiani, in una prospettiva quantomeno decennale. Il PdS potrebbe trarre un enorme guadagno politico e di immagine da una scelta di campo simile trasformandosi nell’omologo sardo dei grandi partiti catalani, còrsi o scozzesi, forze politiche che passeranno alla Storia per il coraggio di aver deciso di rendersi indipendenti dalle coalizioni unioniste, per aver affiancato l’ala dell’indipendentismo più coerente e per aver così dato vita a governi nazionali forti e di svolta politica, concettuale e psicosociale.

Progetu Repùblica tiene sempre a mente che l’esempio internazionale è in grado di descriverci esattamente come potrebbero andare le cose anche nella nostra nazione. A questo proposito viene in nostro aiuto la lettura delle dinamiche elettorali. Uno degli esempi più utili è l’altalenante andamento dei risultati di Esquerra Republicana de Catalunya negli ultimi venti anni. Il partito catalano infatti è stato di volta in volta premiato o duramente penalizzato dall’elettorato indipendentista, arrivando spesso a dimezzare o triplicare i voti – a seconda delle scelte in campo di alleanze con i socialisti unionisti spagnoli – passando dall’8% al 14% dopo aver rotto i rapporti con il PSOE, dal 16% al 7% dopo aver sostenuto il governo spagnolo dei socialisti e dal 7% al 21% dopo la coerente cura indipendentista di Oriol Junqueras, leader che ancora paga sulla sua pelle con il carcere la sua coerenza indefessa.

Tornando alla nostra ben più arretrata realtà sul piano della coscienza e della responsabilità nazionale ci piace ricordare che con notevole lungimiranza Progetu Repùblica già all’indomani delle elezioni nazionali sarde del 2014 aprì il confronto e il dibattito tra i soggetti politici sardi che strategicamente fecero la scelta di non stringere alleanze con i blocchi del potere italiano e con quei soggetti che una legge elettorale indegna ha lasciato fuori dal Consiglio Regionale pur essendo stati capaci di raccogliere decine di migliaia di voti. L’obiettivo era già quello di iniziare a disegnare scenari di alleanze future.ù

Il dibattito tenutosi a Cagliari presso il Ghetto degli Ebrei durante la terza edizione di Dies de Festa – la festa nazionale del nostro Partito -, al quale furono invitati da Progetu Repùblica Mauro Pili (Unidos), Gianfranco Sollai (Gentes), Cristiano Sabino (FIU) e Bustianu Cumpostu (SNI), ribadì la prospettiva di dare vita ad una alternativa nazionale di governo in grado di posizionarsi in maniera credibile e costruttiva nel panorama politico sardo, nonché capace di attrarre quella parte determinante di elettorato moderato a cui l’indipendentismo di governo non può più prescindere.

Durante Dies de Festa 2015 (Oristano-Torregrande IV edizione) invece, il dibattito venne ampliato a tutte le forze politiche dell’arco nazionale sardo. Fu un’occasione storica di confronto considerata la presenza delle maggiori sigle dello scenario politico Sardo. In quell’incontro, dal titolo Il futuro dell’indipendentismo in Sardegna: la costruzione di un’alternativa nazionale, parteciparono il PSd’Az con Giovanni Columbu, il PdS con Franciscu Sedda, Unidos con Mauro Pili,  iRS con Simone Maulu, Sardigna Natzione con Bustianu Cumpostu, FIU con Simone Frau, Sardigna Libera con Claudia Zuncheddu,  MZF con Gigi Sanna, Gentes con Gianfranco Sollai e Comunidades con Antonio Muscas. 

Nel 2016 infine, Progetu Repùblica fu tra i principali ispiratori e animatori dello spazio di sintesi politica Sa Mesa pro s’Alternativa Natzionale – a trazione e guida pienamente indipendentista – misteriosamente suicidato in favore di altri progetti nei quali l’indipendentismo dà una nuova chance all’autonomismo per finire risucchiato nel suo cono d’ombra. Il resto è storia dei giorni nostri.

Questo breve ma doveroso excursus ci consente di rivendicare la nostra esemplare coerenza e pervicacia nel proporre e interpretare al contempo un indipendentismo propositivo, non dissimulato, e una volontà di concertazione nazionale. Criteri e obiettivi che non ci stanchiamo di proporre al PdS e alle forze nazionali sarde da anni, che sarebbero potuti essere accolti con chiarezza da molti mesi e che, alla luce degli eventi di queste ore siamo sempre più convinti di riproporre in un’ottica a medio-lungo periodo, anche al di là delle imminenti elezioni. 

Appuntamento al quale, forse per l’eccessivo attendismo di alcuni, si è arrivati in ritardo per quanto riguarda la proposizione di una potente e unitaria Convergenza Nazionale credibile sotto tutti i punti di vista.

Il percorso continua e Progetu Repùblica, pronto a ripensare creativamente la politica nazionale sarda come se stesso, in pieno spirito di servizio alla causa, continuerà a proporre questa soluzione anche dal giorno successivo a quello del voto. La riscossa degli interessi nazionali dei sardi si sta per risvegliare.

Ai partiti e ai movimenti politici spetta il compito di assumerla, sedimentarla e interpretarla in un arco di tempo che le consenta di prendere pienamente corpo tanto da costituire un polo plurale che si interfacci da pari, sia sul piano della proposta sia su quello dei consensi, con l’unionismo italiano. Lavoro ce n’è per tutti.

 

 

 

 

Pro su beni de sa Natzione.

 

 

 


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