I repubblicani sardi di Progetu Repùblica non si accontentano del sardismo padano

 

 


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Difficile pensare che il PSd’Az possa in tempi brevi sganciarsi dal nazionalismo italiano. Lo stretto rapporto e l’intreccio di interessi fra Lega e sardisti sembra molto solido ed è possibile che l’alleanza si protrarrà negli anni a venire. 

Fa veramente male vedere quel partito – che per molti sardi ha rappresentato e per inerzia tuttora rappresenta un punto di riferimento politico e culturale importante – marciare assieme alla destra ultranazionalista e xenofoba italiana. 

Il centrodestra unionista-autonomista sardo anche questa volta ha dato prova di avere una speciale inclinazione alla subalternità verso il “nuovo che avanza” italiano. Ma di nuovo c’è ben poco: se nel decennio scorso Berlusconi ha incarnato le speranze di una comoda conquista del governo, ora c’è Salvini ad alimentare il sogno di una rendita politica senza troppo impegno, il format è sempre il solito, ben collaudato e conosciuto dai sardi.  

Anche stavolta le decisioni riguardo il futuro del nostro Paese sono state prese fuori dalla Sardegna, con logiche e dinamiche totalmente avulse dal bene della nostra Terra. 

Il vertice del centrodestra tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia che si è svolto tempo fa ad Arcore, al quale ovviamente non era presente alcun politico sardo, ha portato a un accordo in stile Risiko secondo cui alle regionali FI sceglierà il candidato presidente in Basilicata e Piemonte, FdI lo indicherà in Abruzzo mentre la Lega lo ha indicato in Sardegna. A parte il teatrino inscenato negli ultimi giorni dai capibastone sardi, da tempo era chiaro che il sardista Solinas sarebbe stato il candidato, designato da Salvini.

Molto probabilmente la loro scelta frutterà in termini di risultati elettorali e non è neanche detto che un’eventuale Giunta sarda a guida sardo-leghista si trasformi in un governo intriso di nazionalismo italiano: la Lega sa essere istrionica e il suo leader sa magistralmente scegliere quando è il caso di attingere alla cultura del Front National e quando invece dalle radici storiche dell’identitarismo localista padano. 

Ma i repubblicani sardi di Progetu Repùblica non si accontenteranno mai di un sardismo padano perché la loro prospettiva è e rimane quella di raggiungere nel più breve tempo possibile il primo governo nazionale sardo – come successo in Corsica tre anni fa – che ci consenta di metterci alla prova come popolo e come classe dirigente per poi accedere gradualmente al diritto a decidere, all’autodeterminazione, all’indipendenza, alla Repubblica di Sardegna.

E questo per noi si può realizzare esclusivamente se il potere politico e l’egemonia socio-culturale li avremo conquistati con la fatica delle nostre gambe, senza quindi comodi passaggi sul sidecar unionista.

 

 

 

 


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