Economia e Programmazione

No alla chiusura della stazione ferroviaria di Giave

10 December 2016

Progetu Republica Sassari condanna la chiusura della stazione ferroviaria di Giave.

Sono ormai anni che il territorio del meilogu subisce tagli in tutti i servizi, dal ridimensionamento dell’Ospedale di Thiesi passato da presidio ospedaliero a reparto di lungodegenza, alla chiusure delle scuole dell’obbligo che vengono effettuate con metodi ragionieristici, senza tener conto degli effetti negativi sulle comunità.

La chiusura della stazione di Giave rientra nella politica di tagli ai trasporti e di isolamento perpetrata sistematicamente dalla giunta Pigliaru. Infatti sembra si voglia perseguire un solo ed unico obiettivo: quello di impoverire le comunità già colpite dal fenomeno dello spopolamento privandole dei servizi essenziali tra cui il diritto alla mobilità.

Progetu Republica regione di Sassari sostiene la protesta dei sindaci del territorio e li invita a un sereno ragionamento sulle politiche svolte da questa giunta regionale, mossa dal solo interesse di far quadrare i conti, completamente ignara delle reali esigenze degli abitanti dei territori dell’interno. Invita concretamente gli amministratori ad aderire ad un progetto politico sardo in maniera che anche i reali bisogni del Meilogu siano ascoltati e non sacrificati nelle logiche partitiche italiane che puntualmente divergono dai nostri bisogni.

Le bugie della Giunta Pigliaru sul Lavoro

15 June 2016

Dai dati sull’occupazione pubblicati in questi giorni dall’ISTAT emerge un quadro a dir poco a tinte fosche per il lavoro in Sardegna. Malgrado gli annunci di propaganda della Giunta Pigliaru e dell’assessore Mura, che giusto qualche mese fa si affrettavano a proclamare trionfalmente l’uscita dalla crisi commentando i dati sull’occupazione dell’ultimo trimestre del 2015, prendiamo atto invece che la realtà delle cose è ben diversa.

Infatti i numeri per il primo trimestre del 2016 smentiscono platealmente quelle affermazioni: cresce la disoccupazione che arriva al 18,8% facendo registrare uno dei valori peggiori dell’ultimo decennio, compresa la disoccupazione femminile che raggiunge addirittura la soglia del 20%. Dai 111 mila disoccupati del quarto trimestre del 2015 si passa a quasi 130 mila disoccupati dei primi tre mesi del 2016 (con un incremento 4 mila senza lavoro rispetto al primo trimestre del 2015).

Continua a leggere: Le bugie della Giunta Pigliaru sul Lavoro

Acqua, bene inalienabile e comune

4 June 2016

Di Daniela Concas
Attivista di Progetu Repùblica de Sardigna e Candidata Consigliera alle comunali di Cagliari 2016

Reti colabrodo, ammodernamenti mancati, disservizi, bollette pazze e ritardi con morosità esagerate: tutto questo non impedisce all’ente sardo per la gestione delle acque, Abbanoa, di chiedere l’ennesimo sforzo – mostrandolo come dovutu – ai sardi.

Proprio in questi giorni viene recapitato ai cittadini un conguaglio retroattivo, ovvero il pagamento, dell’ammontare di 151 euro pagabili in 8 rate fino al 2019 (o in soluzione unica entro giugno 2016) di costi sostenuti in passato, riferiti a consumi del 2012 per coprire costi gestionali relativi agli anni 2005/2011.

Secondo Abbanoa trattasi di cifre che vanno a tamponare tariffe richieste in passato troppo basse e, a suo dire, incapaci di consentire la copertura di costi di gestione, caricando ulteriormente i sardi di un onere inatteso e ingiustificato.

Abbanoa promette che questo ulteriore sacrificio verrà investito in qualità del servizio, giustificato come assente proprio per una mancata resa in denaro dagli utenti, etichettandolo perciò come squilibrio tra importi chiesti inadeguati e costi di gestione esosi.

Gestione che negli ultimi dieci anni ha quasi raddoppiato i costi delle bollette: +81%, un aumento considerevole che non ha migliorato in alcun modo la rete, tanto che il 54% dell’acqua immessa viene dispersa.

La bilancia pende naturalmente sempre a sfavore dell’utente, che oramai tra bollette mancate, in ritardo, morose o eccessive, nel tempo ha perso completamente la bussola.

Continua a leggere: Acqua, bene inalienabile e comune

Gestione integrata dei rifiuti: dopo Capoterra anche Uta dice no alla discarica al Cacip

7 January 2016

di Fabio Usala Friargiu
(Resp. Politico ProgReS Casteddu – Lab. Polìticas energèticas)

Nel 2008 la Regione Autonoma della Sardegna, approvando il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani, mise nero su bianco alcuni punti operativi ambiziosi: 65% di raccolta differenziata, un ecocentro per ogni comune, piani di comunicazione per sensibilizzare la riduzione dei rifiuti, passaggio da tassa a tariffa.

Pareva si potesse avviare una fase interessante di sviluppo della gestione integrata dei rifiuti. Purtroppo tutto si è fermato alle teorie. Nella pratica la raccolta differenziata è cresciuta tantissimo ma si è fermata al 50,9% ed è frutto integrale del lavoro non retribuito dei cittadini, gli ecocentri sono solo 168, il passaggio da tassa a tariffa non si è concretizzato nella pratica e il motto “chi inquina paga” non è operativo: se il mio vicino differenzia meno di me e conferisce tutto nel secco indifferenziato, la parte dei rifiuti per cui i comuni pagano di più per smaltire, non viene penalizzato.

Continua a leggere: Gestione integrata dei rifiuti: dopo Capoterra anche Uta dice no alla discarica al Cacip

Poligoni: Non bastano gli indennizzi, sì a dismissioni e bonifiche

9 October 2015

Ci siamo, è iniziata in Sardegna la più imponente esercitazione Nato dopo la guerra fredda.

La “Trident Juncture”, questo il suo nome, bombarderà la nostra isola con una intensità di fuoco vivo (con vero munizionamento di guerra) mai visto prima. Le responsabilità dirette del presidente Pigliaru e dell’attuale esecutivo di governo su questa sciagura le abbiamo più volte espresse, denunciando le menzogne e gli accordi sottobanco di Pigliaru col Ministero della difesa italiana.

Le istituzioni locali, i cittadini dei territori sotto occupazione militare e i sardi tutti come intendono reagire a questo disastro annunciato?

“Questa volta vogliamo risposte concrete, altrimenti occuperemo Capo Frasca”

Al primo colpo questa recente affermazione dei pescatori oristanesi potrebbe sembrare una decisa presa di posizione contro le servitù militari. Si potrebbe pensare che finalmente gli operatori del settore e la politica hanno preso piena coscienza del problema legato al poligono di Capo Frasca. Purtroppo, invece, si tratta dell’ennesima richiesta di indennizzi per il comparto della pesca, questa volta oristanese.

Continua a leggere: Poligoni: Non bastano gli indennizzi, sì a dismissioni e bonifiche

Il marchio di qualità della “Regione Sardegna” non parla in sardo e nemmeno in inglese

19 March 2015

Interessante proposta quella del marchio di qualità per i prodotti dell’agroalimentare sardo che dopo alterne vicende vede finalmente la luce. Tuttavia tale interessante proposta mostra subito dei limiti sostanziali che denotano scarsa lungimiranza e incapacità comunicative croniche.

Certo ci si aspettava qualcosa di più da un processo durato parecchi anni: attivato dalla precedente giunta regionale e completato con l’attuale. Il marchio presentato con la delibera regionale n. 10/16 del 17 marzo 2015 mostra la pochezza della nostra classe dirigente nel progettare il futuro delle nostre produzioni alimentari.

Un logo monolingue in italiano rappresenta quanto di più miope si possa presentare in questo determinato periodo storico. Ciò è ancor più vero se si pensa a tutta la retorica sulla necessita di trovare nuovi mercati e nuovi sbocchi commerciali per i nostri prodotti in giro per il mondo.

E inoltre, quale identità viene comunicata escludendo da una simile iniziativa la lingua sarda? Quale senso di garanzia dovrebbe dare un marchio che richiama non alla Sardegna in quanto terra di eccellenze ma alla ben più misera “Regione Sardegna” nota per i suoi sprechi e inefficienze croniche.

Continua a leggere: Il marchio di qualità della “Regione Sardegna” non parla in sardo e nemmeno in inglese

La mamma dei servi è sempre incinta

11 March 2015

In più di 60 anni di autonomia regionale pensavamo di aver visto quanto di peggio una classe dominante possa fare contro la propria terra: piani di “rinascita” per finanziare i propri padroni italiani, inquinare enormi territori e devastare le economie locali; accondiscendenza verso qualsiasi esercito voglia utilizzare la Sardegna come bersaglio per le proprie prove di guerra; negazione sistematica dei diritti economici, sociali e culturali dei sardi per favorire gli interessi dello stato italiano in Sardegna.

Ma, come ormai ci sta abituando, l’attuale giunta Pigliaru è impegnata a fare peggio di tutti i suoi predecessori. È dunque di queste ore la notizia che nella riunione di giunta del 10 Marzo è stata approvata una delibera con cui la giunta rinuncia ai ricorsi pendenti presso la corte costituzionale contro lo stato italiano per le vicende relative alle tasse dovute dallo stato alla Sardegna e mai corrisposte.

A giustificazione di questa scelta sconsiderata, che nega ai sardi la possibilità di far valere i propri diritti, ci sarebbe un accordo con il ministero dell’economia italiano e perfino un “anticipo” delle somme dovute pari a 300 milioni di euro.

Insomma, l’ennesima promessa dello stato italiano e l’ennesima presa in giro per i sardi, che possono vantare un credito miliardario nei confronti dell’Italia.

Continua a leggere: La mamma dei servi è sempre incinta