Chiacchiere del popolo”: così il consigliere regionale del PD Gianvalerio Sanna ha liquidato in un’intervista rilasciata a L’Unione Sarda la Marcia della Terra del 20 aprile che ha raccolto nella piazza di Arborea migliaia di sardi arrivati da tutta l’isola con un pugno di terra in mano. Migliaia di sardi che hanno voluto ribadire il loro NO al Progetto Eleonora e che hanno mandato un messaggio chiaro alle istituzioni: sono i sardi che devono decidere dell’utilizzo delle loro risorse, sono i sardi che devono scegliere che tipo di sviluppo vogliono, sono i sardi a dover essere artefici del proprio futuro.

La Marcia della Terra di sabato scorso non è stata una manifestazione qualunque: è stata l’inizio di una marcia che porterà ProgReS – Progetu Repùblica in difesa di tutte le comunità abbandonate da una politica autonomista ormai in declino e sempre più supina davanti agli interessi speculativi esterni alla nostra terra. Una politica di cui Gianvalerio Sanna è un perfetto rappresentante. Il 20 aprile in Piazza Maria Ausiliatrice si sono radunati cittadini, comitati, amministrazioni, organizzazioni politiche che hanno analizzato il progetto Eleonora a fondo, e sulla base di analisi approfondite hanno espresso il loro no chiaro e deciso. Analisi portate avanti in oltre un anno di lavoro e di incontri pubblici, assemblee e incontri istituzionali, a cui l’On. Sanna non ha mai preso parte.

Una piazza che un amministratore quale è Sanna – eletto come rappresentante istituzionale proprio nella Provincia di Oristano – dovrebbe rappresentare per portare la sua voce all’interno delle istituzioni.

La totale carenza di preparazione sul tema è evidenziata anche dalla pessima pubblicità che ha provato a fare alla Saras: dapprima confondendo una trivella per pozzi artesiani con una trivella per ricerca di idrocarburi, poi facendosi promotore di una mozione in Consiglio Regionale cofirmata dai massimi esponenti del Partito Democratico che senza alcuna base scientifica o tecnica esprimeva il proprio appoggio al progetto di trivellazione della Saras. In quella piazza c’era un pezzo di società che vuole costruire istituzioni nuove, in grado di tutelare gli interessi nazionali dei sardi, un pezzo di società che non si sente più rappresentato da Sanna, che insieme al suo partito rappresenta sempre più la conservazione dello status quo. La Repùblica che progettiamo prevede una democrazia attiva e partecipata, prevede modelli di sviluppo differenti, volti al benessere di questa terra e del futuro del popolo sardo.

Nella Repubblica di Sardegna che stiamo costruendo non ci sarà spazio per chi bolla le richieste dei cittadini come ‘chiacchiere del popolo’ e ancora pensa di rispondere a tali richieste distribuendo brioches.

Cumentos

cumentos