Quest’anno ricorre l’anniversario dello Statuto sardo, compie settant’anni e sono portati malissimo.
La classe politica unionista proprio in questi giorni dedica una serie di iniziative volte alla celebrazione della carta dei sardi, la più eclatante, in termini negativi ovviamente, è la “seduta solenne” che ha avuto luogo oggi nel Parlamento sardo e che ha visto la presenza del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ossequiosamente accolto dal presidente del Consiglio regionale Ganau, dal Presidente della Regione Pigliaru e dal Sindaco di Cagliari.

La presenza della massima carica istituzionale italiana nel contesto di questa ricorrenza, ma sarebbe più corretto usare la parola “commemorazione”, non è certamente casuale: serve a confermare, anche a livello simbolico, l’ambito entro il quale l’autonomia sarda può operare. Il programma messo in atto non lascia adito a dubbi, si passa dall’incontro del Capo dello Stato con gli ex Presidenti del Consiglio della RAS, all’Inno d’Italia eseguito dal coro degli alunni della scuola di Villasor, per chiudere con una nota di folklore etnico del Coro di Nùgoro che ha intonato impropriamente il brano “Procurade ‘e moderare”.

Il messaggio per noi sardi e le nostre istituzioni è molto chiaro: siamo e saremo indissolubilmente legati allo Stato Italiano, questa autonomia posticcia e fallita sarà il massimo a cui la Sardegna e il popolo sardo potranno mai aspirare.

Spiace constatare che anche tra l’indipendentismo vi sono posizioni conservatrici che ingenuamente e, aggiungo, in buona fede ritengono che il problema dell’attuale Statuto è che non è mai stato utilizzato a dovere, una posizione peraltro sostenuta anche dai partiti italiani.

Purtroppo non è così, lo statuto sardo esplicita molto bene, già dai primi tre articoli, a quali interessi è subordinata la nostra nazione; le scelte più giuste per il nostro futuro non possono essere in contrasto con la supremazia dell’interesse nazionale italiano, ciò significa che con l’attuale Carta non potremo mai fare nostre le competenze in tema di fiscalità, istruzione, energia, welfare e beni culturali.

Progetu Repùblica ha una visione innovatrice e riformista per la nostra terra, siamo fermamente convinti che il compito della politica sia quello di mettere in atto processi in grado trasformare la società e ciò sarà possibile farlo solo ridefinendo i rapporti che intercorrono tra lo Stato italiano e la nazione sarda, attraverso una riscrittura dello Carta dei diritti e dei doveri.

Come partito da sempre auspichiamo un atto di responsabilità nazionale fra tutti i soggetti politici indipendentisti, sovranisti e autonomisti, così come dagli intellettuali isolani e da tutti i cittadini sardi. Cambiare lo Statuto per cambiare la Sardegna deve essere il nostro obiettivo storico, la strada comune verso la piena emancipazione politica, economica e sociale del popolo sardo.

Gianluca Collu
Segretario nazionale – Progetu Repùblica de Sardigna (ProgReS)

Cumentos

cumentos