E’ triste constatarlo ma dal suo insediamento questa Giunta Provinciale ha decretato che nel nostro territorio non esistono ne l’agricoltura ne la pastorizia e se esiste, nonostante le competenze delle province siano chiare in materia, ne l’ex l’assessore Corosu ne il Presidente se ne sono occupati. Circa un anno fa, nel pieno delle manifestazioni del movimento pastori, in una seduta straordinaria, il Consiglio Provinciale ha approvato un ODG unitario con degli impegni precisi. Per completezza di informazione riportiamo tutto il testo.

Il Consiglio Provinciale, riunito nella seduta straordinaria del 17 settembre 2010 con all’ordine del giorno la vertenza agropastorale; preso atto della relazione dell’Assessore provinciale all’agricoltura Franco Corosu; sentiti gli interventi dei Consiglieri provinciali; sentiti i rappresentanti della categoria agricola; considerata la gravità della situazione in cui versa il settore e le difficoltà dimostrate dalla Regione Autonoma della Sardegna nel dare immediate risposte, nonostante l’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale in data 13.09.2010, con il quale si assume l’impegno di intervenire sulle maggiori criticità che il settore pastorale denuncia. In particolare attraverso un sostegno alle aziende con la predisposizione di una misura a premio (sull’esempio della misura di benessere animale) ed il sostegno al credito. Ordine del giorno che ha, tuttavia, indicato nell’aggregazione dell’offerta di latte ovino attraverso le organizzazioni dei produttori la via riequilibrare il mercato del latte ovino in Sardegna; preso atto dell’importanza del settore primario per la provincia di Nuoro e delle competenze attribuite all’amministrazione provinciale ma, soprattutto, della necessità di costituire un vero piano anticrisi che coinvolga tutti i protagonisti della filiera e gli organismi interessati, con una seria e sollecita attività di indagine, che proponga al Consiglio provinciale un piano di interventi straordinari a favore del settore; considerato che sussiste la possibilità di promuovere un vero piano di sviluppo per il settore in Provincia di Nuoro che al primo punto ponga l’istruzione e la conoscenza, con la valorizzazione delle scuole secondarie superiori ad indirizzo agrario e l’Università di Nuoro; ritenuto che strumento idoneo per definire una piano agricolo per la provincia di Nuoro possa essere individuato nella costituzione di una commissione speciale di indagine, ai sensi dell’art. 24 del regolamento sull’organizzazione e funzionamento del consiglio; per quanto sopra esposto e premesso il Consiglio provinciale istituisce una commissione speciale di indagine sulla vertenza agricola e pastorale, impegnando la stessa ad indagare sulla effettiva situazione del comparto nella nostra provincia al fine di elaborare e presentare, in concerto con l’Assessore all’agricoltura, un piano di interventi da approvare dall’assemblea entro la prima decade del mese di novembre.


Inutile dire che la famosa commissione non è mai stata istituita, (tra l’altro si era specificato che sarebbe stata su base volontaria senza costi per l’ente), e naturalmente nessun piano è stato predisposto. Nessun intervento sulla viabilità rurale, nel favorire le aggregazioni di produttori, nel creare occasioni di incontro tra protagonisti della filiera della produzione e della trasformazione. Nessun intervento utile ad inserire i prodotti locali nelle mense pubbliche come proposto all’unanimità dalla commissione agricoltura svariati mesi fa. Nessuna capacità neanche di copiare iniziative interessanti già portate avanti da altre province come il Medio Campidano, Cagliari e Ogliastra (a guida centro sinistra), che hanno creato i mercati dei produttori, hanno sostenuto l’incontro tra scuole e fattorie didattiche, hanno creato albi dei produttori, hanno inserito i prodotti locali nelle mense, hanno appaltato piccoli lavori di viabilità rurale alle imprese agricole come previsto dai decreti sulla multifunzionalità in agricoltura. Non una nota di sostegno all’azione intrapresa dalla provincia di Cagliari in merito al ricorso presentato a Bruxelles e all’antitrust a Roma contro il presunto cartello degli industriali del latte e le presunte strane commistioni tra Consorzi di tutela, Consorzio latte e industriali.

Nessun intervento o almeno piccoli segnali, utili ad integrare il turismo e le strutture ricettive del territorio con i produttori locali. Neanche una parola o un intervento in merito ai danni che causa Abbanoa permettendo che parte degli scarichi di Nuoro non depurati finiscano sistematicamente nel lago Cedrino la cui acqua viene prevalentemente utilizzata per irrigare i campi della Baronia con gravi ripercussioni sulla salute delle persone, del bestiame e sulla salubrità degli alimenti e sui redditi degli agricoltori ovviamente.
L’Assessora precedente, Franca Carroni, nonostante non avesse piena competenza della materia, almeno aveva il dono dell’ascolto, e tra le poche iniziative interessanti aveva lasciato in eredità gli atti della conferenza provinciale sull’agricoltura del 2009, che presentano un quadro abbastanza chiaro utile a capire che tipo di interventi politici servissero al settore agricolo provinciale e una ricerca sulla vendita diretta nei paesi della Provincia. Due spunti interessanti dai quali far nascere un minimo di progettazione degli interventi.

Crediamo di doverci rassegnare alla speranza che il nuovo assessore, Luigi Deiana, con delega solo all’agricoltura, che per professione si occupa di servizi alle imprese agricole, sappia almeno riportare in giunta e in consiglio l’idea che agricoltori e pastori del nostro territorio meritano attenzione e rispetto per il loro lavoro da parte delle istituzioni.
Consci del fatto che ormai il presidente Deriu, muove i suoi uomini e donne come fossero fanti e cavalli del triste scacchiere politico locale, l’auspicio è che questa ennesima nomina non sia fatta seguire da dimissioni di protesta o ulteriori alternanze in attesa di uno scacco matto non si sa a chi e perché e che si dia un minimo di continuità ad eventuali iniziative che verranno intraprese per il bene del sistema produttivo locale.

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