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I risultati elettorali, tra astensionismo e disimpegno, ci consegnano un quadro politico e sociale poco rassicurante per il prossimo futuro della nostra nazione.

Un riconfermato e ormai ingiustificabile astensionismo consegna per l’ennesima volta le redini del potere all’unionismo, in questo caso rappresentato da partiti italiani votati dal 25% della popolazione sarda. 

L’astensionismo rappresenta il migliore alleato dell’unionismo: il mantra deresponsabilizzante e autoassolvente del “non voto tanto sono tutti uguali” si conferma essere dannoso e inaccettabile: è funzionale agli interessi italiani e frustra l’onerosa attività dell’indipendentismo il quale, nonostante tutto, è riuscito a formulare proposte di governo di spessore e soluzioni alle sfide dell’oggi degne di attenzione, ispirate a una visione della nostra nazione a medio e lungo periodo. 

L’astensionismo, sia quello passivo che quello intenzionale, contiene in sé un latente istinto all’autolesionismo e denota un buon grado di superficialità di analisi e di scarsità di attenzione nel valutare le reali proposte dell’indipendentismo. Questa dinamica è accentuata dall’impossibilità per i cittadini ad accedere a un’informazione completa e paritetica.

Le difficoltà tecniche come una legge elettorale iniqua e antidemocratica, come una modalità di voto macchinosa e ingannevole e come il conseguente caos nell’attribuzione dei voti in fase di scrutinio rappresentano un ostacolo ulteriore per le piccole forze ma non possono fungere da scusante per una non soddisfacente risposta elettorale.

La sfida che ci attende dunque è quella di sempre: continuare a parlare chiaro, senza dissimulazioni, nel tentativo di entrare in sintonia con sempre più larghi settori della società sarda. Con creatività, dedizione e disposizione al dialogo continueremo a seminare, consci che il nostro impegno disinteressato sarà presto o tardi ricambiato dal sostegno dei sardi più attenti che vorranno agire per il riscatto della nazione sarda.

Come anticipato nei documenti politici dei mesi scorsi l’appuntamento elettorale non costituisce per Progetu Repùblica il fulcro della propria azione politica. Consci di aver umanamente e politicamente fatto tutto quello che è nelle nostre possibilità, apriremo nei prossimi giorni nel partito e nella coalizione una fase di confronto e di analisi a tutto campo. La nostra attività proseguirà comunque inesorabilmente, sia come partito sia all’interno del progetto Sardi Liberi che ha poche settimane di vita e potenzialità di espansione puntando sulla pluralità e sulla valorizzazione dei punti di incontro. 

L’andamento del voto conferma la necessità della convergenza nazionale tra le forze dell’area indipendentista e autonomista; non nel senso di una fusione delle sigle bensì del coordinamento stabile e strategico, basato sui meccanismi di un sistema elettorale indegno che produce più di 15.000 “schede contenenti errori”, dato che dovrebbe far pensare e che forse sarebbe il caso di indagare a fondo e di segnalare alle competenti autorità internazionali.

Siamo fermamente convinti che un grande movimento di liberazione nazionale debba allargare la propria base di riferimento a strati della società sempre più ampi; in questo senso il solco tracciato dall’indipendentismo di ProgReS sarà a pieno titolo parte integrante, attiva e propositiva in qualsiasi tavolo di confronto, sin da ora.

Fintzas a sa Repùblica.

ProgReS-Progetu Repùblica de Sardigna

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