Intervista di Pesa Sardigna a Gianluca Collu Cecchini – Segretario Natzionale di Progetu Repùblica – del 24 Novembre 2018:

Pochi giorni fa si è riunita a Oristano l’Assemblea Nazionale degli attivisti di Progetu Repùblica de Sardigna. Tempo di decisioni importanti?

Decisamente. Ci siamo confrontati a lungo e abbiamo ragionato non solo sulle ormai prossime nazionali sarde, ma sul futuro dell’indipendentismo e sul futuro di Progetu Repùblica.

In tal senso le nostre attiviste e i nostri attivisti hanno dimostrato, oltre che un forte senso di responsabilità nazionale, una maturità politica non comune, considerato la giovane età media dei nostri iscritti e il forte idealismo che solitamente contraddistingue il nostro Partito.

L’aspetto più importante che ci permette di affrontare con serenità i prossimi mesi è che abbiamo la piena consapevolezza che queste elezioni non segneranno per l’indipendentismo né l’ultima spiaggia né, salvo piacevoli imprevisti, la svolta. La nostra ambizione collettiva non verrà frustrata dal risultato delle urne.

Continueremo inesorabilmente la nostra marcia verso la libertà, nell’interesse esclusivo della nostra nazione. Detto questo abbiamo ancora l’opportunità storica di presentare alla società sarda una proposta di governo non subalterno, suggestiva e potenzialmente dirompente.

L’indipendentismo sardo gode di buona salute?

L’indipendentismo sociale e culturale , a mio avviso, gode di buona salute; è in continua crescita ed espansione. Chi non gode di buona salute è il terminale politico, ovvero i partiti indipendentisti.

Anni di investimento sull’apertura al mondo a noi vicino e parallelo hanno forse fatto percepire l’indipendentismo come non in grado di camminare sulle proprie gambe e di apparire in quanto tale senza dissimulazioni.

Che fine hanno fatto i progetti “Sardegna Possibile” e “Alternativa Natzionale” a cui Progres ha lavorato negli ultimi anni per allargare la base politica dell’indipendentismo alla società civile?

Noi abbiamo dato anima e cuore per questi progetti di coalizione. Sono stati dei progetti importanti ma che a nostro parere ormai hanno esaurito la loro funzione, anche alla luce dell’attuale scenario politico sardo.

È importante che l’indipendentismo sappia riconoscere le proprie sconfitte, le scommesse sbagliate, gli investimenti infruttuosi. Dagli errori e dalle strade tortuose impariamo il modo per procedere più spediti e più determinati di prima.

I vostri rapporti con Autodeterminatzione? Dicci una cosa che vi unisce e una che vi divide.

Dopo il prevedibile risultato alle politiche italiane e l’infelice addio di Muroni al progetto, ritengo che l’esperimento abbia attraversato una fase di ridefinizione che non so dire se si sia conclusa.

Certamente in comune abbiamo l’importante fatto che con alcuni di loro condividiamo un idea di Sardegna indipendente.

Ma ad esempio il fatto che abbiano deciso di farsi rappresentare alle elezioni nazionali sarde da una persona rispettabilissima ma esplicitamente autonomista – e quindi per noi unionista – non ci aiuta ad avvicinarci a loro. Comprendiamo i motivi di questa decisione, rispettiamo il loro lavoro. Ma non è il nostro.

E con Sardos?

Sardos, a detta loro, attualmente non è un soggetto politico ma una associazione culturale per cui non rientra nella nostra sfera di interessi strettamente politico-elettorali.

Ci auguriamo invece che assieme a loro si possano aprire degli spazi di confronto per quanto riguarda i temi da affrontare e soluzioni da proporre per il benessere dei cittadini sardi e la difesa della nostra Terra.

E con il nuovo soggetto-progetto di ispirazione autodeterminazionista, anticapitalista e antirazzista Caminera Noa? Una cosa che vi unisce e una che vi divide.

Caminera Noa ha recentemente annunciato di non partecipare alle prossime elezioni sarde, riteniamo tale scelta legittima e rispettabile. Tuttavia crediamo che possano esserci punti di contatto piuttosto interessanti come la proposta in merito alla cittadinanza sarda ispirata dallo “ius voluntatis”.

Un concetto molto caro a noi di Progetu Repùblica perché da sempre affermiamo il fatto che essere sardi, sentirsi sardi, condividere la nostra cultura, la nostra lingua, sia una libera scelta, un atto di volontà, e che ciò non dipenda da dove si nasce o di chi sei figlio.

Il PSd’Az va a tutta dritta verso la fusione con la destra xenofoba italiana, il PdS non sembra abbandonare il progetto di subalternità al PD. Last but non least Mauro Pili e il suo progetto Unidos… vedi spiragli di collaborazione con queste forze in vista delle regionali?

Le elezioni non sono mai state lo scopo e il fine ultimo dell’iniziativa politica di Progetu Repùblica. E penso di sfondare una porta aperta con voi.

Realizzare una convergenza nazionale a parole può sembrare facile ma in realtà è un’operazione molto incerta, oltre che complessa, perché mette in competizione interessi e finalità differenti. Non dipende solo dalla nostra volontà.

Come già abbiamo detto lo spazio politico potrà vedere la luce solo nel caso le forze sopracitate abbandonino le sirene dei poli italiani di centrosinistra e centrodestra.

Oggettivamente, se proprio vogliamo essere realisti, dobbiamo dire che il PSd’Az difficilmente avrà il coraggio di rompere il patto di ferro con la Lega, è una tattica discutibile ma redditizia nel breve periodo; mentre per quanto riguarda Unidos e PDS la questione è decisamente diversa e chissà che non possano venire fuori delle sorprese.

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