Aristanis

Ripartiamo insieme da Bauladu

14 November 2016

A distanza di circa un mese della conferenza stampa di presentazione del progetto di Alternativa Natzionale, a Bauladu iniziano gli incontri territoriali per illustrare il percorso di costruzione di uno spazio politico inclusivo che punta alla costruzione di un progetto di governo alternativo ai partiti italiani. Erano presenti all’iniziativa “àndalas de indipendèntzia” – organizzata da Progetu Repùblica de Sardigna (ProgReS) – il Fronte Indipendentista Unidu, Gentes, Sardigna Libera e Sardigna Natzione Indipendèntzia. Tutti i partiti e i movimenti presenti hanno sottolineato che il percorso intrapreso è aperto a chiunque condivide i principi fondamentali esposti durante l’assemblea, ovvero la radicale antitesi ai partiti italiani e la difesa degli interessi nazionali sardi.

Nel suo intervento iniziale, Gianluca Collu, Segretario Nazionale di Progetu Repùblica, ha sottolineato il difficile momento attuale dell’Isola: «Circa 80mila giovani sardi non studiano e non lavorano. In questa situazione abbiamo il dovere di proporre ai sardi un’alternativa di governo che abbia a come unico orizzonte la Sardegna. Questo progetto è aperto a tutti i sardi, non solo a chi “è indipendentista” ma a chi “agisce da indipendentista”». Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi di Bustianu Cumpostu (SNI), Cristiano Sabino (FIU) e Gianfranco Sollai (Gentes). Da tutti è arrivato l’invito ai sardi a partecipare e ad unirsi.

Nella parte riservata agli attivisti di Progetu Repùblica si è deciso di dare il via alla campagna tesseramenti 2017 del partito che verrà presentata nelle prossime settimane, per dare l’opportunità ai tutti i sardi di partecipare da protagonisti a questa nuova fase politica.

«Oggi siamo qui per parlare di un nuovo corso – conclude Collu – un cammino condiviso di unità. Da oggi andremo nelle nostre comunità per mettere radici forti e far crescere una vera alternativa alla situazione attuale».

Àndalas de Indipendèntzia

12 November 2016

L’indipendentismo che guarda al futuro. Progetu Repùblica de Sardigna, che alle scorse elezioni ha promosso l’esperienza di Sardegna Possibile, organizza per domenica 13 novembre 2016 a Bauladu un evento aperto a tutti i sardi per confrontarsi sulle sfide del presente e gli obiettivi dei prossimi mesi del partito.

A partire dalle ore 10, presso il Centro Civico Culturale, alla presenza dei rappresentanti delle altre forze politiche impegnate nel progetto di costruzione di un’alternativa nazionale – Fronte Indipendentista Unidu, Gentes, Sardigna Libera e Sardigna Natzione Indipendèntzia – si illustrerà il percorso di condivisione avviato nelle scorse settimane che mira a coinvolgere il maggior numero di sigle dell’area indipendentista, sovranista e autonomista in un processo di unità che vada oltre le divisioni che hanno caratterizzato il recente passato del panorama politico sardo.

Nell’agenda dei lavori dell’assemblea di Bauladu spazio anche al referendum del 4 dicembre, alle elezioni amministrative della primavera e alle prossime mobilitazioni degli attivisti del movimento.

L’evento di Progetu Repùblica – che prende il nome di “Àndalas de indipendèntzia” – intende rappresentare un momento di confronto e costruzione partecipata, nonché uno spazio di informazione che possa garantire una chiara consapevolezza sull’impegno quotidiano del partito ai diversi livelli della sua presenza nella società sarda.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 331-2202387 oppure scrivere una mail a info@progres.net

Àndalas de Indipendèntzia

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S’indipendentismu chi càstiat a su benidore. Progetu Repùblica se Sardigna, chi in is eletziones passadas at promòvidu s’esperièntzia de Sardigna Possìbile cuncordat pro domìniga 13 de ledàmene 2016 in Bauladu un’eventu abertu a totus is sardos pro si cunfrontare a pitzus de is isfidas de su presente e de is obietivos de is meses chi ant a bènnere de su partidu.

A cumintzare dae is 10, in su Tzentru Tzìvicu Comunale, impare cun is rapresentantes de is àteras fortzas polìticas chi sunt traballende in su progetu de fraigamentu de un’alternativa natzionale – Fronte Indipendentista Unidu, Gentes, Sardigna Lìbera e Sardigna Natzione Indipendèntzia – s’at a mustrare s’àndala de cumpartzidura cumintzadu in is chidas passadas e chi punnat a pònnere impare su nùmeru prus mannu de siglas de s’àrea indipendentista, sovranista e autonomista in unu protzessu de unidade chi andet a de in antis de is partziduras chi ant signadu su passadu reghente de sa polìtica sarda.

In s’agenda de is traballos de s’assemblea de Bauladu ispàtziu fintzas a su referendum de su 4 de su mese de idas, a is eletziones amministrativas de su beranu chi benit e is mobilitatziones de is ativistas de su movimentu.

S’eventu de Progetu Repùblica – chi pigat su nùmene de “Àndalas de indipendèntzia” – bolet èssere unu momentu de cunfrontu e de fràigu partetzipadu, e fintzas un’ispàtziu de informatzione chi potzat donare una bisione crara de s’impignu de onni die de su partidu in is vàrios livellos de sa presèntzia sua in sa sotziedade sarda.

Pro àteras informatziones si podet cuntatare sa segreteria organizativa a su nùmeru 331-2202387 o iscrìere un’email a info@progres.net

Poligoni: Non bastano gli indennizzi, sì a dismissioni e bonifiche

9 October 2015

Ci siamo, è iniziata in Sardegna la più imponente esercitazione Nato dopo la guerra fredda.

La “Trident Juncture”, questo il suo nome, bombarderà la nostra isola con una intensità di fuoco vivo (con vero munizionamento di guerra) mai visto prima. Le responsabilità dirette del presidente Pigliaru e dell’attuale esecutivo di governo su questa sciagura le abbiamo più volte espresse, denunciando le menzogne e gli accordi sottobanco di Pigliaru col Ministero della difesa italiana.

Le istituzioni locali, i cittadini dei territori sotto occupazione militare e i sardi tutti come intendono reagire a questo disastro annunciato?

“Questa volta vogliamo risposte concrete, altrimenti occuperemo Capo Frasca”

Al primo colpo questa recente affermazione dei pescatori oristanesi potrebbe sembrare una decisa presa di posizione contro le servitù militari. Si potrebbe pensare che finalmente gli operatori del settore e la politica hanno preso piena coscienza del problema legato al poligono di Capo Frasca. Purtroppo, invece, si tratta dell’ennesima richiesta di indennizzi per il comparto della pesca, questa volta oristanese.

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Prefetture in Sardegna? No grazie

8 October 2015

È di questi giorni la mobilitazione dei partiti italiani (PD e PDL in primis) a difesa della prefettura di Oristano che verrebbe abrogata e accorpata a quella di Nuoro in seguito ad un provvedimento del governo italiano di Matteo Renzi.

Amministratori locali, consiglieri regionali e persino parlamentari si sono spesi in questi giorni in appelli quanto meno esagerati per evitare che la prefettura venga cancellata dal territorio della Provincia di Oristano. Diverse le argomentazioni: mancheranno i servizi essenziali, sparirà lo stato, il territorio verrà abbandonato a se stesso. Argomenti che, osservando con un po’ di attenzione la realtà, risultano quantomeno ridicoli considerati i servizi erogati dalle prefetture nei territori e, sopratutto, se si considera che a mobilitarsi sono gli stessi sindaci e partiti che non hanno alzato nemmeno un dito quando ad essere tagliati sono stati realmente i servizi territoriali (dalla sanità, alle scuole per finire con le infrastrutture per la mobilità come stazioni ferroviarie).

Si è addirittura giunti a convocare i consigli comunali direttamente a Cagliari per rafforzare una protesta che è apparsa più un teatrino elettorale che altro. Fortunatamente si è trattato di un fallimento.

Diciamolo con franchezza le prefetture andrebbero sciolte immediatamente, tutte quelle presenti in Sardegna, e non da oggi. Da tempo la Regione Sardegna avrebbe dovuto eliminare un ente inutile e antistorico le cui funzioni potrebbero essere conferite direttamente al presidente della regione se solo si applicasse a dovere l’articolo 49 dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna.

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Salvamento nelle spiagge: meno approssimazione e più coordinamento

17 August 2015

di ProgReS Progetu Repùblica Aristanis

Nella giornata di Ferragosto un uomo è morto per salvare alcuni bagnanti in difficoltà. Una tragedia che ha fatto emergere con evidenza la leggerezza e l’approssimazione con cui il governo sardo coordina il programma di salvamento nelle spiagge isolane e scarica esclusivamente sulle amministrazioni locali la responsabilità di garantire il servizio di assistenza, vigilanza e soccorso a residenti e turisti. I Comuni, alle prese con insostenibili prelievi di risorse da parte dello Stato italiano, e senza l’adeguato sostegno economico e organizzativo da parte della Regione Sardegna – che per il 2015 ha imposto nuovi vincoli sulla spendita dei fondi da destinare per il servizio, rendendo meno efficace l’utilizzo degli stessi – si ritrovano a gestire con enormi difficoltà la sicurezza delle località balneari.

ProgReS Aristanis ritiene gravissimo il lassismo della Regione Sardegna, che da un lato, con un’apposita delibera di Giunta, prolunga la stagione estiva fino al 31 ottobre (un mese in più rispetto agli anni precedenti) e dall’altro – a giugno inoltrato – decurta le risorse agli enti locali per il servizio di salvamento a mare. Un controsenso denunciato con una nota stampa anche dalla Capitaneria di porto di Oristano nel mese di giugno, rimasto tuttavia inascoltato dal Presidente Pigliaru e dall’Assessore Spano.

Progetu Repùblica ritiene indispensabile che i Comuni costieri siano messi nelle condizioni di assicurare il servizio di salvamento a mare e formula le seguenti proposte:

  1. che la Regione Sardegna riorganizzi il Sistema Integrato di Salvamento Balneare (SISB) per la sicurezza dei bagnanti delle coste sarde, mettendo a sistema gli enti locali e le associazioni che operano sul territorio in questi ambiti, facendo riferimento alle Unioni dei Comuni come livello territoriale ed eliminando definitivamente la percentuale minima di impiego dei soci operativi non dipendenti della ONLUS previsti negli specifici Piani di salvamento;
  2. che venga costituito un fondo nazionale sardo per la sicurezza dei bagnanti delle coste isolane, finanziato dalla Regione Sardegna, da una percentuale degli introiti dei servizi pubblici sulle coste (parcheggi e altre attività comunali) e da libere donazioni, che possano assicurare con risorse certe il servizio di salvamento a mare;
  3. che le spiagge sarde di maggiore afflusso siano dotate di un defibrillatore, al fine di garantire un rapido intervento degli addetti al salvataggio mediante precise manovre di rianimazione;
  4. che sia avviata una campagna di comunicazione per la prevenzione di incidenti in mare e annegamenti, che miri a sensibilizzare ed educare i cittadini sulla corretta balneazione.

Dal nord al sud dell’Isola, anche quest’anno, il bollettino segna diverse morti per annegamento. Auspichiamo che queste tragedie possano scuotere le istituzioni affinché si adottino nel più breve tempo possibile le misure necessarie per fare in modo che questi fatti non si ripetano. Sarà questa la maniera migliore per onorare la memoria di Vincenzo Curtale e di quanti hanno perso la vita nel nostro mare.

Chi sa terra de su mari bos siant lèbius.

Resoconto di fine mandato del consigliere provinciale di Oristano Sebastian Madau

22 June 2015

di Sebastian Madau
Presidente Nazionale di ProgReS Progetu Repùblica

Il 31 maggio è scaduto il mandato che per 5 anni ha permesso, per la prima e forse unica volta nella storia della provincia di Oristano, ad un indipendentista di sedere tra i banchi del Consiglio.

Le aspettative naturalmente erano molto alte, per il sottoscritto innanzitutto, per il partito e per i più di seimila elettori che hanno permesso questo piccolo ma storico traguardo.

Nella seduta d’insediamento è apparso da subito chiaro che il nostro sarebbe stato un ruolo di minoranza nella minoranza (su otto consiglieri, sei erano del PD e uno dell’Italia dei valori ma entrato con la coalizione del centrosinistra).

Da qui abbiamo cercato di lavorare, non tanto per riempire le pagine dei quotidiani locali sull’inconcludenza e la rissosità della maggioranza o su proposte utopiche ma unicamente per dare voce agli interessi nazionali dei cittadini sardi. Questo lo abbiamo fatto prima di tutto nel metodo di proposta e di lavoro che abbiamo adottato: ci è sembrato opportuno coinvolgere direttamente la conferenza dei capigruppo tutte quelle volte che abbiamo pensato di proporre un odg. o una mozione. In questo modo, è vero che il nome del partito perdeva l’occasione di apparire sulla stampa come proponente, ma era più importante che l’argomento avesse il voto unanime dell’aula.

Più di una volta infatti sono arrivati in aula argomenti condivisibili da tutti ma per il fatto che non erano stati condivisi prima in conferenza di capigruppo venivano votati solo dai proponenti.

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ProgReS aderisce a Sa Die in Tundu

20 April 2015

ProgReS Progetu Repùblica aderisce al flash mob diffuso “pone·ti in tundu” organizzato dall’associazione Sa Die in Tundu.

L’evento avrà carattere diffuso, quindi potrà essere realizzato in ogni comunità o luogo simbolico, in Sardegna come nel mondo. Ovunque i sardi si trovino potranno esprimere appartenenza alla propria terra realizzando un cerchio umano per rappresentare unità e tenendosi per mano per dimostrare condivisione.

Lo faremo perché riteniamo giusto ricordare, con un gesto simbolico un momento di unità nazionale del nostro popolo, una giornata, il 28 aprile del 1794, dove i sardi guidati da Giovanni Maria Angioy diedero corpo e anima alle rivolte antifeudali, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste di sovranità dell’isola, che portano alla cacciata da Cagliari dei piemontesi e del viceré Balbiano.

Ci saremo perché riteniamo importante, al di là delle commemorazioni e rievocazioni storiche, dire al mondo che siamo un popolo e che per la nostra festa ci sentiamo tutti uniti nel ricordo della nostra storia. Perché è da semplici gesti come questi, capaci di unire cittadini sardi di diversa estrazione, che si costruisce una coscienza nazionale collettiva, che si riafferma una soggettività come popolo tra i popoli.

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