Incontri

‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

18 settembre 2014 foto_1

ProgReS – Progetu Repùblica Disterru, sezione internazionale di ProgReS Progetu Repùblica, ha organizzato per il 20 settembre ad Edimburgo la conferenza dal titolo:

 

‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

 

a pochi giorni di distanza dalla storica data del 18 Settembre 2014 in cui i cittadini scozzesi saranno chiamati a votare il referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Gli scozzesi saranno dunque chiamati a decidere il proprio futuro e lo faranno nel modo più democratico e rappresentativo: con un semplice segno sulla scheda referendaria.

L’obiettivo principale della conferenza sarà quello di discutere le differenze e i punti in comune nei percorsi che Sardegna, Scozia, Galles e le altre nazioni senza Stato in Europa hanno intrapreso per affrontare le sfide politiche nella via per l’indipendenza. In questo senso il referendum promosso dal governo scozzese è innovativo anche nei temi e nella visione che ha imposto nel dibattito politico scozzese: non un’indipendenza basata sulle rivendicazioni del proprio passato ma basata sulla visione della società scozzese del futuro.

Quella del 20 settembre si presenta come l’unico evento ufficiale organizzato da un partito sardo in Scozia, a conferma del lavoro svolto nella tessitura dei rapporti internazionali da ProgReS Progetu Repùblica in questi anni.

Si pensi alla partecipazione di una nostra delegazione in veste di osservatori internazionali al referendum consultivo organizzato in Catalunya nel 2011; ai recenti incontri tenutisi a Londra e Barcellona tra Michela Murgia, nostra candidata alla presidenza della regione con Sardegna Possibile, rispettivamente con Joan Campbell dello Scottish National Party e con la Presidente dell’Assemblea Nacional Catalana, Carme Forcadell; all’evento dello scorso luglio, sempre a Barcellona, organizzato dall’associazione Procès Costituent a cui ha preso parte il Segretario Nazionale di ProgReS Gianluca Collu ed, infine, alla partecipazione di una delegazione del partito alle ghjurnate internazionali di Corti in Corsica con la presenza di rappresentanti di organizzazioni indipendentiste europee e non (ERC, SORTU, Corsica Libera, SI, OLP).

La conferenza di Edimburgo rappresenta un passo ulteriore di questo cammino volto al consolidamento delle relazioni ed allo scambio di esperienze e strategie.  All’incontro saranno presenti i rappresentanti dei maggiori partiti indipendentisti d’Europa, a partire proprio dallo Scottish National Party e dai gallesi di Playd Cymru.

Interverranno:

Eve Hepburn, School of Social and Political Science, Università di Edimburgo

Michael Rosie, Docente di Sociologia, Università di Edimburgo

Paola Bonesu, Giornalista freelance e consulente di marketing politico

Modera: Alessandro Columbu, Ricercatore presso l’Università di Edimburgo – ProgReS Progetu Repùblica

L’evento inizierà alle 5.30 PM presso Abden House, 1 Marchhall Crescent, EH16 5HP, Edimburgo

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‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

9 settembre 2014 Scozia

Di ProgReS Disterru

Il 18 Settembre 2014 sarà una data storica per la Scozia. In quel giorno si terrà il referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Gli scozzesi saranno chiamati a decidere il proprio futuro, lo faranno nel modo più democratico e rappresentativo, con un semplice segno sulla scheda referendaria. ProgReS Progetu Repùblica, regione Disterru, ha organizzato il giorno 20 Settembre ad Edimburgo la conferenza dal titolo:

‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

L’obiettivo principale della conferenza sarà quello di discutere le differenze e i punti in comune nei percorsi che Sardegna, Scozia, Galles e le altre nazioni senza Stato in Europa hanno intrapreso per affrontare le sfide politiche nella via per l’indipendenza.

 

 

Interverranno:

Eve Hepburn, School of Social and Political Science, Università di Edimburgo

Michael Rosie, Docente di Sociologia, Università di Edimburgo

Paola Bonesu, Giornalista freelance e consulente di marketing

politico Modera: Alessandro Columbu, ProgReS Progetu Repùblica

L’evento inizierà alle 5.30 PM presso

Abden House, 1 Marchhall Crescent, EH16 5HP, Edimburgo

 

info e contatti

disterru@.progres.net

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Yo decido. Detzido deo.

4 febbraio 2014 Yo decido

In linea con le politiche di genere e di tutela dei diritti civili che il nostro partito ha sempre portato avanti, ProgReS – Progetu Repùblica esprime la propria vicinanza a tutte le donne che in Spagna stanno combattendo la battaglia contro la nuova legge antiabortista in fase di approvazione su iniziativa del governo Rajoy. Questa legge, se approvata, eliminerebbe il diritto di scelta delle donne.

La protesta, estesasi a tutta Europa e culminata con la manifestazione denominata “Yo decido”, organizzata il primo febbraio in tutte le maggiori piazze del Continente, ha visto anche la partecipazione delle donne e degli uomini della società sarda, incontratisi a Cagliari per un sit-in.

Le attiviste e gli attivisti di ProgReS ribadiscono la propria contrarietà ad ogni politica volta a limitare le libertà e i diritti delle donne.

Nessuna donna sia indotta ad abortire e nessuna donna che abbia deciso di abortire sia spinta dalla legge nell’illegalità.

Teulada, una giornata di ordinaria follia

13 dicembre 2013 Massimedduplus

di Massimeddu Cireddu – Attivista di ProgReS Progetu Repùblica

«Aquila, qui ragno, avanti!» «Ragno, qui aquila, fuoco, fuoco!» Il gracchiare degli altoparlanti che rimandano le comunicazioni radio tace, mentre iniziano una serie infinita di colpi di artiglieria, più di 500 in meno di mezz’ora tra elicotteri, carri armati, mortai, semoventi, blindati, etc.

Sembrerebbe l’inizio di un pessimo film di guerra americano, ed invece è solo l’ordinaria follia che abbiamo vissuto durante l’ispezione parlamentare e che tutti i giorni, per nove mesi all’anno, da 57 anni, avviene nel poligono militare di Teulada.

Ma la pazzia molto spesso è lucida. La spiega bene l’ufficiale incaricato di illustrare il “contesto operativo” (ovvero la favoletta che serve per motivare le bombe) dell’esercitazione di cui siamo “spettatori”: una democrazia ricca di petrolio (evidentemente una “democrazia” alleata degli stati occidentali) chiamata non a caso “Stato Marrone”, viene minacciata da due stati confinanti, delle malefiche dittature che vorrebbero appropriarsi del petrolio dello Stato Marrone. Nella favola, che naturalmente ha il lieto fine e l’eroe, per fortuna interviene l’esercito italiano che a capo di una missione internazionale, ovviamente “di pace”, bombarda i “nemici” (ovvero il territorio di Teulada) e riporta la pace e la serenità. A rendere più divertente la storia anche il salvataggio di operatori umanitari sventurati e un po tonti e l’addestramento delle forze armate locali ad andare a prendersi le bombe nemiche al posto dei soldati occidentali.

Bandiera ItalianaLa bandiera dello stato che bombarda Teulada da 57 anni.

Ed è con questa lucida follia che immaginava nemici temibili e agguerriti che si sono accaniti ancora le bombe ed i proiettili contro la terra brulla e ormai priva di qualsiasi vegetazione della cosiddetta penisola interdetta. E mentre il generale ordinava di sparare a volontà contro inesistenti carri armati ed unità corazzate nemiche, nella realtà vedevamo ancora una volta le esplosioni di rocce, terra e piante e vedevamo ancora una volta innalzarsi le colonne di fumi e polveri che venivano disperse a mare e a terra.

Ma forse non esiste un modo sensato per raccontare la follia, forse non ci può essere una risposta sana alle affermazioni del generale Lops che afferma che “i militari portano benessere e impediscono le speculazioni edilizie, vi conviene che continuiamo a venire” salvo ammettere che “noi queste cose le possiamo fare solo a Teulada, non possiamo andarcene”, intendendo con “queste cose” il bombardamento da terra, aria e mare con munizionamento da guerra convenzionale e sperimentale.

PasticiniDurante tutta l’esercitazione sono stati gentilmente offerti ai convenuti pasticcini e bevante calde.

E non ci può essere una logica nelle affermazioni del colonnello Branca, comandante della base e “orgogliosamente sardo”, che ci invita non ad opporci ma a “convivere” con la base, non ad evitare lo scempio e restituire i 7200 ettari alla comunità e all’uso civile, ma a “rivendicare un po più di co-uso”, non ad immaginare un futuro diverso e pulito ma a diventare complici come lui della giostra bellica, lavorando (ah, la promessa del lavoro!) per qualche multinazionale bellica.

No, non può esserci nessuna logica, nessuna giustificazione, nessuna motivazione valida se dopo 57 anni di occupazione e bombardamenti gli unici risultati sono stati lo spopolamento (da più di 6000 a meno di 3700 abitanti), la disoccupazione (circa al 50%), la scomparsa dei giovani, la lenta agonia sociale e culturale del paese, l’inquinamento, le malattie e purtroppo anche le morti.

Lo "spettacolo" di Capo TeuladaIl generale Lops ed il capo di stato maggiore dell’esercito Graziano mentre si godono lo spettacolo.

Esplosioni e fumiLe colonne di fumi e polveri che si alzano dopo le prime esplosioni nella penisola interdetta.

Ed allora, di fronte ai militari come quelli che ancora vanno in giro in paese a promettere posti di lavoro nella base in cambio di voti (promesse che puntualmente disattendono), e che con quei voti diventano anche consiglieri comunali, di fronte alle infinite promesse di un ministro che promette ogni 6 mesi un “tavolo tecnico” per poi ovviamente lasciare le cose come stanno, di fronte ad un comando che vanta una grande amicizia e unità d’intenti con il sindaco, ed ancora di fronte ad un comandante della base che si rivolge ai pastori che con espressioni da “padrone di casa” (e non da ospite poco gradito come invece dovrebbe) e minaccia sanzioni se i pastori non abbandonano puntualmente il poligono, di fronte a tutto questo l’unica cosa che abbia senso fare è quella di progettare e realizzare un futuro diverso a partire dalle nuove generazioni.

Per ridare un senso ed una logica alla vicenda di Teulada bisogna innanzitutto ridare alle cose il loro nome. I 7200 ettari sottratti (tra l’altro con l’inganno, come dimostrano i processi e le sentenze del Tribunale di Cagliari) sono una “schiavitù militare”, bisogna chiamare le esplosioni e i bombardamenti “scientifico e premeditato inquinamento” (ma su questo si pronuncerà anche la magistratura), bisogna dire che i morti e gli ammalati non sono solo tragiche fatalità, ma vittime incolpevoli dell’inquinamento bellico, bisogna dire che l’atteggiamento del comando e del ministero è “padronale e prepotente”, bisogna dire che lo stabilimento di Portu Tramatzu è un “odioso privilegio”.

Trovando le parole giuste per descrivere il presente, uscendo dalla follia di considerare lo scempio ambientale “un valore”, avremo la possibilità di immaginare un futuro diverso per la nostra comunità, non più periferia sfigata e utile solo come pattumiera dell’esercito, ma uno dei centri di una rete turistica, agroalimentare, culturale e artigianale sarda ed internazionale.

Assemblea TeuladaUn momento dell’Assemblea pubblica sulle servitù militari e sulle prospettive di riconversione economica.

Finora hanno cercato di convincerci che le cose non potranno cambiare, che il destino di povertà, degrado e spopolamento a cui siamo condannati sia inevitabile, che qualsiasi sforzo e impegno non possa che essere inutile. Ma questo fa giusto gli interessi di chi ha interesse (economico e politico) a che le cose rimangano così.

Invece le recenti vicende giudiziarie (la vicenda di Quirra docet), la situazione politica in Sardegna (con la concreta possibilità di vedere un’indipendentista alla Presidenza della Regione) e anche la situazione di instabilità politica ed economica dello stato italiano, potrebbero portare in breve tempo alla dismissione.

Nostro compito deve essere quello di pretendere che nelle bonifiche sia assunto personale locale (si tratterebbe di centinaia o migliaia di posti di lavoro per una stima ottimistica di almeno 30 anni), e che la comunità teuladina sia protagonista dei progetti di riconversione economica. Per esempio, a Sa Portedda ci sono 1650 posti letto, sia in camere doppie che in camerate, oltre che mense, impianti sportivi, un teatro/cinema e uffici. In pratica ci sono già strutture ricettive e turistiche che potrebbero dare lavoro a centinaia di persone. E in più ci sono decine di capannoni, officine e strutture tecniche, ovvero un’area artigianale o per la piccola industria già attrezzata e pronta per essere utilizzata per l’insediamento di nuove attività produttive.

Questo è il futuro di Teulada, l’unico futuro economico e sociale possibile per la nostra comunità, all’interno della nostra Sardegna Possibile.

Scozia e Sardegna si incontrano a Londra

14 novembre 2013 cover-fb-LONDRA

Sabato 16 novembre sarà una giornata storica per ProgReS Progetu Repùblica e per tutto l’indipendentismo sardo.

Il coordinamento regionale di ProgReS Disterru incontrerà a Londra Joan Campbell, rappresentante dello Scottish National Party, in un dibattito pubblico sul tema della nazioni senza stato a cui prenderà parte la candidata alla Presidenza della Regione di Sardegna Possibile Michela Murgia.

Obiettivo dell’incontro è quello di discutere i punti in comune tra l’esperienza scozzese e quella sarda. Si cercherà di tracciare un parallelo tra il percorso della Scozia, che a settembre 2014 sara chiamata a votare il referendum per la propria indipendenza, e quello della Sardegna.

L’incontro si svolgerà nella prestigiosa cornice del University College of London una delle università più prestigiose del Regno Unito, che attualmente conta oltre ventisettemila studenti, che in passato ha avuto l’onore di ospitare tra i suoi studenti il Mahatma Gandhi, leader della lotta d’indipendenza indiana.



Scozia e Sardegna: nazioni a confronto

Sabato 16 novembre 2013 – ore 19:00 – LONDRA

Sala Cruciform B304 LT1 – CRUCIFORM BUILDING, GOWER STREET, LONDON, WC1E 6BT

Per maggiori informazioni sull’evento: LINK


Sara possibile seguire l’incontro in diretta streaming a partire dalle ore 20:00 collegandosi al seguente link:


Prima ascoltare, poi comunicare

29 ottobre 2013 ostalecan

di Franco Contu – Segretario Nazionale di ProgReS Progetu Repùblica

Ho appena finito di leggere il report finale della storica giornata che si è svolta domenica a Nurachi e devo ammettere che aveva ragione Iolanda Romano quando ha detto che ci saremmo dovuti preparare ad essere sorpresi. Ho avuto modo di sentire personalmente al telefono alcuni presenti e sono felice che il primo Open Space Technology organizzato da Sardegna Possibile sia andato così bene, oltre le nostre più rosee aspettative.

La qualità dei contenuti mi ha sorpreso anche più della partecipazione e del coinvolgimento di chi ha deciso di passare una domenica all’insegna del confronto e dello scambio. Iolanda ci ha chiesto fiducia e in cambio ci ha donato un sapere enorme che faremo fruttare. Per questo mi sento di ringraziarla dal profondo, perché se la Sardegna avrà modo di sollevarsi sarà anche grazie ai metodi che Iolanda dispensa da anni in Europa e nel mondo.

Non posso ovviamente non menzionare anche lo splendido lavoro dei volontari che, divisi tra operativi e facilitatori, hanno reso possibile un’esperienza che, sono sicuro, ha sorpreso anche loro. Avete dimostrato che è possibile costruire una Sardegna facendo un passo indietro e dieci di corsa. Bravi tutti!

A chi invece non è potuto venire dico di non preoccuparsi, perché dal report finale che ho appena letto, primo di sette che ancora scriveremo su diversi temi, nasceranno altri gruppi di lavoro per approfondire alcuni punti che maggiormente sono stati portati alla luce.

Da questo primo OST svilupperemo i nostri obbiettivi sulle politiche culturali che pensiamo siano da applicare in Sardegna e, una volta che ci saremo ridati quella fiducia indispensabile per un cambiamento di questa portata, riusciremo finalmente a considerarci una comunità vera, aperta e priva di confini. Stiamo imparando ad ascoltare prima ancora di comunicare, perché non è con le belle frasi che convinceremo i sardi che l’unica strada possibile è la Sardegna. Sorprenderemo il nostro popolo con la nostra voglia di fare, con il nostro attivismo rivolto ad un futuro diverso, sempre con il sorriso, i piedi che viaggiano e la testa che sogna e progetta anche di giorno.

Ci vediamo al prossimo OST!

(Foto ©Alecani)

Land grabbing in Sardegna – Dibattito a Serramanna

12 ottobre 2013 landg

Domenica 13 Ottobre dalle 17.30 presso il Montegranatico di Serramanna in via Montegranatico 1, ProgReS Progetu Repùblica Campidanu ‘e Mesu organizza una presentazione del partito a cui seguirà un incontro pubblico con dibattito sul Land Grabbing a cui parteciperanno la Candidata alla Presidenza della RAS per la coalizione Sardegna Possibile Michela Murgia ed il sociologo Nicolò Migheli.

In Sardegna vi sono notevoli porzioni di territorio sottoposte a servitù militare e numerose aree inquinate da industrie pesanti e impianti di produzione che da decenni rappresentano una forma di benessere illusorio e precario.

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