Incontri

Dies de Festa: ProgReS è pronta a rilanciare un’alternativa al governo Pigliaru

15 ottobre 2014 Dies de Festa

birraSi è conclusa domenica a Cagliari, nella suggestiva location del Ghetto degli Ebrei, la terza edizione di Dies de Festa.

pubblicoDue giornate ricche di appuntamenti politici, culturali e musicali. Due giornate di confronto tra gli attivisti di ProgReS e gli ospiti che hanno voluto discutere dei temi più disparati all’insegna della concretezza e della volontà di costruire una reale alternativa di governo per la nazione sarda. Dalle filiere produttive all’innovazione, dall’importanza della storia e della lingua nazionale al ruolo delle mobilitazioni contro le speculazioni e le servitù, dall’opposizione alle scelte del governo Pigliaru al futuro di Sardegna Possibile, tanti sono stati i temi e tanti i contributi scientifici, tecnici e politici che hanno visto la partecipazione di centinaia di persone nel corso dei due giorni della manifestazione.

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Dies de Festa 2014 · Contos de indipendèntzias

6 ottobre 2014 Dies de Festa 2014

Sabato 11 e Domenica 12 Ottobre tornano per la terza edizione le Dies de Festa di ProgReS Progetu Repùblica, che quest’anno si svolgeranno al Ghetto (via Santa Croce 18) a Cagliari. Il titolo dell’edizione 2014 “Contos de indipendèntzias” raccoglie il senso della manifestazione, che a fianco ai dibattiti culturali, politici e storici sul percorso indipendentista in Sardegna avrà uno sguardo attento alle altre nazioni europee, come Catalogna e Scozia, e al loro percorso di autodeterminazione.

I temi trattati quest’anno spaziano dai nuovi modelli economici per le comunità della Sardegna all’analisi dei referendum indipendentisti in Scozia ed in Catalogna, dall’introduzione della storia e lingua nazionale nelle scuole e nella pubblica amministrazione alle battaglie in difesa dei nostri territori dalle speculazioni energetiche, militari ed ambientali.

I momenti politici clou saranno certamente Sabato 11 alle ore 18:30 con un incontro dedicato alle strategie ed agli scenari per la costruzione di un’alternativa all’attuale governo di dipendenza, con ospiti i rappresentanti di vari partiti e movimenti sardi, e l’incontro finale di Domenica 12 alle 19:00 per fare il punto del lavoro politico di Sardegna Possibile con ospiti Michela Murgia e i rappresentanti delle forze che compongono la nostra comunità politica.

Come sempre, oltre ai dibattiti ed alle conferenze, ci saranno momenti artistici con concerti in acustico e rappresentazioni teatrali, momenti conviviali e di relax accompagnati da cibo e bevande a Km 0.

Gli eventi più significativi verranno trasmessi in diretta streaming su progresTV.

Di seguito il programma completo:
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‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

18 settembre 2014 foto_1

ProgReS – Progetu Repùblica Disterru, sezione internazionale di ProgReS Progetu Repùblica, ha organizzato per il 20 settembre ad Edimburgo la conferenza dal titolo:

 

‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

 

a pochi giorni di distanza dalla storica data del 18 Settembre 2014 in cui i cittadini scozzesi saranno chiamati a votare il referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Gli scozzesi saranno dunque chiamati a decidere il proprio futuro e lo faranno nel modo più democratico e rappresentativo: con un semplice segno sulla scheda referendaria.

L’obiettivo principale della conferenza sarà quello di discutere le differenze e i punti in comune nei percorsi che Sardegna, Scozia, Galles e le altre nazioni senza Stato in Europa hanno intrapreso per affrontare le sfide politiche nella via per l’indipendenza. In questo senso il referendum promosso dal governo scozzese è innovativo anche nei temi e nella visione che ha imposto nel dibattito politico scozzese: non un’indipendenza basata sulle rivendicazioni del proprio passato ma basata sulla visione della società scozzese del futuro.

Quella del 20 settembre si presenta come l’unico evento ufficiale organizzato da un partito sardo in Scozia, a conferma del lavoro svolto nella tessitura dei rapporti internazionali da ProgReS Progetu Repùblica in questi anni.

Si pensi alla partecipazione di una nostra delegazione in veste di osservatori internazionali al referendum consultivo organizzato in Catalunya nel 2011; ai recenti incontri tenutisi a Londra e Barcellona tra Michela Murgia, nostra candidata alla presidenza della regione con Sardegna Possibile, rispettivamente con Joan Campbell dello Scottish National Party e con la Presidente dell’Assemblea Nacional Catalana, Carme Forcadell; all’evento dello scorso luglio, sempre a Barcellona, organizzato dall’associazione Procès Costituent a cui ha preso parte il Segretario Nazionale di ProgReS Gianluca Collu ed, infine, alla partecipazione di una delegazione del partito alle ghjurnate internazionali di Corti in Corsica con la presenza di rappresentanti di organizzazioni indipendentiste europee e non (ERC, SORTU, Corsica Libera, SI, OLP).

La conferenza di Edimburgo rappresenta un passo ulteriore di questo cammino volto al consolidamento delle relazioni ed allo scambio di esperienze e strategie.  All’incontro saranno presenti i rappresentanti dei maggiori partiti indipendentisti d’Europa, a partire proprio dallo Scottish National Party e dai gallesi di Playd Cymru.

Interverranno:

Eve Hepburn, School of Social and Political Science, Università di Edimburgo

Michael Rosie, Docente di Sociologia, Università di Edimburgo

Paola Bonesu, Giornalista freelance e consulente di marketing politico

Modera: Alessandro Columbu, Ricercatore presso l’Università di Edimburgo – ProgReS Progetu Repùblica

L’evento inizierà alle 5.30 PM presso Abden House, 1 Marchhall Crescent, EH16 5HP, Edimburgo

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‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

9 settembre 2014 Scozia

Di ProgReS Disterru

Il 18 Settembre 2014 sarà una data storica per la Scozia. In quel giorno si terrà il referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Gli scozzesi saranno chiamati a decidere il proprio futuro, lo faranno nel modo più democratico e rappresentativo, con un semplice segno sulla scheda referendaria. ProgReS Progetu Repùblica, regione Disterru, ha organizzato il giorno 20 Settembre ad Edimburgo la conferenza dal titolo:

‘The day after: Europe’s stateless nations at a crossroad. The case of Sardinia’

L’obiettivo principale della conferenza sarà quello di discutere le differenze e i punti in comune nei percorsi che Sardegna, Scozia, Galles e le altre nazioni senza Stato in Europa hanno intrapreso per affrontare le sfide politiche nella via per l’indipendenza.

 

 

Interverranno:

Eve Hepburn, School of Social and Political Science, Università di Edimburgo

Michael Rosie, Docente di Sociologia, Università di Edimburgo

Paola Bonesu, Giornalista freelance e consulente di marketing

politico Modera: Alessandro Columbu, ProgReS Progetu Repùblica

L’evento inizierà alle 5.30 PM presso

Abden House, 1 Marchhall Crescent, EH16 5HP, Edimburgo

 

info e contatti

disterru@.progres.net

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Yo decido. Detzido deo.

4 febbraio 2014 Yo decido

In linea con le politiche di genere e di tutela dei diritti civili che il nostro partito ha sempre portato avanti, ProgReS – Progetu Repùblica esprime la propria vicinanza a tutte le donne che in Spagna stanno combattendo la battaglia contro la nuova legge antiabortista in fase di approvazione su iniziativa del governo Rajoy. Questa legge, se approvata, eliminerebbe il diritto di scelta delle donne.

La protesta, estesasi a tutta Europa e culminata con la manifestazione denominata “Yo decido”, organizzata il primo febbraio in tutte le maggiori piazze del Continente, ha visto anche la partecipazione delle donne e degli uomini della società sarda, incontratisi a Cagliari per un sit-in.

Le attiviste e gli attivisti di ProgReS ribadiscono la propria contrarietà ad ogni politica volta a limitare le libertà e i diritti delle donne.

Nessuna donna sia indotta ad abortire e nessuna donna che abbia deciso di abortire sia spinta dalla legge nell’illegalità.

Teulada, una giornata di ordinaria follia

13 dicembre 2013 Massimedduplus

di Massimeddu Cireddu – Attivista di ProgReS Progetu Repùblica

«Aquila, qui ragno, avanti!» «Ragno, qui aquila, fuoco, fuoco!» Il gracchiare degli altoparlanti che rimandano le comunicazioni radio tace, mentre iniziano una serie infinita di colpi di artiglieria, più di 500 in meno di mezz’ora tra elicotteri, carri armati, mortai, semoventi, blindati, etc.

Sembrerebbe l’inizio di un pessimo film di guerra americano, ed invece è solo l’ordinaria follia che abbiamo vissuto durante l’ispezione parlamentare e che tutti i giorni, per nove mesi all’anno, da 57 anni, avviene nel poligono militare di Teulada.

Ma la pazzia molto spesso è lucida. La spiega bene l’ufficiale incaricato di illustrare il “contesto operativo” (ovvero la favoletta che serve per motivare le bombe) dell’esercitazione di cui siamo “spettatori”: una democrazia ricca di petrolio (evidentemente una “democrazia” alleata degli stati occidentali) chiamata non a caso “Stato Marrone”, viene minacciata da due stati confinanti, delle malefiche dittature che vorrebbero appropriarsi del petrolio dello Stato Marrone. Nella favola, che naturalmente ha il lieto fine e l’eroe, per fortuna interviene l’esercito italiano che a capo di una missione internazionale, ovviamente “di pace”, bombarda i “nemici” (ovvero il territorio di Teulada) e riporta la pace e la serenità. A rendere più divertente la storia anche il salvataggio di operatori umanitari sventurati e un po tonti e l’addestramento delle forze armate locali ad andare a prendersi le bombe nemiche al posto dei soldati occidentali.

Bandiera ItalianaLa bandiera dello stato che bombarda Teulada da 57 anni.

Ed è con questa lucida follia che immaginava nemici temibili e agguerriti che si sono accaniti ancora le bombe ed i proiettili contro la terra brulla e ormai priva di qualsiasi vegetazione della cosiddetta penisola interdetta. E mentre il generale ordinava di sparare a volontà contro inesistenti carri armati ed unità corazzate nemiche, nella realtà vedevamo ancora una volta le esplosioni di rocce, terra e piante e vedevamo ancora una volta innalzarsi le colonne di fumi e polveri che venivano disperse a mare e a terra.

Ma forse non esiste un modo sensato per raccontare la follia, forse non ci può essere una risposta sana alle affermazioni del generale Lops che afferma che “i militari portano benessere e impediscono le speculazioni edilizie, vi conviene che continuiamo a venire” salvo ammettere che “noi queste cose le possiamo fare solo a Teulada, non possiamo andarcene”, intendendo con “queste cose” il bombardamento da terra, aria e mare con munizionamento da guerra convenzionale e sperimentale.

PasticiniDurante tutta l’esercitazione sono stati gentilmente offerti ai convenuti pasticcini e bevante calde.

E non ci può essere una logica nelle affermazioni del colonnello Branca, comandante della base e “orgogliosamente sardo”, che ci invita non ad opporci ma a “convivere” con la base, non ad evitare lo scempio e restituire i 7200 ettari alla comunità e all’uso civile, ma a “rivendicare un po più di co-uso”, non ad immaginare un futuro diverso e pulito ma a diventare complici come lui della giostra bellica, lavorando (ah, la promessa del lavoro!) per qualche multinazionale bellica.

No, non può esserci nessuna logica, nessuna giustificazione, nessuna motivazione valida se dopo 57 anni di occupazione e bombardamenti gli unici risultati sono stati lo spopolamento (da più di 6000 a meno di 3700 abitanti), la disoccupazione (circa al 50%), la scomparsa dei giovani, la lenta agonia sociale e culturale del paese, l’inquinamento, le malattie e purtroppo anche le morti.

Lo "spettacolo" di Capo TeuladaIl generale Lops ed il capo di stato maggiore dell’esercito Graziano mentre si godono lo spettacolo.

Esplosioni e fumiLe colonne di fumi e polveri che si alzano dopo le prime esplosioni nella penisola interdetta.

Ed allora, di fronte ai militari come quelli che ancora vanno in giro in paese a promettere posti di lavoro nella base in cambio di voti (promesse che puntualmente disattendono), e che con quei voti diventano anche consiglieri comunali, di fronte alle infinite promesse di un ministro che promette ogni 6 mesi un “tavolo tecnico” per poi ovviamente lasciare le cose come stanno, di fronte ad un comando che vanta una grande amicizia e unità d’intenti con il sindaco, ed ancora di fronte ad un comandante della base che si rivolge ai pastori che con espressioni da “padrone di casa” (e non da ospite poco gradito come invece dovrebbe) e minaccia sanzioni se i pastori non abbandonano puntualmente il poligono, di fronte a tutto questo l’unica cosa che abbia senso fare è quella di progettare e realizzare un futuro diverso a partire dalle nuove generazioni.

Per ridare un senso ed una logica alla vicenda di Teulada bisogna innanzitutto ridare alle cose il loro nome. I 7200 ettari sottratti (tra l’altro con l’inganno, come dimostrano i processi e le sentenze del Tribunale di Cagliari) sono una “schiavitù militare”, bisogna chiamare le esplosioni e i bombardamenti “scientifico e premeditato inquinamento” (ma su questo si pronuncerà anche la magistratura), bisogna dire che i morti e gli ammalati non sono solo tragiche fatalità, ma vittime incolpevoli dell’inquinamento bellico, bisogna dire che l’atteggiamento del comando e del ministero è “padronale e prepotente”, bisogna dire che lo stabilimento di Portu Tramatzu è un “odioso privilegio”.

Trovando le parole giuste per descrivere il presente, uscendo dalla follia di considerare lo scempio ambientale “un valore”, avremo la possibilità di immaginare un futuro diverso per la nostra comunità, non più periferia sfigata e utile solo come pattumiera dell’esercito, ma uno dei centri di una rete turistica, agroalimentare, culturale e artigianale sarda ed internazionale.

Assemblea TeuladaUn momento dell’Assemblea pubblica sulle servitù militari e sulle prospettive di riconversione economica.

Finora hanno cercato di convincerci che le cose non potranno cambiare, che il destino di povertà, degrado e spopolamento a cui siamo condannati sia inevitabile, che qualsiasi sforzo e impegno non possa che essere inutile. Ma questo fa giusto gli interessi di chi ha interesse (economico e politico) a che le cose rimangano così.

Invece le recenti vicende giudiziarie (la vicenda di Quirra docet), la situazione politica in Sardegna (con la concreta possibilità di vedere un’indipendentista alla Presidenza della Regione) e anche la situazione di instabilità politica ed economica dello stato italiano, potrebbero portare in breve tempo alla dismissione.

Nostro compito deve essere quello di pretendere che nelle bonifiche sia assunto personale locale (si tratterebbe di centinaia o migliaia di posti di lavoro per una stima ottimistica di almeno 30 anni), e che la comunità teuladina sia protagonista dei progetti di riconversione economica. Per esempio, a Sa Portedda ci sono 1650 posti letto, sia in camere doppie che in camerate, oltre che mense, impianti sportivi, un teatro/cinema e uffici. In pratica ci sono già strutture ricettive e turistiche che potrebbero dare lavoro a centinaia di persone. E in più ci sono decine di capannoni, officine e strutture tecniche, ovvero un’area artigianale o per la piccola industria già attrezzata e pronta per essere utilizzata per l’insediamento di nuove attività produttive.

Questo è il futuro di Teulada, l’unico futuro economico e sociale possibile per la nostra comunità, all’interno della nostra Sardegna Possibile.

Scozia e Sardegna si incontrano a Londra

14 novembre 2013 cover-fb-LONDRA

Sabato 16 novembre sarà una giornata storica per ProgReS Progetu Repùblica e per tutto l’indipendentismo sardo.

Il coordinamento regionale di ProgReS Disterru incontrerà a Londra Joan Campbell, rappresentante dello Scottish National Party, in un dibattito pubblico sul tema della nazioni senza stato a cui prenderà parte la candidata alla Presidenza della Regione di Sardegna Possibile Michela Murgia.

Obiettivo dell’incontro è quello di discutere i punti in comune tra l’esperienza scozzese e quella sarda. Si cercherà di tracciare un parallelo tra il percorso della Scozia, che a settembre 2014 sara chiamata a votare il referendum per la propria indipendenza, e quello della Sardegna.

L’incontro si svolgerà nella prestigiosa cornice del University College of London una delle università più prestigiose del Regno Unito, che attualmente conta oltre ventisettemila studenti, che in passato ha avuto l’onore di ospitare tra i suoi studenti il Mahatma Gandhi, leader della lotta d’indipendenza indiana.



Scozia e Sardegna: nazioni a confronto

Sabato 16 novembre 2013 – ore 19:00 – LONDRA

Sala Cruciform B304 LT1 – CRUCIFORM BUILDING, GOWER STREET, LONDON, WC1E 6BT

Per maggiori informazioni sull’evento: LINK


Sara possibile seguire l’incontro in diretta streaming a partire dalle ore 20:00 collegandosi al seguente link: